I protagonisti del calcio olandese - David Di Tommaso, un eroe del Domstad di Utrecht


Il 29 novembre 2015 correrà il decimo anno dalla morte di David Di Tommaso, ex giocatore dell'FC Utrecht. Difensore centrale, ma all'occorrenza anche centrocampista, "DiTo" era uno dei beniamini del Nieuw Galgenwaard, nonostante abbia giocato in Olanda appena una stagione e mezza. Nato ad Echirolles, vicino Grenoble, nel 1979, Di Tommaso ha ottenuto il suo primo contratto da professionista con il Monaco a diciott'anni. Con il club monegasco, il difensore ha vinto il campionato francese nel 2000 ed è riuscito ad esordire in Champions League prima di essere ceduto al Sedan, club delle Ardenne, che all'epoca giocava in Ligue 2, con il quale arrivò fino alla finale di Coppa di Lega, persa contro il Nantes. La promozione nella massima serie transalpina con i "les angliers" fu seguita da due straordinarie annate, durante le quali il Sedan giunse prima settimo e poi quinto, stupendo di fatto il mondo del calcio francese. La retrocessione in seconda serie fu, però, inevitabile nella stagione 2002-03 e per Di Tommaso l'avventura francese stava per giungere al termine. Nell'estate del 2004 arriva il trasferimento in Eredivisie, all'Utrecht, squadra di mezza classifica spesso impegnata, senza grossi successi, in Coppa Uefa.

Il primo anno "olandese" di Di Tommaso fu, nonostante l'ultimo posto nel girone della Coppa Uefa (contro Fc Dnipro, Club Brugge, Rapid Vienna e Real Saragozza) e la mediocre prestazione complessiva dell'Utrecht in Eredivisie (undicesimo, alla fine dell'anno), molto soddisfacente, potendo contare 31 presenze ed essendo diventato uno dei pilastri della difesa dei Domstedelingen ed un idolo dei tifosi della squadra, i quali lo premiarono come miglior giocatore dell'anno.
La seconda stagione all'ombra della Torre non iniziò nel migliore dei modi, ma il successo in casa dell'Ajax per 1-0 bastò a far dimenticare ai tifosi l'inizio zoppicanti dei loro beniamini. L'euforia che attraversava la città in quei giorni potè durare, però, solo poco più di ventiquattro ore. Martedì 29 novembre 2005, infatti, David Di Tommaso veniva trovato dalla moglie morto nel letto di casa sua, a De Meern, poco fuori Utrecht. A soli 26 anni, Di Tommaso lasciava moglie, figlio di due anni ed una città intera che lo aveva adottato per l'impegno profuso nel vestire la maglia dell'Utrecht.

"David era una persona su cui si poteva sempre contare. Abbiamo vinto e perso insieme, ma questa è la nostra sconfitta più grande. Da ora saremo sempre in 12 sul campo, perché sarai sempre con noi. Salut et merci, DiTo". Queste le parole di un commosso Jean Paul de Jong, capitano dell'Utrecht in quella stagione, nel giorno della cerimonia tenutasi per ricordare il giocatore. Oltre quattoridici mila tifosi, arrivati anche dalle città vicine, mandarono il loro saluto al giocatore sparando dei fuochi d'artificio, come da tradizione in Olanda.  Dopo l'annuncio dell'allora allenatore Foeke Booy, che il club avrebbe ritirato la maglietta numero 4, consegnata simbolicamente alla signora Di Tommaso, l'Utrecht ha organizzato una amichevole contro il primo club per cui David aveva giocato: l'AS Monaco. L'incasso fu devoluto alla famiglia Di Tommaso, insieme ai proventi delle aste benefiche che avevano per oggetto le maglie di numerosi giocatori di Eredivisie e Ligue One. Fu, inoltre, istituito il David di Tommaso Award, assegnato al giocatore dell'anno dell' FC Utrecht. Ancora oggi, al Nieuw Gagenwaard, il difensore viene ricordato con più di uno striscione inneggiante al nome di David Di Tommaso. Salut et Merci, DiTo.

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