Willem II - La squadra che porta il nome di un Re

Pubblicato da rodriguez on giovedì 5 marzo 2009

Tilburg, cittadina in rapida espansione del Sud dell'Olanda, nota oggi per l'industria tessile ed una università di livello mondiale , è sempre stata nel cuore del Re Guglielmo II. Durante la rivoluzione belga del 1830, il Re dei Paesi Bassi pose il suo quartier generale proprio nella sopracitata città, oggi sesto centro abitato più grande d'Olanda, e morì, all'improvviso, nella provincia del Noord-Brabant.



Da 111 anni a questa parte (fondato nel 1896 come Tilburgia ma rinominato nel 1898 Willem II), il club, i suoi giocatori ed i suoi tifosi sono sempre andati fieri del nome della loro squadra ed hanno il vanto di essere una team leale, di gentiluomini che giocano un calcio elegante: degni, insomma, di portare il nome di un Re.



Dopo solo vent'anni di esistenza, la squadra è stata capace di spezzare l'egemonia dell'HVV Den Haag, del Rap Amsterdam e dello Sparta Rotterdam, aggiudicandosi il titolo nel 1916, cui seguirono altre due vittorie nei campionati post seconda guerra mondiale (1952 e 1955) in quelli che verranno ricordati come gli anni d'oro del Willem II.
Gli anni dell'occupazione nazista del territorio olandese, però, misero la squadra di Tilburg su di un piano speciale. Il perchè è presto detto: in quegli anni la famiglia reale era espatriata in Inghilterra; il tricolore olandese era stato bandito e tutti i nomi delle strade intitolate ai reali erano stati cambiati dai gerachi tedeschi. Il Willem, curiosamente, in quegli anni era una delle squadre più forti in Olanda ed il loro calcio spettacolare dava l'opportunità a tutti gli olandesi di fare qualcosa che altrimenti sarebbe stato loro impedito: alzarsi in piedi ed applaudire ad un tricolore (quello della maglia del Willem) ed al nome di un Re olandese. Nel 1944 la squadra di Tilburg vinse la Coppa d'Olanda, pochi mesi prima dello sbarco in Normandia...



Dopo i fasti degli anni 50, la squadra visse un periodo nero durante il quale ci fu l'adattamento al calcio professionista. Gli anni 60 furono quelli della retrocessione in Eerste Divisie ma anche della vittoria della seconda Coppa d'Olanda, che proiettò i "King's Army" in Europa a sfidare niente meno che il Manchester United (avventura breve ma intensa: dopo un pareggio per 1-1 a Rotterdam, ci fu un roboante 6-1 per gli inglesi).



Dopo alcuni rischi di bancarotta nel corso degli anni 80, il Willem andava sempre più incontro a quella che è stata la sua più grande annata. Dopo la dipartita di ottimi giocatori del calibro di Stam ed Overmars, venne l'era dell'allenatore Co Adriaanse, ricordato ancora con gioia dai tifosi del Willem per aver riportato la loro squadra alla ribalta europea. Inaspettatamente, giocando un calcio spregiudicato ma vincente, nel 1999 Co Adriaanse riuscì a portare il Willem al secondo posto in Eredivisie, garantendo alla squadra la partecipazione alla Champions League (2 punti in 6 partite nel girone con Spartak Mosca, Sparta Praga e Bordeaux). L'avventura terminò presto, anche perchè il club, abituato a galleggiare nelle posizioni di media classifica in Olanda, non era attrezzato per competere con delle squadre di livello europeo. In quegli anni, però, il presidente Gerrit Brockx, ricordandosi di essere il massimo rappresentante di una squadra di gentleman, affermò che nel contesto europeo, quando sono in circolo grandi quantità di denaro, in pochi sono in grado di mantenere il loro aplomb e questo il Willem II, la squadra che porta il nome di un Re, non poteva permetterselo.


0 commenti: