All'Ajax basta Eriksen. I lancieri vincono con l'RKC e si avvicinano al primo posto

Christian Eriksen, man of the match
La domanda da porsi era lecita: dopo la perentoria vittoria all’Amsterdam Arena giovedì scorso per 2-0 in Europa League contro lo Steaua Bucarest, quale sarebbe stata la reazione fisica ed emotiva dell’Ajax di Frank de Boer? Sarebbero stati i Lancieri concentrati su un campionato che li vede rincorrere il Psv praticamente dall’inizio del girone d’andata o avrebbero mollato  per le troppe energie spese?
Ha prevalso la prima considerazione: con una perfomance di certo solida, anche se non entusiasmante, l’Ajax s’impone per 0-2 con due reti di Moisander e Eriksen (rispettivamente al 21' e al 39') e torna dal Mandemakers Stadion con 3 punti che fanno morale e moltissima classifica, riportando il Psv Eindhoven a soli 3 punti di distacco.
Contro una squadra in crisi di gioco e di risultati (3 sconfitte consecutive e 2 pareggi nelle ultime cinque partite), tesa a difendere il pareggio con un ultra-difensivo 4-5-1, De Boer attua dei cambi rispetto all’undici iniziale di Europa League: panchina annunciata per Isaac Cuenca, sostituito da Boerrigter, mentre si torna titolare Poulsen, mentre scala a fare la punta con licenza di svariare sul fronte d'attacco Siem de Jong.
L’inizio è molto soft da parte di entrambe le formazioni; la difesa di casa sbriglia senza troppi problemi le iniziative dei Lancieri, che giocano con la prima marcia innestata.
Ma appena si alzano i giri del motore, gli ospiti passano: al ventunesimo è bravissimo Moisander ad anticipare la difesa su cross teso di Eriksen ed insaccare, da pochi passi, il suo quarto gol stagionale. La difesa è la vera arma in più dell'Ajax, nell'ultimo periodo. Dopo la rete di Blind nella precedente gara di Eredivisie e le segnature di Alderweireld e Van Rhijn in Europa League, arriva, ora, il turno del finnico Moisander.
Seppur sotto di un goal, i padroni di casa non accennano una reazione. Bisogna aspettare addirittura il 37' per assistere al primo tiro in porta di Braber, che però schiaccia troppo alto da buona posizione.
E ancora un colpo di Genio (con la G maiuscola) a destare l'attenzione tra il torpore generale: dalla destra Eriksen punta il primo avversario, saltandolo netto con un gioco di suola, prosegue superando il secondo alla stessa maniera e conclude con una conclusione rasoterra secca  che batte un incolpevole Zoet. Progressione di 25 metri e sciabolata secca per il danese che, con uno splendido goal chiude, di fatto, la partita già al 39'.

I ragazzi di Erwin Koeman non provano neanche a riaccendere la partita e il secondo tempo si trascina stancamente tra il soporifero e il letale per i primi venti minuti. L’Ajax prova un paio di volte a portare a tre le marcature, ma senza troppa convinzione (influisce sicuramente la perfomance molto opaca di Boerrigter).
Al 60esimo ingenuità colossale di Alderweireld: il belga mette la mano su un cross in definitiva innocuo e permette a Braber di andare dal dischetto per riaprire la gara. Il rigore del trentenne centrocampista dell'RKC è tutt'altro che perfetto, tanto da poter essere associato ad una ripetizione del rigore di Osvaldo in Sampdoria-Roma.
Nella restante mezz'ora si assisterà allo sterile possesso palla  dei padroni di casa, giungendo fino al triplice fischio di Wiedemeijer che permette ai numerosi tifosi venuti da Amsterdam di festeggiare.

Migliori in Campo: Eriksen ( Ajax);  Zoet ( Waalwijck)
Peggiori in Campo: Boerrigter ( Ajax);  Chevalier (Waalwijck)

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