La storia del NAC Breda, la Perla del Sud




Il NAC nasce il 19 settembre del 1912 dalla unione di due club: il NOAD, acronimo di ”Non arrenderti mai, persevera sempre” e dell’ADVENDO, che in olandese sta a significare qualcosa come "piacevole per il suo intrattenimento e utile per il suo rilassamento”. Alle lettere N e A è stata infine aggiunta la C di combinatie, mentre il nome della città è stato aggiunto solo nel 2003, quale segno di gratitudine per aver contribuito a risollevare le finanze della squadra giallonera.
Il risultato è che, intanto, il NAC diventa il club calcistico con il nome più lungo del mondo.

Tra la gente che accorre al 
‘t Ploegske, prima casa della squadra e dei suoi tifosi (una struttura pronta ad accogliere 3000 persone, ma con solo 150 posti a sedere) l'entusiasmo cresce di settimana in settimana, viste le continue vittorie che contribuiscono a far diventare il NAC uno dei club più famosi non solo del Brabaant, ma di tutti i Paesi Bassi.
Nel 1921 arriva il titolo di kampioen (in seguito ci riuscirà altre cinque volte), anche grazie all'idolo di casa Antoon Verlegh, nato a Ginneken e soprannominato De Rat, il ratto. 

Miglior bomber della storia dei giallo-neri, Verlegh fu protagonista anche di qualche apparizione con la nazionale oranje, senza però impressionare: 8 presenze e 2 gol per lui.A Breda, invece, ha segnato un epoca: giocatore, allenatore, membro della dirigenza, vicepresidente e presidente ad honorem del NAC, praticamente tutto per la sua squadra. A lui, che fu giocatore dal 1912 al 1931, raccogliendo la bellezza di 295 gettoni in prima squadra (conditi da 125 goal, ottimo score per un centrocampista offensivo) nel 2006 hanno intitolato il nuovo stadio del NAC, fino ad conosciuto come FUJIFILM Stadium.

‘Los muchacos del Breda, maestros del futbol’.
La fama della squadra di Breda crebbe rapidamente anche grazie ad alcune amichevoli giocate con squadre internazionali. Siamo nel 1920 e il concetto di calcio del tempo è totalmente diverso rispetto a quello a cui siamo abituati oggi. Le sfide tra squadre straniere sono rare, ma non per questo meno affascinanti e spettacolari. L'avversario in questione è nientemeno che il Real Madrid di Bernabeu, che viene clamorosamente sconfitto per 4 a 0 dalla Perla del Sud, osannata anche dalla stampa iberica e mai come allora splendente e preziosa.
Dopo un primo periodo glorioso, arriva quello più duro, coinciso purtroppo con la morte di Verlegh in seguito ad un incidente d’auto. Quello che in campo era stato il punto di riferimento del team di Breda non ha smesso di esserlo anche dopo, come dirigente, una volta appesi gli scarpini al chiodo. E con la sua morte, datata 12 marzo 1960, l'uomo è diventato simbolo del club.
Il NAC, abituato a far parte del gotha del calcio oranje, ora galleggia nelle zone basse della classifica, fino a meritarsi la prima retrocessione nella Eerste Divisie, la seria cadetta, della sua storia, datata 1965.



Questo periodo buoi per la “Yellow Army” sembra finire definitivamente con la vittoria della Coppa d'Olanda del 1973, ottenuta grazie ad un secco 2 a 0 sul NEC di Nijmegen. Vittoria di prestigio e che regala ai gialloneri l'accesso diretto alla Coppa delle Coppe, già assaggiata alcune stagioni prima, in virtù dell'aver conteso all'Ajax, già campione d'Olanda, la vittoria della KNVB Beker.
L'urna, però, è maledetta, perchè al primo turno il NAC pesca i tedeschi del Magdeburg, futuri vincitori del trofeo, ed esce subito dalla competizione, in attesa di potersi giocare nuovamente le proprie carte.

Questi restano gli aspetti più esaltanti della storia del piccolo NAC, che nell’ultimo decennio hanno raccolto la miseria di un terzo posto nella stagione 2007-2008 ed un paio di non esaltanti esperienze di preliminari di Coppa Uefa, odierna Europa League, abbandonati dopo le sconfitte con Newcastle e Villareal.
Sono lontani i tempi di Verlegh o quelli dello “Zingaro del gol”, Pierre van Hooijdonk, ultimo talento lanciato in casa NAC. Nell'olimpo dei giocatori amati dai tifosi, poi, c'è anche Ferry Van Vliet, scomparso prematuramente per un incidente d’auto nel 2000 e in ricordo del quale la società ha deciso di ritirare la casacca numero 13.

Oggi cessioni obbligate e acquisti a parametro zero sono divenuti una routine per la società di Breda e più generalmente per le squadre medio-piccole olandesi. Nonostante questi grattacapi economici, il Rat Verlegh Stadion è sempre pieno: 20mila spettatori ogni domenica sostengono dal primo al novantesimo minuto la squadra,con cori assordanti e coreografie colorate. Senza dimenticare l'Avondje NAC (serata NAC), quella che oramai è una vera e propria consuetudine, per la quale i gialloneri tendono a giocare tutte le sfide casalinghe il sabato sera, creando una magica atmosfera che vede coinvolti i supporters e i calciatori, sempre al grido Wij zijn NAC!


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2 Commenti a quello che hai letto:

  1. Curato e gradevole. Si lascia leggere con piacere !

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  2. 100 anni di storia che rischiano di essere cancellati dalla crisi economica che affligge il club.
    HUP BREDA HUP

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