Buffa Racconta: "Arancia Meccanica", il video sull'Olanda di Cruijff mandato in onda da Sky


“Chi sa solo di calcio non sa niente di calcio” 
predica l’estroso José Mourinho, croce e delizia dei commentatori sportivi di tutto il mondo. E ha ragione. Perché il calcio più di ogni altro sport, lo insegnano bene i racconti di Osvaldo Soriano, è immagine stupefacente e meravigliosa della vita stessa: ne replica, su un prato verde e nell’arco di appena novanta minuti, l’intera gamma di emozioni. Gli eroismi e le cadute, le vittorie e le piccole grandi tragedie.


Chi sa solo di calcio non può allora capire cosa abbia rappresentato, nel 1974, la cavalcata dell’Olanda verso la sua prima finale di Coppa del Mondo. Una rivoluzione epocale quella presentata dalla nazionale guidata in campo da Johan Cruijff: lo sradicamento della tradizionale concezione della tattica, della manovra, dello stesso ruolo dei giocatori. Una filosofia di vita, modernissima; una sinfonia in movimento.

A evocare quella eccezionale avventura è l’istrionico Federico Buffa, ammaliante narratore di Storie Mondiali: la serie coprodotta da Sky Arte HD e Sky Sport HD che ci accompagna, una settimana alla volta, verso l’avvio dell’edizione del mondiale brasiliano. Trovando nelle diverse edizioni del torneo il pretesto per un affascinante salto indietro nel tempo, usando lo sport come grimaldello per forzare lo scrigno dei ricordi: e parlare di storia, cultura, musica, politica, attualità…


L’edizione del Mondiale del ’74 non è dunque, solamente, quella che vede gli orange  incantare il mondo ma risultare sconfitti in finale dal pragmatismo dei panzer tedeschi. È anche il primo anno della partecipazione di una nazione dell’Africa subsahariana – lo Zaire del dittatore Mobuto – e l’anno della grande psicosi legata al terrorismo internazionale. Una ferita ancora aperta quella dell’attentato subito dalla delegazione israeliana alle Olimpiadi di Monaco ’72.

La curiosità – È uno dei sei ex-calciatori ad aver vinto la Coppa Campioni sia da giocatori che, più tardi, da allenatori; ed è stato eletto secondo miglior giocatore del novecento dopo Pelé. Proprio nel paragone con “O Rei” il mitico Gianni Brera conia per Johan Crujff il soprannome di “Pelé bianco”.


Fonte del testo: arte.sky.it

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