SPECIALE – Guida alla nuova piramide del calcio olandese: dal sistema aperto tra professionisti e dilettanti all'introduzione delle Under 21


Un cambiamento epocale. Non si può definire altrimenti la modifica della piramide del calcio olandese effettuata durante i mesi scorsi della Federcalcio olandese, la KNVB, che ha introdotto per la prima volta dall’introduzione del calcio professionistico, nel lontano 1954, una serie di promozioni e retrocessioni sistematiche tra lo stesso calcio professionistico e quello dilettantistico, inserendo anche due nuove divisioni per rendere operativo e fattibile tutto ciò, ovvero la Tweede Divisie e la Derde Divisie (nuovo nome della Topklasse).

DA SISTEMA CHIUSO A SISTEMA APERTO – Fin dal 1954, dicevamo, il calcio professionistico e quello dilettantistico sono rimasti per sempre due mondi ben separati e distinti, senza mescolanza di squadre come avviene, invece, in tutti i campionati del mondo, dove tutte le squadre, anche quelle delle divisioni più basse, possono scalare la piramide calcistica e approdare nella massima serie, dando vita a meravigliose favole che in Italia portano il nome, ad esempio, di Carpi (presente nel 2009 in Serie D, gli emiliani sono approdati in Serie A nel 2015) e Chievo Verona (nel 1950 i clivensi erano nella divisione più bassa del calcio italiano, la Seconda Categoria, per poi scalare tutte le serie fino alla Serie A, raggiunta nel 2001 dopo 7 promozioni, caso unico nel panorama italiano).

Questo sistema chiuso, come venne definito anche dalla stessa KNVB nel 2009, iniziò a scricchiolare nel 2010, quando venne aggiunta la Topklasse come serie di collegamento tra l’Eerste Divisie (la divisione più basso del calcio professionistico) e l’Hoofdklasse (la divisione più alta di quello dilettantistico) dalla stagione 2010/11, annunciando nel contempo l’introduzione di una retrocessione dalla Eerste Divisie in Topklasse a partire dalla stagione precedente, quella 2009/10: in questa stagione, in verità, ne furono previste due, ma il fallimento dell’HFC Haarlem portò in Topklasse soltanto l’Oss, che fu la prima squadra a retrocedere nei dilettanti dal lontano 1954.

Se vogliamo essere precisi, nel 1971 ci furono delle retrocessioni dai professionisti ai dilettanti (ben 11), ma furono, se vogliamo così chiamarle, di natura strutturale, in quanto la KNVB decise di ridurre le squadre professionistiche ed eliminare la Tweede Divisie (la terza divisione di allora), effettuando 6 promozioni in Eerste Divisie e ben 11 retrocessioni nei dilettanti, chiudendo per sempre la porta in faccia alla Tweede Divisie. Fino ad oggi, quando è stata riesumata per farne un ponte di collegamento tra il mondo del professionismo e quello dilettantistico, mutando, di fatto, la piramide calcistica olandese in un sistema aperto.

OSS E ACHILLES ’29 ROMPONO IL GHIACCIO – Dalla stagione 2010/11 la Federcalcio olandese fece un ulteriore passo in avanti, dando la possibilità al club laureatosi campione di Topklasse (ovvero il vincitrice dello spareggio tra i campioni dei due gironi del sabato e della domenica, Zaterdag e Zondag) di venire promosso in Eerste Divisie, facendo retrocedere al contempo il club classificatosi ultimo in Eerste Divisie. In caso di rinuncia, inoltre, questa facoltà passava automaticamente alla perdente dello spareggio, la vice-campione di Topklasse; in caso di ulteriore rinuncia, le divisioni non mutavano, con nessuna squadra promossa e retrocessa.

Da allora, bisogna dirlo, sono solo due le squadre che hanno accettato il salto nel vuoto della promozione in Eerste Divisie. Ma perche tutte le altre hanno rinunciato? Semplicemente una questione di natura economica: se in Italia e in tutti gli altri Paesi d’Europa la linea di divisione tra professionisti e dilettanti è sfumata, senza, cioè, un vero baratro tra un mondo e l’altro, con una conseguente quasi uniformità di spese per partecipare ad uno o l’altro campionato, in Olanda i due mondi sono nettamente separati. La conseguenza più immediata è che i costi, contenuti finché si parla del mondo dilettantistico, diventano spropositatamente enormi se una squadra avesse anche solo la voglia di passare nei professionisti, con una licenza da portare a casa, uno stadio da ingigantire e mettere a norma, per non parlare dei contratti professionistici da sottoscrivere per tutti i giocatori, che sono molto più onerosi (anche in termini di contributi) rispetto a quelli dilettantistici.

La prima squadra ad accettare la promozione in Eerste Divisie fu proprio l’Oss, che nella stagione successiva alla retrocessione vinse il suo girone di Topklasse, perdendo lo spareggio ma, in seguito alla rinuncia dell’IJsselmeervogels, venne promosso ugualmente, ritornando nei professionisti che aveva abbandonato appena dodici mesi prima, senza riscontrare le difficoltà economiche sopracitate, avendo già, se così possiamo chiamarlo, un impianto professionistico.

Nel 2012 sia l’Achilles ’29 che il finalista perdente, lo Spakenburg, rinunciò alla promozione, mentre nel 2013 i fallimenti di AGOVV Apeldoorn e Veendam ridussero il numero delle squadre di Eerste Divisie a 16 e la KNVB corse ai ripari, chiedendo a entrambe le vincitrici dei due gironi di Topklasse, Achilles’29 e Katwijk, di accettare la promozione, aiutandoli in termini finanziari in modo da poter sopportare il salto nei professionisti, ad esempio, con un periodo di 5 anni nei quali i conti delle due società potevano essere messi a posto senza fretta. Se in un primo momento sembrava che entrambi i club stessero per accettare, poi soltanto l’Achilles ’29 fece il grande salto, venendo promosso il Eerste Divisie. Infine, sia nel 2014, con il già citato Spakenburg e l’AFC, che nel 2015, con il Lienden e il Kozakken Boys, nessuno accetto la promozione nella divisione superiore.

UNA NUOVA ALBA ALL'ORIZZONTE – Questa riforma graduale del calcio olandese avrà come ultimo passo la creazione di due nuove divisioni, ovvero la Tweede Divisie (“Seconda Divisione” in olandese) e la Derde Divisie (“Terza Divisione” in olandese: entrambi i nomi danno una continuità dopo l’Eerste Divisie, la “Prima Divisione” in olandese), e ha un duplice scopo:
  • Introdurre un sistema di promozioni e retrocessioni sistematiche e non a discrezione dei club interessati tra il calcio professionistico e quello dilettantistico, introducendo la figura della Tweede Divisie per connettere al meglio i due mondi, finora separati;
  • Inserire nel panorama calcistico le squadre giovanili Under 21, che in Olanda vengono denominate con il termine “Jong” (Giovani, l’equivalente di Young in inglese), che saranno presenti a partire dalla prossima stagione sia in Eerste Divisie (come già accade da qualche anno), che nelle nuove Tweede Divisie e Derde Divisie*.
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