Continua la crisi dell'Ajax dopo il pareggio casalingo senza reti contro l'RKC

Uno sconsolato Daley Blind
Cielo nero sopra Amsterdam. Non parliamo, però, di condizioni climatiche (anche perchè, al momento, il cielo è nuvoloso ma ogni tanto spunta il sole), bensì della crisi che sembra stare attraversando l'Ajax, capace, ieri, di giocare quella che, con ogni probabilità, è stata una delle peggiori partite degli ultimi anni.
Dopo la sconfitta di Glasgow contro il Celtic, tenuto a bada per gran parte della gara ma cinico abbastanza per vincere 2 a 1, all'Amsterdam ArenA la truppa di Frank de Boer era chiamata alla reazione d'orgoglio. L'avversario, l'RKC Waalwijk, sulla carta decisamente abbordabile, avrebbe dovuto concedere spazi e, considerato il gap tecnico, sarebbe potuto essere la classica "vittima sacrificale". 
Erwin Koeman, allenatore dei gialloblu del Brabante, a dispetto dell'ultimo posto in classifica, ha preparato la gara in maniera eccellente, imbrigliando la squadra di casa e rischiando addirittura di vincere. A dispetto della classifica, l'RKC gioca un buon calcio, basandosi soprattutto sull'azione degli esterni. A tal proposito, l'infortunio di Rommedahl impedisce un rendez-vous con l'ala danese, passato per Amsterdam nelle stagioni precedenti.
Continuano i problemi con l'infermeria in casa Ajax: Frank de Boer è costretto a fare a meno di Duarte e Moisander, oltre a Ligeon, De Sa e Bojan Krkic. A sorpresa, l'allenatore dell'Ajax lascia in panchina Ricardo van Rhijn, sostituendolo con Lasse Schone, schierato nell'inedita posizione di terzino destro. Con Boilesen sull'out opposto, scala a centrocampo Daley Blind, che compone la linea mediana insieme a Serero e De Jong.

La prima frazione di gioco inizia come prevedibile: con quasi il 75% di possesso palla nei primi 45', i padroni di casa gestiscono il pallino del gioco ma lo fanno in maniera sterile. L'uomo più pericoloso è Kolbeinn Sigthorsson il quale, però, manca clamorosamente due occasioni da rete. L'attaccante islandese, impreciso nella prima occasione, è sfortunato poco più tardi, quando, di testa, becca in pieno il palo.
L'Ajax, però, rischia di complicarsi la vita quando Van Hoevelen, anche lui di testa, costringe Cillessen all'intervento decisivo per scongiurare una rete che avrebbe avuto del clamoroso.

Nel secondo tempo il copione è stato lo stesso di quello visto mettere in atto prima di rientrare negli spogliatoio. L'Ajax mantiene il pallone ma, a tratti, sembra non sapere cosa farne.
Imbarazzante la prova di Siem de Jong. Il capitano, apparso in grande difficoltà da quando è rientrato dopo il problema al polmone, verrà sostituito solo all'80' (da Klaassen) ma gioca una partita quasi indisponente. 
Dopo la partenza di Christian Eriksen, così come tutta la squadra, il numero 10 dell'Ajax non è più riuscito ad impressionare. Le alternative al talento danese ceduto al Tottenham, a loro volta, hanno deluso ulteriormente. Duarte è apparso un ripiego dopo non aver finalizzato le operazioni Maher e/o Van Ginkel, mentre Serero è ancora troppo acerbo e, forse, inadatto ad una squadra come l'Ajax.
Proprio il sudafricano, così come accaduto contro il Celtic, ha la migliore occasione da rete nel secondo tempo, ma il portiere ceko Jan Seda è bravissimo a salvare il risultato.
Nel finale, Robert Braber sfiora il goal della vita con una conclusione dal limite dell'area che sfiora il palo della porta difesa da Cillessen, ma il risultato non cambia e la gara finisce 0 a 0. 
Surreale, per chi è abituato a vedere una gara casalinga dell'Ajax, lo spettacolo al momento del fischio finale dell'arbitro Braamhaar: spalti semivuoti, visto che in tanti avevano già abbandonato il loro posto prima della fine della partita, e fischi di protesta contro una squadra che sembra aver perso la bussola.

Frank de Boer, a fine gara, ha ammesso che "esiste un problema", ma ha anche specificato che "non è nulla di irrisolvibile". La situazione, sia in campionato che in Europa, effettivamente non è ancora compromessa, ma mai come quest'anno sembra mancare un giocatore che prenda in mano la squadra: manca un Huntelaar, un Suarez, un Eriksen, capaci di decidere la gara anche con un episodio e se anche i giovani di Frank de Boer siano talentuosi e destinati a crescere come calciatori, devono imparare ad assumersi le loro responsabilità in campo, pigiando sull'acceleratore quando necessario.


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