Il Dordrecht? Tra i peggiori in Europa per rendimento. Ma l'avventuriero Brandts è tutt'altro che in bilico..


Una sola vittoria, per di più conquistata alla prima giornata di campionato (9 agosto 2014), e appena quattro pareggi conquistati in 17 partite dell’attuale Eredivisie: è questo il poco invidiabile ruolino di marcia del Dordrecht, promosso lo scorso anno dall’Eerste Divisie e sul fondo della classifica da una decina di giornate. Classifiche alla mano di tutti i campionati d’Europa, il club allenato da Ernie Brandts è il dodicesimo peggiore a livello continentale per quanto riguarda il rendimento fino a Natale.


Peggio solo.. il Mariupol Ma a ben vedere, delle 11 squadre che lo precedono, la maggior parte appartiene a nazioni calcisticamente minori, come Moldavia, Andorra e perfino Gibilterra e San Marino, e solo una, l’Illichivets Mariupol, è fra i 15 campionati maggiori del nostro continente, ovvero la Premier League ucraina. La compagine allenata da Pavlov, ultima in classifica con soli 3 punti conquistati e ancora a secco di vittorie in questa stagione, ha, però, più di un alibi per trovarsi in questa difficile situazione, ovvero la pesantissima situazione che sta avvolgendo l’est dell’Ucraina, in guerra da mesi con le truppe russe che hanno invaso quel territorio.

Destinati a soffrire Eppure Ernie Brandts, allenatore degli Schapenkoppen da quest'estate, è tutt'altro che sulla graticola. Già, perchè con appena 1 milione di euro di budget e con una rosa che vale appena 7 milioni di euro mantenere l'Eredivisie è davvero un miraggio: Brandts, però, non si piange addosso e la butta sul ridere: "Il nostro scudetto sarebbe arrivare al 17esimo posto", ha dichiarato. Ovvero al penultimo posto, che ora dista 6 punti, nemmeno troppi. E quando scopri che il capitano del Dordrecht è Funso Ojo, centrocampista belga scartato persino dal PSV (e anche dal Chievo..), allora capisci che la strada che stai percorrendo in Eredivisie non sarà un'autostrada, ma quasi sicuramente una strada sterrata. Con il rischio di cadere, da un momento all'altro, nel burrone dell'Eerste Divisie.



Ma in fin dei conti per Brandts, che ha dovuto gestire situazioni molto più complicate, come allenare l'APR di Kigali, in Ruanda, nel bel mezzo della tensione del post-voto che ha incoronato ancora una volta al potere Paul Kagame nell'agosto 2010, cosa vuoi che sia una retrocessione in una tranquilla cittadina dell'Olanda Meridionale di neppure 120.000 abitanti?

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