SPECIALE CALCIO OLANDESE BLOG - 102 anni di PSV Eindhoven: ripercorriamo la storia centenaria dei Boeren


STORIA E MEMORIA Tira il vento a Eindhoven, ma non è un vento qualunque: è il vento della storia, una storia iniziata tanti anni fa, addirittura centodue. Oggi una società gloriosa come il PSV spegne 102 candeline, che significano tanto per la storia del calcio nella terra dei tulipani.

102 anni e non sentirli: sono stati anni di vittorie, sconfitte, sofferenze e soddisfazioni, anni vissuti col cuore il gola, come in una notte di maggio del lontano 1988 al Neckarstadion di Stoccarda, quando una città intera esplose di gioia al rigore sbagliato da Veloso nella finale di Champions League, ma anche anni di vittorie da infarto, come in un pomeriggio sul finire di aprile del 2007 all'ultima giornata di Eredivisie quando alle 16:02 Phillip Cocu, ora allenatore del PSV,  siglava il 5-1 finale e i 35mila tifosi potevano davvero urlare kampioen, dopo un pomeriggio così denso di emozioni che non si vedevano da anni.

100 anni gloriosi di storia biancorossa: 22 Eredivisie, 9 KNVB beker, 10 Johan Cruijff Schaal, ma soprattutto 1 Coppa dei Campioni e 1 Coppa UEFA. In tutto ben 43 trofei, niente male per una "provinciale" come il PSV.


TUTTO HA INIZIO... SOPRA AL BARBIERE Era una domenica calda e soleggiata di fine agosto del 1913 e a Eindhoven l'industria Philips organizzò un evento sportivo di due giorni nel centesimo anniversario della sconfitta francese nelle guerre napoleoniche. Gerard Eric Bouwmeester, Jan-Willem Hofkes, Jan Ketel, Willem Schouten e Henry Huiskens, cinque dipendenti dell'azienda, si riunirono in una stanza sopra al barbiere di Vrijstraat 13 per fondare la Philips Sport Vereniging. Quel 31 agosto 1913 il PSV prese vita e iniziò la sua lunga marcia. Già nel 1910 era presente una squadra composta da soli operai, ma aveva disputato soltanto amichevoli, al contrario del neonato PSV, che iniziò a prendere parte al campionato dopo la Prima Guerra Mondiale: il primo match fu contro le riserve del Willem II, il 19 settembre 1915, e terminò con una sconfitta per 3-2. Negli anni venti partecipa al girone sud del campionato nazionale, allora diviso in zone territoriali; il primo scudetto arriva nel 1929, mentre nel 1955 partecipa alla neonata Coppa dei Campioni, pur non avendo vinto il campionato, venendo però sconfitti subito dal Rapid Vienna.

Da allora tanti scudetti vinti e tante partecipazioni alle coppe europee, ma per arrivare al primo successo in campo internazionale bisogna aspettare una serata di inizio maggio del 1978 quando il PSV batte con un secco 3-0 il Bastia nella finale di ritorno della Coppa UEFA (all'andata 0-0). Sono anni gloriosi, in cui militano, tra gli altri, René van de Kerkhof, il fratello gemello Willy, entrambi centrocampisti, ma soprattutto Willy van der Kuijlen, che con 308 gol in 528 presenze, è il più grande realizzatore nella storia dell'Eredivisie, avendo giocato nel PSV per ben 18 stagoni, dal 1964 al 1982, vincendo per 3 volte il titolo di capocannoniere del torneo. Questa sì che si chiama fedeltà.

UN TRIPLETE DA PAURA Nella prima metà degli anni ottanta il PSV non riesce a imporsi in campo internazionale, pur rimanendo nelle posizioni di vertice in Eredivisie: ma si sa, la fortuna gira, e così dal 1986 al 1989, nel periodo di Marco Van Basten all'Ajax, arrivano al Philips Stadion ben 4 scudetti di fila, quando in panchina sedeva un esordiente chiamato Guus Hiddink, e in campo ci sono, tra gli altri, Ronald Koeman, ora tecnico del Feyenoord, e Wim Kieft, capocannoniere del torneo nel 1982 con la maglia dei rivali ajacidi, prima di diventarlo, di nuovo, nel 1988 con i biancorossi di Eindhoven. 


Ma il 25 maggio 1988 è la notte più bella; a Stoccarda il PSV vince la Coppa dei Campioni contro il Benfica: la gara finisce 0-0 dopo i supplementari e ai rigori il portoghese Veloso si fa parare il penalty dal portiere biancorosso van Breukelen e così il PSV sale sul tetto d'Europa. Poco dopo arrivano anche la Coppa d'Olanda e lo scudetto, per completare un magico triplete: i rigori sono però fatali nella Coppa Intercontinentale giocata a Tokyo e persa 7-6 contro gli uruguaiani del Nacional, e vola via anche la Supercoppa europea, persa contro i belgi del Mechelen. Ecco il racconto della finale di Stoccarda:




