Roma devastata e la Barcaccia sfregiata dagli hooligans del Feyenoord. Di chi sono le responsabilità?



La Città Eterna, Roma, una delle capitali più amate e visitate dai turisti di tutto il mondo, culla della nostra civiltà, messa a ferro e fuoco da migliaia di tifosi, o almeno questo dovrebbero essere, del Feyenoord, molti di loro ubriachi e addirittura senza biglietto, andando contro a tutti i divieti, sia di utilizzo di alcolici che di stanza nella capitale per i senza tagliando dello Stadio Olimpico. Ma andiamo per ordine.

Urinatoio pubblico a Campo de’ Fiori I primi problemi di ordine pubblico per quanto riguarda i tifosi olandesi si registrano nel pomeriggio di mercoledì, quando il centro della capitale viene invaso da migliaia di supporter del Feyenoord. Tutt’altro che pacifici, però. I più violenti e incivili, circa un migliaio secondo gli ultimi dati, si raccolgono a Campo de’ Fiori, una piazza situata tra Corso Vittorio Emanuele II e il fiume Tevere. “Hanno iniziato a bere alle 14 e ora un migliaio, completamente ubriachi, stanno assediando la piazza, urinando e lanciando bottiglie di vetro ovunque: la fontana ne è stracolma”, racconta ai giornalisti del Corriere della Sera Fabrizio Roscioli, titolare di un panificio in questo angolo di Roma. “Il quartiere è ostaggio di questi facinorosi. Io e altri negozianti abbiamo dovuto abbassare le saracinesche e chiuderci dentro per la paura”, aggiunge. Come se non bastasse, molti hanno iniziato a litigare e così vengono immediatamente avvertite la Polizia e i Carabinieri, che si presentano in assetto anti-sommossa. Dopo un paio di ore, trascorse tra cariche delle forze di polizia e lancio di lacrimogeni per disperdere la folla, la situazione torna alla normalità, lasciando sulla piazza migliaia di bottiglie. Giovedì mattina si sono contati 23 arresti, tra i quali 16 operati dalla Polizia e riconosciuti colpevoli per i disordini di Campo de’ Fiori e dovranno rispondere dei reati di  resistenza, lesioni, rissa, violenza a pubblico ufficiale e porto di oggetti atti ad offendere, mentre gli altri 7 sono opera dei Carabinieri, intervenuti nella notte per sedare una rissa avvenuta in Via del Corso, in pieno centro. Per tutti ci sarà il processo per direttissima e, come comunica la Questura di Roma, sono già state emesse delle condanne: otto tifosi sarebbero stati condannai a sei mesi di reclusione, convertiti in 45.000 euro di multa, con il divieto di dimora nella capitale incluso.

Piazza di Spagna devastata e la Barcaccia sfregiata – Ma i disordini non finiscono qua. la follia degli hooligans olandesi si è spostata, giovedì mattina, in piazza di Spagna, una delle più conosciute della capitale e del mondo, invasa a dismisura da un migliaio di incivili che hanno lasciato bottiglie di vetro, sacchetti di plastica e fumogeni non solo a terra, ma anche sulla Barcaccia, la meravigliosa fontana situata al centro della piazza e costruita nella prima metà del Seicento da Gian Lorenzo Bernini e dal padre Pietro. Come si vede chiaramente dalle immagini, il monumento, restaurato pochi mesi fa per un costo totale di 200.000 euro, è stato scambiato per una pattumiera a cielo aperto e perfino sfregiato, con una scheggia del candelabro centrale che è stata ritrovata in fondo all'acqua resa torbida dai cartoni e dalle bottiglie di birra. Danni per migliaia di euro anche per le decine di motorini scaraventati a terra dagli ultrà nelle vie adiacenti. Anche in piazza di Spagna, come a Campo de' Fiori, tutti i negozi che si affacciano sulla zona hanno dovuto chiudere per paura di essere saccheggiati dai vandali olandesi, mentre momenti di tensione si sono registrati anche in via delle Milizie, dove alcuni olandesi hanno preso di mira le auto in sosta. Rimane da capire come sia possibile che gli agenti delle forze dell'ordine, schierati a protezione della scalinata di Trinità dei Monti, non siano intervenuti anche per difendere la celebre fontana storica.


Decine di autobus danneggiati - Per evitare scontri nel tragitto verso lo Stadio Olimpico, le autorità italiane e olandesi hanno concordato la raccolta dei tifosi in piazza delle Canestre, al centro di Villa Borghese, trasportandoli tutti ai cancelli dell'impianto romano sui mezzi messi a disposizione dall'Atac, l'azienda di trasporti della capitale. I problemi sono iniziati a sorgere quando, verso le 15, migliaia di tifosi, molti dei quali anche senza biglietto, hanno asserragliato la piazza, circondati dalla Polizia, e hanno preso d'assalto i 26 autobus dell'Atac, devastandoli con bottiglie e spranghe, rompendo sedili, vetri e perfino il tettuccio di emergenza posto sulla sommità, lanciato in alcuni casi sulle teste delle forze dell'ordine, come accaduto in diretta televisiva intorno alle 17. In totale, 15 autobus su 26 sono gravemente danneggiati e sono stati riportati in deposito, risultando inutilizzabili per il servizio di trasporto pubblico.

