PSV: nonostante la serie negativa di risultati, è giusto parlare di crisi?


Dopo un inizio di stagione folgorante, con 11 risultati utili consecutivi, eccezion fatta per la sconfitta di Champions contro il Milan, il PSV sembra essere sprofondato in una crisi senza precedenti. In campionato, la vittoria manca dal 6 ottobre, mentre in Europa League, nonostante la caduta di ieri in Bulgaria, i risultati sono stati altalenanti e la situazione di classifica è tutt'altro che compromessa.
Nonostante le parole rassicuranti di Marcel Brands, che ad inizio novembre aveva negato qualsiasi accenno di crisi, i soli due punti raccolti in campionato negli ultimi cinque turni suonano come un campanello di allarme.
Uno dei più lampanti motivi del pessimo stato di forma attraversato dai boeren può essere l'assenza di Georginio Wijnaldum, capitano, seppur giovanissimo, del club di Eindhoven e, contemporaneamente, uno dei giocatori più incisivi ad inizio stagione, con i suoi 4 goal in 6 partite giocate, accompagnati da prestazioni di alto livello. Senza di lui, la squadra ha raccolto pochissimo in campionato, vedendo diminuire drasticamente il numero di reti fatte, specie per quanto riguarda quelle decisive.
Nella classifica dei goal fatti, il PSV siede al settimo posto con 25 reti, 18 delle quali sono state segnate nelle prime 7 gare di campionato. Nella seconda metà di stagione giocata fino ad ora, le reti segnate sono state solo 7. Un calo drastico che non risulta spiegabile osservando la rosa, che appare competitiva e completa in ogni reparto.
Il peso dell'assenza di Wijnaldum è qualcosa che ad Eindhoven dovevano mettere in conto. Può capitare, infatti, che in una squadra impegnata in tre competizioni qualche tassello possa venir meno per infortunio. Quello che sembrava imprevedibile, invece, è stata la quasi contemporanea assenza anche di Karim Rekik, giovanissimo ma solido difensore di proprietà del Manchester City, tornato in campo solo a novembre dopo un infortunio rimediato in estate contro il Milan, e di Park Ji Sung, altro uomo-spogliatoio tornato al Philips Stadion per chiudere la carriera ed aiutare Cocu a conquistare un titolo che manca dal Noord Brabant dal 2008. 


La partenza di Kevin Strootman, insieme a quelle di Mertens e Lens, veri e propri senatori della squadra, insieme all'addio di altri giocatori che, pur avendo esperienza, non rientravano nel progetto di rinnovamento voluto dalla società, ha lasciato un vuoto quasi incolmabile per quanto riguarda la leadership della squadra. 
Aad de Mos, ex allenatore del PSV nei primi anni 90, ha apertamente criticato l'operato di Philip Cocu, definendo il suo approccio "troppo morbido", nei confronti dei giocatori. 
Con la crisi di risultati della squadra, come al solito è l'allenatore ad essere finito per primo nell'occhio del ciclone. Cocu, 43 anni ad ottobre, è un condottiero giovane a capo di una squadra giovanissima, ed è quasi del tutto privo di esperienza, se non si conta il suo primo incarico ad interim in sostituzione di Fred Rutten, prima di tornare ad allenare lo Jong PSV.
Ma non è il solo ad essere mal visto: Adam Maher, vero e proprio colpo di mercato dell'estate, ha brillato poco da agosto ad oggi ed il suo talento, indubbio, è stato a lungo in ombra, mentre Ola Toivonen, che ad Eindhoven è tra i giocatori più esperti, essendo arrivato dal Malmo nel 2009, ha fatto parlare di se più per i capricci legati al mancato rinnovo di contratto che per le prestazioni in campo.


Quello che pare mancare, quindi, è proprio l'amalgama tra i giocatori. Dalla scorsa stagione, infatti, la squadra titolare è cambiata radicalmente: Zoet, il portiere, è arrivato dopo alcuni anni di esperienza fatta difendendo i pali dell'RKC Waalwijk, scalzando Tyton nel ruolo di titolare. Bruma e Rekik, al centro della difesa, hanno preso il ruolo di Marcelo e Derijk, mentre Brenet e Santiago Arias (il primo promosso in prima squadra quest'anno, l'altro arrivato dallo Sporting Lisbona nel mercato estivo), si giocano il posto nel ruolo di terzino destro. L'unica conferma sembra essere quella di Jetro Willems, il quale, pur avendo appena 19 anni, risulta essere uno di quelli della "vecchia guardia", avendo mantenuto il ruolo di terzino sinistro, già ricoperto l'anno scorso.
In mediana, gli arrivi di Schaars e Park sembravano poter colmare il gap lasciato dalla partenza di due leader quali Strootman e Van Bommel, mentre Maher sembrava essere la classica ciliegina da poggiare sulla torta dopo una sessione di calciomercato da sogno. 
Via Lens e Mertens, e con Matavz sempre ai margini della squadra da titolare, sono stati promossi definitivamente in prima squadra Depay (19 anni), Locadia (20 anni) ed il talento Bakkali (17 anni), cui va aggiunto il recuperato Narsingh, da considerarsi come un vero e proprio nuovo acquisto, avendo saltato gran parte della scorsa stagione per via di un infortunio.
L'inesperienza, specie dalla trequarti in su, pesa come un macigno per questa squadra, incapace, sabato scorso di vincere la partita contro l'Heerenveen, pareggiando al 90' pur avendo dominato nelle statistiche (70% di possesso palla, 19 tiri totali e 10 calci d'angolo contro 1) ed ancora troppo timorosa fuori dalle mura amiche: in vista del match di domani contro il Feyenoord, balza agli occhi il fatto che una sola vittoria, per 3 a 2 contro l'ADO Den Haag, arrivata per giunta alla prima giornata, sia stata conquistata dal PSV in trasferta. 

Marcel Brands, interrogato al riguardo, ha chiarito a tutti il fatto che questa sia una squadra nuova, guidata da un allenatore nuovo e che il tempo, che nel calcio rappresenta un fattore fondamentale, gioca dalla parte di Cocu e dei suoi ragazzi. 
La crescita, individuale e di gruppo, passa attraverso anche periodi bui come questi, ma quella che riguarda il PSV è una vera e propria rivoluzione, primo passo per un progetto a lungo termine che, a detta dei quadri societari, porterà i boeren sul tetto d'Olanda e ad essere protagonista anche in Europa.

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