GLI ANNI DI ROBSON, ADVOCAAT E HIDDINK Negli anni novanta e negli anni duemila arrivano altri successi in Olanda, tra campionati (1991, 1992, 1997, 2000, 2001, 2003, dal 2005 al 2008), Coppa nazionale (1996 e 2005) e Supercoppa d'Olanda (1993, 1997, 1998, 1999, 2001, 2002, 2004). Passano da Eindhoven tanti bomber, come i brasiliani Romario e Ronaldo, il belga Luc Nilis, l'olandese Ruud van Nistelrooy e il serbo Mateja Kežman, ma nelle competizioni europee il cammino si interrompe sempre a metà. Nel 1993 in Champions il PSV finisce ultimo nel girone vinto dal Milan, nel 1996 viene eliminato nei quarti di finale dal Barcellona, mentre nel 1998 non basta il secondo posto nel girone vinto dalla Dinamo Kiev per andare avanti in Champions; nel 2001 finisce terzo nel girone dietro ad Anderlecht e Manchester United, così vola in Coppa UEFA, dove elimina sul filo di lana il Parma ma nei quarti di finale viene mandato fuori dal Kaiserslautern; l'anno successivo ancora terzi nel girone, mentre in Coppa UEFA il cammino dei biancorossi si interrompe ancora nei quarti, questa volta contro i rivali del Feyenoord: dopo l'1-1 sia all'andata che al ritorno, i Rotterdammers vincono ai rigori 5-4 e proseguono la competizione che poi vinceranno in finale proprio al De Kuip contro il Borussia Dortmund. 

L'edizione 2004-05 della Champions vede la compagine di Eindhoven arrivare fino in semifinale: dopo essere finiti secondi nel girone dietro all'Arsenal, il PSV elimina il Monaco e il Lione, prima di soccombere contro il Milan, eliminati da un gol nel recupero di Ambrosini. Dopo la sconfitta per 2-0 al Meazza, il PSV trova al Philips Stadion un 3-1 beffardo in quanto qualifica i rossoneri per i gol fuori casa, nello specifico proprio quello di Ambrosini. Nel 2007 il PSV viene eliminato nei quarti dal Liverpool (sconfitta in casa 3-0 e in trasferta 1-0) mentre l'anno dopo trova nei quarti di Coppa UEFA una Fiorentina troppo forte (pareggio 1-1 al Franchi e sconfitta 2-0 a Eindhoven). Di questo periodo segnaliamo una data importante: il 29 aprile 2007, quando il 20esimo scudetto vola a Eindhoven solo grazie alla differenza reti (+50 il PSV, +49 per l'Ajax), al termine probabilmente della giornata di Eredivisie più appassionante di sempre.


LE RECENTI DELUSIONI Le 5 stagioni del PSV dall'estate del 2008 a quella del centenario del 2013 sono quasi tutte deludenti, in cui la compagine biancorossa riesce a portare a casa solo 2 Supercoppe e una Coppa d'Olanda. Nel 2008-09 il tecnico è Stevens, ma l'ultimo posto nel girone di Champions (con una vittoria e ben cinque sconfitte) e lo svantaggio dalla vetta dell'Eredivisie lo portano alle dimissioni, così arriva il "traghettatore" Lodeweges, tecnico delle giovanili, che conduce il PSV al quarto posto finale, in un campionato vinto dall'AZ. Nel 2009-10 in panchina siede Fred Rutten, ma l'epilogo non cambia: nel campionato vinto dal Twente arriva un terzo posto, mentre nella neonata Europa League il PSV viene eliminato nei sedicesimi di finale dall'Amburgo. Le altre tre stagioni vedono il successo dell'Ajax, con i biancorossi sempre in ombra: arrivano due terzi posti e, nell'ultima stagione, un secondo posto. 

Nel 2011 vince il girone di Europa League (con Metalist, Sampdoria e Debrecen) ma viene eliminato nei quarti dal Benfica, mentre nel 2012 il cammino si interrompe agli ottavi, eliminato dal Valencia, dopo aver vinto il proprio girone (con Legia Varsavia, Hapoel Tel Aviv e Steaua Bucarest). A marzo 2012 Rutten, visti i pessimi risultati in Eredivisie, viene esonerato e al suo posto arriva l'ex giocatore Phillip Cocu, che conduce i Boeren alla vittoria della Coppa nazionale. L'ultima stagione vede il ritorno in panchina di Advocaat: dopo aver eliminato molto facilmente i montenegrini dello Zeta con un secco 14-0 tra andata e ritorno, il PSV trova nel suo girone Dnipro, Napoli e AIK Solna ma viene eliminato, arrivando terzo. Advocaat non riesce neppure a portare a casa la Coppa d'Olanda, persa in finale contro l'AZ, mentre arriva un secondo posto in campionato che permette ai Boeren di accedere, dopo 5 anni, alla Champions League, seppure dai preliminari. 


IL 22° TITOLO SOTTO COCU Nel luglio 2013 in panchina ritorna Cocu, unica parentesi positiva tra le gestioni disastrose di Advocaat e Rutten: dopo aver eliminato agilmente i belgi dello Zulte Waregem nel terzo turno preliminare, nel sorteggio dei play-off di Champions League il PSV pesca il Milan, che sarà fatale ai biancorossi, che finiscono ancora una volta in Europa League, dopo aver pareggiato 1-1 al Philips Stadion ma aver perso al ritorno a Milano per 3-0. Ma l'approdo ai gironi di Champions è solo questione di tempo: dopo il quarto posto finale nel campionato 2013-14 e la clamorosa eliminazione ai gironi della seconda competizione europea per opera di Ludogorets e Chornomorets, non proprio due big d'Europa, nell'ultima stagione il vento è cambiato, con i Boeren che hanno dominato in lungo e in largo il campionato, vincendolo grazie ai goal di Luuk de Jong, Wijnaldum (poi ceduto al Newcastle) e Depay (venduto al Manchester United per 30 milioni di euro) e guadagnandosi i gironi di Champions League, dove, incontreranno proprio i Red Devils, insieme ai russi del CSKA Mosca e ai tedeschi del Wolfsburg.

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