La storia di Sparta Rotterdam ed Excelsior: l'altra Rotterdam calcistica



Rotterdam, nonostante in molti non lo sappiano, ha una realtà calcistica abbastanza sviluppata, la cui esistenza e sopravvivenza prescinde da quella dei giganti del Feyenoord. Anzi, proprio il Feyenoord (nato nel 1908) è attualmente il club di Rotterdam più giovane tra le tre società della città della città della Zuid Holland, sede del porto più grande ed importante d’Europa.
Lo Sparta Rotterdam e l’Excelsior, rispettivamente fondati nel 1888 e nel 1902, sono i club professionistici più “vecchi”, ma la loro storia non ha conosciuto i successi della squadra del distretto di Feijenoord, 
più giovane ma più florida e con maggiori finanziamenti alle spalle, che cominciò presto a diventare la squadra dominante in città, facendo si che le due “sorelle” maggiori spesso lottassero come leoni nelle sfide stracittadine. Un esempio? La stracittadina disputata al De Kuip nell’aprile del 1973, quando una vittoria contro lo Sparta avrebbe potuto regalare il titolo di campioni d’Olanda al Feyenoord. Portatisi sul 3-0, I padroni di casa mai avrebbero potuto immaginare una reazione degli avversari che, nell’incredulità generale, recuperarono i tre goal regalando, di fatto, il titolo all’Ajax.


Nonostante rappresenti, da alcuni anni a questa parte, una presenza fissa della Eerstedivisie, lo Sparta Rotterdam è uno dei club più importanti d'Olanda, che ha conosciuto l'onta della sua prima retrocessione solo nel 2002, in seguito a un grave dissesto finanziario. Quello che sembrava impensabile fino a qualche anno prima, quando i kastelheeren erano tra i pochi club a non essere mai retrocessi, è accaduto proprio sotto la guida di un grande del calcio olandese, Frank Rijkaard, il quale nel 2002, assistito in panchina da Aron Winter, si è dimostrato incapace di salvare quel club dalla lunga storia che si percepisce in ogni angolo della bellissima ed antica zona di Spangen.
Anche l’Excelsior attualmente non naviga in buone acque. Dopo aver condotto, tra il 1996 ed il 2006, l’esistenza di un club a tutti gli effetti dipendente dal Feyenoord, che aiutando i cugini, poteva godere di una prelazione sui talenti emersi dalle giovanili, dando nel contempo spazio ai suoi prospetti, che non trovando spazio in squadra potevano acquisire esperienza al Woudestein Stadium, la tacita collaborazione si è attenuata decisamente, tanto da poter parlare di una vera e propria indipendenza dalla squadra maggiore di Rotterdam. Per la gioia dei tifosi, sollevati dal fatto che il club ha riacquisito una propria identità, uscendo dal cono d'ombra proiettato dai Rotterdammers. La collaborazione tra i due club, specie a livello giovanile, continua ad esserci, ma si è attenuata molto.
Nel quartiere di Kralingen, insomma, hanno preferito tifare per una squadra che oggi cammina sulle proprie gambe, ottenendoi primi buoni risultati in Eerstedivisie e la promozione nella massima serie nel 2002, anno del centenario della squadra.


Gli ultimi vent'anni sono stati molto difficili per le squadre olandesi. E se oggi lo si avverte per le grandi, incapaci di concorrere in Champions o in Europa League, ad avvertirlo per prima sono state le squadre medio-piccole. Quella rossonera, la più piccola e modesta trale tre squadre professionistiche di Rotterdam, ha sempre avuto l’ambizione della salvezza e di una sopravvivenza low-profile in bilico tra Eredivisie ed Erstedivisie, mentre lo Sparta ha visto la sua fama, ottenuta nel corso degli anni grazie a 6 titoli nazionali e la vittoria di 3 Coppe d'Olanda, rischiare di svanire nel 2003, quando la situazione economica tendeva a peggiorare vertiginosamente. La bancarotta poteva scrivere la parola fine nella storia della squadra, ma la sventura fu evitata grazie al comune di Rotterdam, che in cambio di un sussidio economico ha chiesto un piccolo favore: aggiungere il nome della città a quello del club, che da allora divenne lo Sparta Rotterdam.



La vita in Eerstedivisie, però, sembra inaccettabile a gran parte dei tifosi dello Sparta, sempre contenti di riempire gli spalti del suggestivo Het Kasteel, bastione della squadra che sorge nel quartiere di Spangen.
Lo Sparta, infatti, è una delle squadre per cui, in Olanda e fuori dai suoi confini, si tifa per simpatia: è stato il primo club olandese a giocare una partita sul suolo straniero (trattasi di un match contro gli inglesi dell’Harwich&Parkeston FC nel 1893) oltre a essere la prima squadra (1894) in Olanda a proporre di legare una rete tra i due pali della porta, per poter così evitare la perdita di tempo necessaria per recuperare il pallone.

