L'Olanda targata PSV vince in Lettonia grazie ai goal di Wijnaldum e Narsingh


Dopo la vittoria per 2 a 0 dell'Olanda in Lettonia, continua la bagarre per la testa della classifica nel gruppo A per le qualificazioni agli Europei. Chiamati a far risultato a Riga, ancor di più dopo la vittoria in extremis della Turchia in Kazakistan, gli Oranje si impongono sui padroni di casa con due reti nel secondo tempo dopo una prima frazione dominata a tratti, pur senza incidere sul risultato.


Confermando le anticipazioni della vigilia, Hiddink si affida al duo Huntelaar-Van Persie (quest'ultimo nella classica posizione del numero 10), arretrando di una quindicina di metri il raggio di azione di Wesley Sneijder, chiamato a far coppia con Blind al centro del campo. La scelta tattica, però, non paga e la sola linea di gioco adottata dall'Olanda diventa quella che prevede il passaggio a Depay, affidandosi all'estro del neo-acquisto del Manchester United.
Nel groviglio di maglie dei difensori e mediani lettoni, gli avanti olandesi spariscono, permettendoci di avanzare più di qualche dubbio sull'effettiva utilità, allo stato attuale, di un calciatore come Robin van Persie, specie se schierato lontano dalla porta. Se alla fine, nella lista dei 32 tiri totali (10 nello specchio) si conta più volte il nome di Willems o Blind, risulta spontaneo pensare che questa squadra possa fare a meno del calciatore del Manchester United, di sicuro non più quello di una volta.

Il coraggio di Hiddink nel cambiare RvP con Wijnaldum viene ricompensato con la rete trovata, pochi minuti dopo, da quest'ultimo, già pericoloso pochi minuti prima con un insidiosa conclusione di testa.



Lo stesso Van Persie, interrogato dalla stampa dopo la partita, si è detto contento della vittoria e di non pensare alla sua prestazione come singolo, ma in quanto membro della squadra. L'Olanda, trovato il vantaggio, raddoppia pochi minuti dopo con Narsingh, fino ad allora uno dei peggiori in campo, palesando una maggiore calma e sicurezza dopo aver spezzato la resistenza della nazionale di casa. La mancanza di un leader, di un calciatore (o di un commissario tecnico?) dotato di carisma e capace di farsi rispettare dai compagni, appare come uno dei problemi più grandi per questa squadra, il cui alibi restano gli infortuni di Strootman e Robben. Il passare da una finale di Mondiale sfiorata ad una estenuante rincorsa per il secondo posto nel girone di qualificazione all'Europeo ha il sapore di un forte ridimensionamento, ma Hiddink, tra gli artefici del passo indietro fatto dall'Olanda negli ultimi 12 mesi (a proposito, esattamente un anno fa gli Oranje schiacciavano per 5 a 1 la Spagna in Brasile), non si dice preoccupato e predica calma. Ai microfoni di NOS, l'attuale c.t. olandese si è complimentato con i suoi calciatori "ancora carichi, sia in campo che durante gli allenamenti, dopo una lunga stagione", prima di considerare i deludenti risultati della nazionale come un naturale effetto del cambio della sua guida tecnica. Con quattro partite da giocare ed il secondo posto distante soli 3 punti, il discorso qualificazione resta ancora aperto, anche considerato il fatto che il prossimo 3 settembre, ad Amsterdam, arriva l'Islanda, attuale leader del Gruppo A con 15 punti, 5 in più dell'Olanda.

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