Le reazioni, ovviamente, non sono tardate ad arrivare: il sindaco Marino chiede "giustizia" per lo scempio e le devastazioni subite in tutta la città, mentre un risarcimento dei danni sarà chiesto, come sottolineato dal primo cittadino, all'Ambasciata d'Olanda. E proprio l'addetto stampa di quest'ultima ha raccontato ai microfoni di Radio Roma Capitale: "La stragrande maggioranza dei tifosi arrivati a Roma sono tranquilli, purtroppo ce ne sono alcuni che hanno il Daspo nei Paesi Bassi. In questi casi però, se questi tifosi violenti partono con mezzi privati, il controllo preventivo diventa molto complicato". Ecco svelato quindi il motivo dei continui disordini a livello internazionale dei tifosi del Feyenoord: anche se colpiti da Daspo in patria, questi delinquenti hanno raggiunto comunque Roma con i mezzi propri, fuori quindi da ogni circuito controllabile. E, nonostante fossero senza biglietto, molti di loro sono stati fatti entrate allo stadio per evitare altri incidenti. Il Dipartimento di pubblica sicurezza ha scambiato negli ultimi due mesi 15 note informative con quella olandese, ma di questa possibile invasione di barbari senza tagliando non ce n'era alcuna traccia. 



Marino, in contatto con il ministro dell'Interno, sta cercando di capire se ci sono stati dei flop nella sicurezza. Ma ai nostri occhi sembrano essercene, e anche parecchi. Le responsabilità della Questura e della Prefettura di Roma sono evidenti: possibile che nessuno, nei palazzi romani, abbia fiutato il pericolo per dei tifosi che già aveva provocato l'esclusione dalle competizioni europee della loro squadra nel gennaio 2006, dopo i gravi incidenti di Nancy, e disordini anche in questa edizione dell'Europa League a Rijeka?

Troppi pochi poliziotti schierati a protezione dei luoghi di assembramenti dei tifosi per poter tenere a bada i circa 6.000 supporter arrivati da Rotterdam. Ma non solo: dalle 20 di mercoledì alle 24 di giovedì nei municipi I, II e XV (zona centro storico e Stadio Olimpico) era scattata l'ordinanza di divieto di vendita e di somministrazione di alcolici da parte dei bar, emanata mercoledì sera dal prefetto Pecoraro, anche se Confesercenti protesta per la frettolosa comunicazione ai negozianti: "Molti operatori non ne sapevano nulla." Nel centro, però, i tifosi olandesi hanno bevuto fiumi di birra, approfittando dei molti venditori abusivi che hanno fatto fortuna a svendere la merce agli hooligans e facendo scorte nei supermercati del centro. Anche in questo caso, nessun controllo da parte delle forze dell'ordine.

La devastazione di piazza di Spagna era già stata annunciata in mattinata su Twitter, dove gli hooligans olandesi si davano appuntamento sotto Trinità dei Monti, in pieno centro storico per il pomeriggio, anziché a Villa Borghese. Nessuno ha controllato i social network per proteggere la piazza?

Un'ultima falla nel sistema di sicurezza arriva da Villa Borghese, dove le tantissime famiglie olandesi arrivate nella capitale (la grande maggioranza dei tifosi arrivati) si sono trovate obbligate a recarsi allo stadio sugli stessi autobus devastati dagli hooligans. 

Eric Gudde, direttore generale del Feyenoord, si è dissociato completamente da quanto accaduto a Roma, ma le sue dichiarazione fanno già discutere: "Noi siamo responsabili diretti per i tifosi che sono sugli spalti, che sono registrati presso il club e si sono ben comportati allo stadio. Gli ufficiali della UEFA giudicano ciò che succede in campo e allo stadio, e tutti hanno potuto vedere che non ci sono stati problemi. Semmai la Roma rischia sanzioni per i razzi." La patata bollente bassa quindi alla UEFA, che probabilmente non punirà quanto avvenuto in città, in quanto lontano dallo stadio, dove invece rischia una multa la squadra di Garcia. E qui si rasenterebbe l'assurdo. La priorità è dunque quella di rivedere il concetto di "responsabilità oggettiva" della UEFA, che, nel campo facesse disputare le prossime partite al De Kuip a porte chiuse o vietasse le trasferte dei Rotterdammers, farebbe giustizia solo a metà, punendo anche le migliaia di tifosi olandesi pacifici. Anche se al momento rimane l'unico provvedimento utilizzabile.



(Fonte foto: account Twitter @repubblicait, @la_stampa, @ROBZIK)

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