A Parigi va di scena un Ajax timido e rinunciatario. Klaassen illude, Cavani ed Ibrahimovic chiudono la partita


Il passato contro il presente. Questo potrebbe essere un valido inizio di discorso relativo alla partita giocata ieri al Parco dei Principi di Parigi tra PSG ed Ajax. A conti fatti, l'Ajax si è presentato al cospetto del club allenato da Blanc per non sfigurare, ma il compito può dirsi riuscito solo a metà.
"Voglio vedere una squadra che non ha paura", ha dichiarato alla vigilia Frank de Boer, spingendo i suoi ragazzi (a proposito, con una media età di 22 anni e 306 giorni, l'Ajax ha schierato ieri la squadra più giovane in Champions League sin dal novembre 2004) a non farsi spaventare dalla classe e dalla fama dei giocatori del ricco club parigino, nel quale, tra l'altro, figurano ben tre ex: Ibrahimovic, Maxwell e Van der Wiel.
In campo non mancano le sorprese. Se i padroni di casa, pur con la qualificazione in tasca, si sono presentati con la squadra titolare, De Boer, già privo dello squalificato Veltman, risparmia Moisander ed El Ghazi, entrambi a rischio squalifica. La gara decisiva per gli ajacidi, infatti, sarà quella dell'ultimo turno, in vista della gara decisiva per la qualificazione in Europa League contro l'APOEL.
Così, in difesa dal primo minuto giocano Van der Hoorn e Denswil, che tutto sommato non sfigurano al cospetto del tridente stellare composto da Ibra, Cavani e Lavezzi.


La serata dell'Ajax si complica già dopo 10 minuti, quando Boilesen è costretto ad uscire in seguito ad una violenta entrata di Gregory van der Wiel. Una prima diagnosi parla di un interessamento ai legamenti del ginocchio, ma in settimana lo sfortunato difensore danese (già vittima di un brutto infortunio lo scorso anno) verrà sottoposto ad indagini più approfondite.
Nonostante l'avvio in salita, è l'Ajax a gestire il possesso del pallone per tutta la prima frazione di gioco. Nella fittissima trama che quasi tutta la squadra ha tessuto, però, non sono mancati i classici buchi. E se alla prima occasione Lavezzi si è fatto ipnotizzare da Cillessen, alla seconda l'ex attaccante del Napoli, imbeccato con un colpo di genio di Ibrahimovic, ha servito a Cavani la palla perfetta per segnare il goal del vantaggio. 1 a 0 per il PSG e spazzato con un colpo di spugna tutto lo sterile possesso dell'Ajax.

Nel secondo tempo gli ospiti olandesi, che non difettano di determinazione, riescono finalmente a pungere. A centrocampo Klaassen, Serero ed Andersen sono sempre in anticipo e, di concerto con gli esterni d'attacco e di difesa, riescono a schiacciare i parigini, apparsi leziosi e svogliati. 

Frutto di questa fase di predominio ajacide è il goal di Davy Klaassen, che in tuffo batte Sirigu, ponendo all'attenzione del pubblico il bel cross di Kishna, destinato ad essere il prossimo protagonista, a detta del suo manager Mino Raiola, del calciomercato.
Il goal del pareggio desta il Paris Saint Germain che, dopo aver rischiato di andare addirittura sotto, concedendo una punizione dal limite allo specialista Schone, torna nuovamente in vantaggio con Zlatan Ibrahimovic, autore di un goal di pura classe: controllo di petto e girata imprendibile per Cillessen.
Pur pagando lo scotto dell'inesperienza, l'Ajax ha, per oltre un ora di gioco, disputato una partita più che dignitosa, offrendo una prestazione corale tutto sommato positiva. I singoli giocatori, nel complesso, sono stati spesso oscurati dai più esperti rivali, ma il concetto di esperienza mostra tutta la sua relatività ad un quarto d'ora dal termine, quando il subentrato Zimling, che con i suoi ventinove anni era il giocatore dell'Ajax più esperto, concede, con un distratto retropassaggio, l'assist del 3 a 1 a Cavani, il quale deve solo saltare Cillessen e firmare la propria doppietta personale, facendo calare il sipario sulla gara.


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