Olanda, la situazione dopo le amichevoli con Irlanda, Polonia e Austria


Chiuso con due vittorie e un pareggio il terzetto di amichevoli contro Irlanda, Polonia e Austria (tre squadre che, a differenza degli Oranje, fanno parte del gruppo di partecipanti ai prossimi Europei di Francia), proviamo a tirare le somme di quanto visto in campo in questi 270 minuti.

Il tempo e l'intervento di Advocaat, chiamato a metà maggio dalla KNVB per assistere Danny Blind nella gestione della squadra, hanno giocato a favore della nazionale dei Paesi Bassi, ad oggi decisamente più convincente di quanto non lo fosse stata mesi fa.
Una possibile svolta potrebbe essere identificata con la vittoria di Wembley, in casa dell'Inghilterra, per 2 a 1. A decidere il match furono le reti di Vincent Janssen e Luciano Narsingh, capaci di regalare un sorriso e un pò di fiducia ad un ambiente sconfortato dalla clamorosa mancata qualificazione a Euro 2016.

Blind ha dovuto fare i conti con l'indisponibilità dei suoi calciatori più esperti e ha colto l'occasione per fare alcuni esperimenti, molti dei quali si sono rivelati positivi.
Il Commissario Tecnico olandese, infatti, ha portato con se tanti volti nuovi (nove per la precisione, dal primo giorno come selezionatore) contribuendo a una ventata d'aria fresca che non può che fare bene. Nelle tre partite giocate in rapida successione, le prestazioni di Tete, Virgil van Dijk, Zoet, Bazoer, Vincent Janssen e Berghuis (che, pur avendo visto pochissimo il campo quest'anno, è stato chiamato per sostituire l'altro debuttante, il centrocampista offensivo dell'Utrecht Bart Ramselaar) sono state molto convincenti e se a questi nomi aggiungiamo anche quelli di Riedewald e El Ghazi, scelti negli impegni precedenti, appare chiaro come le scelte di Blind siano votate verso una decisa adozione della linea verde, potendo far crescere i suoi calciatori nel corso delle qualificazioni ai prossimi Mondiali.

Se l'amichevole con l'Irlanda ha fatto inarcare le sopracciglia di tanti tifosi, avendo l'Olanda pareggiato in extremis con Luuk de Jong, dopo aver passato oltre 84 minuti senza riuscire a calciare verso la porta irlandese, dall'esito della sfida con la Polonia non possiamo che trarre delle considerazioni positive.
Innanzitutto va considerato il diverso piglio visto in campo. La prima conclusione verso i pali avversari, infatti, è arrivata dopo neanche 5 minuti, segno del cambio di approccio sul prato verde di Gdansk rispetto alla gara di pochi giorni prima. I padroni di casa, imbattuti tra le mura amiche da ben 12 partite, hanno subito a larghi tratti l'iniziativa olandese, faticando a contrastare soprattutto le iniziative degli esterni: non è un caso, quindi, se i goal sono arrivati dalle iniziative di Berghuis (quello di Janssen) e di Narsingh (il 2 a 1 firmato Wijnaldum), calciatori da cui non ci si aspettava granchè, soprattutto perchè da quelle parti, nell'undici ideale, dovrebbe agire un certo Arjen Robben.


La terza sfida, giocata a Vienna contro l'Austria, è stata vinta per 2 a 0, grazie ancora ai goal di Wijnaldum e Janssen, che diventa così il primo calciatore dopo Van Hooijdonk (era il 1997!) a segnare 3 goal nelle sue prime 5 partite con la maglia dell'Olanda.
Il ritmo impressionante dell'attaccante di proprietà dell'AZ ha già fatto gridare al miracolo, in quanto una delle urgenze più grandi per gli oranje era proprio quella di trovare un uomo capace di buttare il pallone in rete. Riuscirà il classe 1994 a continuare su questi ritmi?

Altro fattore da considerare: per la prima volta, nelle ultime 10 partite della gestione Blind, la nazionale olandese non ha subito un goal, mostrando di aver trovato un giusto equilibrio difensivo con la coppia composta da Bruma e van Dijk. Questo significa che non ci sarà spazio per Veltman? Non è detto. Nell'ultima parte della scorsa Eredivisie, complici alcuni infortuni in quel reparto, il promettente difensore dell'Ajax è stato schierato da Frank de Boer sulla fascia destra e l'esperimento può dirsi riuscito. Dovesse consolidarsi il pacchetto dei centrali schierato durante le amichevoli, il classe 92 di Velsen potrebbe migrare sull'out destro, contendendo il posto a Tete, suo compagno di squadra ad Amsterdam. Una scelta, questa, che potrebbe rinforzare la linea arretrata olandese, mostratasi molto fragile in occasione dei calci da fermo: ben 7 degli ultimi 9 goal subiti, infatti, sono arrivati da calcio d'angolo o punizione. Tutte queste considerazioni, però, vanno legate alle future scelte di Peter Bosz, nuovo allenatore dell'Ajax, non ancora insediatosi all'Amsterdam ArenA.
Sulla corsia opposta, quasi obbligata la scelta di Jetro Willems, terzino del PSV che, nonostante la giovane età, diventa uno degli uomini più esperti in campo. Dopo l'infortunio, quest'anno è stato decisivo in più di un'occasione, macinando chilometri sulla fascia sinistra e servendo preziosi assist per Luuk de Jong, bomber del PSV Eindhoven.

Resta da sciogliere il nodo relativo al portiere titolare. I numeri dicono che Jasper Cillessen sia il candidato ideale per vestire la casacca numero 1. Statistiche alla mano, il ventisettenne estremo difensore dell'Ajax sembra meritare il ruolo, ma è innegabile la crescita di Zoet, che ha giocato una ottima partita là dove è stato chiamato in causa.
Nel terzetto di centrocampo è intoccabile Kevin Strootman, l'uomo che più è mancato all'Olanda durante la sciagurata campagna di qualificazione agli Europei. Con lui, la scelta è ricaduta su Bazoer, di sicuro il futuro di questa nazionale, e Wijnaldum.
In avanti, assegnato a Janssen il ruolo di centravanti e nella speranza di avere Robben in piena forma nelle partite che contano, per completare il tridente resta da assegnare il ruolo di esterno sinistro.
I papabili candidati, ad oggi, si chiamano Depay, Promes e Narsingh, ma la scelta ricade sul primo, giocatore dall'immenso talento ma che si è reso protagonista di un campionato negativo a Manchester, segno che forse ha scelto di impegnarsi in una sfida così importante troppo presto.


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