Trattasi di veri e propri pionieri del calcio oranje, che hanno inizialmente dominato i campionati in Olanda (5 titoli tra il 1909 ed il 1915, cui va aggiunto uno nel 1959) nei giorni del leggendario Bok de Korver (nella foto), una delle prime icone del calcio olandese.
Purista del calcio, De Korver considerava l’allenamento come un vantaggio ingiusto, in quanto gli avversari potevano non avere il tempo per farlo, e non credeva nelle tattiche o nei ruoli. Forse anche per questo, si parla di lui come il primo precursore del calcio totale, marchio di fabbrica dell'Olanda calcistica a partire dagli anni settanta.
Ovviamente, De Korver ripudiava anche l’idea di commettere un fallo per interrompere il gioco avversario. Leggenda vuole che non abbia mai nemmeno sfiorato, in campo, un calciatore dell'altra squadra, visto che il calcio avrebbe dovuto basarsi solo sulla bravura e la creatività del singolo.
Mentre in quegli anni splendeva lucente la stella dello Sparta Rotterdam e la nazionale olandese, guidata proprio da De Korver, batteva gli inglesi, maestri del calcio, per 2 a 1 in una gara giocata a Den Haag, vedeva la luce
 anche il terzo club di Rotterdam: l’SBV (acronimo di Stichting Betaald Voetbal, ovvero Fondazione finanziata per il gioco del calcio) Excelsior, che in bacheca ha messo solo un trofeo, la Zilveren Bal, letteralmente “palla d’argento”, ovvero un trofeo riservato alle squadre di Rotterdam che viene considerato come uno dei tornei precursori della Coppa d’Olanda. La vittoria fu ottenuta con un roboante 5-0 proprio sul Feyenoord in finale. Tre anni dopo, nel 1930, l’Excelsior ebbe l’occasione di concedere la rivincita nella finale della neonata KNVB Beker. Ad imporsi, stavolta, fu il Feyenoord, con un 1-0 meno spettacolare ma più importante formalmente, in quanto rientra nell'albo d'oro della competizione.

Dopo un periodo di appannamento, comune a tutta l’Europa per via della Seconda Guerra Mondiale, lo scettro di rivale del Feyenoord in città tornò in mano allo Sparta.
La squadra che vestiva una divisa a righe bianca e rossa guadagnò nuova notorietà sotto la guida di un allenatore inglese, Denis Neville, protagonista della conquista della Coppa d’Olanda nel 1958 (dopo aver battuto per 3 a 1 il Feyenoord al De Kuip) e, un anno dopo, del sesto, e ultimo titolo, di Landskampioen.
Così, mentre lo Sparta era una delle squadre più forti d’Olanda, nel quartiere Kralingen si badava a tenere in vita l’Excelsior in ogni modo, superando le difficoltà economiche con metodi, per l’epoca, che potremmo definire avveniristici.
Pur rimanendo sempre una squadra modesta e senza grandi aspettative, l’Excelsior non ha mai disdegnato l’idea di crescere e aumentare il proprio fatturato. Nel 1954 fu tra i club a spingere per una “commercializzazione” del calcio, nell'ottica di un coinvolgimento di sponsor e dell'ottenere un profitto. Seppur contro i divieti della Federcalcio olandese e le proteste delle altre squadre, nel corso degli anni settanta l'Excelsior fu la prima squadra in Olanda a vestire magliette sponsorizzate. Con un artificio formale, i furbi dirigenti dell’Excelsior dichiararono che la lettera A che compariva sulle magliette serviva a contrassegnare i calciatori appartenenti alla prima squadra. Era però noto a tutti che, in realtà, quella lettera altro non era che il logo della Akai, una grande industria elettronica, interessata a promuoversi nei Paesi Bassi in quel modo. 





Ma questa non è stata l'unica trovata degna di nota dei dirigenti dei Kralingers: Henk Zon, indimenticato presidente dell’Excelsior dal 1952 fino al 1977, era solito raccogliere, al termine di ogni riunione con i dirigenti, nel proprio cappello le gentili offerte economiche degli altri soci, di giornalisti o semplici tifosi. L’Excelsior divenne famoso anche per la raccolta della carta che si teneva una volta a settimana per le strade del quartiere Kralingen: tutti i proventi venivano versati nelle casse della società, che così poteva pagare i propri calciatori e preparatori.
Se per l'Excelsior non c'è stata ancora una valida occasione, lo Sparta Rotterdam ha avuto modo di farsi conoscere anche in Europa, quando si fece largo raggiungendo i quarti di finale di Coppa Uefa nel 1960, durante i quali gli olandesi costrinsero i più smaliziati scozzesi dei Rangers di Glasgow al re-match (all'epoca non si andava ai supplementari) per guadagnare la qualificazione alla semifinale.
L'occasione per
 l'Excelsior di uscire dal lunghissimo anonimato, invece, risale al 1980, quando, proprio contro il Feyenoord di Wim Jansen, la squadra di Kralingen vinse il derby con un pesantissimo 4-0 rifilato ai rivali in casa loro, al De Kuip.

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