Guida all'Eredivisie 2017/18 - Twente


LA NECESSITÀ DI RISORGERE.. ANCHE VIRTUALMENTE

Il Twente non è più la selezione che incantò l’Eredivisie nel lontano 2010, anno della conquista dello scudetto nel campionato olandese da parte dei Tukkers. Quella fu decisamente una stagione storica per la compagine di Enschede, ma proprio da quel successo inaspettato iniziò il tracollo del Twente. Una caduta libera di natura economica che ha inguaiato la società, precludendole una continuità con i successi passati: al centro di tutto fu il caso-Doyen Sports, il fondo di investimento che collaborò con il club di Enschede, prevedendo il finanziamento dell'acquisto di alcuni giocatori (che la società non poteva permettersi) in cambio di una percentuale sui ricavi futuri derivanti dalla cessione dei giocatori stessi. Tutto questo ha un nome: si chiama, in gergo tecnico, TPO (Third Part Ownership, "proprietà di terze parti" in italiano).

Scoperto il vaso di Pandora e provata la presenza di "accordi vietati e segreti", la KNVB, spronata dalla UEFA, ha iniziato a fare la voce grossa, decretando come pena per tutto questo la matematica retrocessione del club in Jupiler League, la serie B olandese, ma, dopo aver vinto il ricorso contro la Commissione Licenze della KNVB, il club è riuscito a ottenere la salvezza. Il tutto alle spese dell'ignaro De Graafschap, la compagine che doveva salvarsi al posto del retrocesso Twente: dopo un'intera estate al Tribunale di Utrecht, i Tukkers hanno vinto il processo e sono rimasti in Eredivisie, tra le accuse al veleno mosse dai Superboeren, come quella riguardante la presenza di ben 2 persone sui 4 membri del Comitato dei ricorsi che avevano, in passato o all'epoca, legami con Enschede.

La KNVB – per tutelare anche il valore della competizione – ha optato, quindi, di salvare il Twente. Una mossa a sorpresa, considerato il pugno di ferro e la morsa asfissiante che la Federcalcio olandese applica ai club dei Paesi Bassi. Il Twente ha risposto a questo “bonus” con una stagione di buon livello, concludendo settimo, in linea con le aspettative che il parco giocatori poteva offrire. René Hake, il tecnico dei Tukkers, ha dato serenità all’ambiente ed ha costruito una compagine competitiva. Un ruolo fondamentale lo ha svolto Enes Ünal, centravanti turco, che è andato segno diciotto volte nella scorsa Eredivisie. L’ex NAC Breda è ritornato dal prestito al Manchester City per poi essere venduto per 12 milioni di sterline al Villareal, a testimonianza del valore assoluto del giocatore. 


Tom Boere, la nuova punta centrale del Twente,
lo scorso anno a segno 33 volte con l'Oss, in Jupiler League.
La rosa ha subito numerosi stravolgimenti e modifiche, limitandone efficacia e valore assoluto. Il Twente ha perso altre due pedine importanti in questo mercato: Klich e Mokotjo, entrambi centrocampisti centrali. Il polacco si è accasato al Leeds United, mentre il sudafricano al Brentford. I due si daranno battaglia in Championship. La società ha deciso di rimediare alle cessioni con due colpi importanti: l’esperto Danny Holla e Tom Broere dall'Oss. Quest’ultimo è stato il capocannoniere dell’Eerste Divisie con la bellezza di 33 gol e si sta dimostrando uno dei centravanti più interessanti del panorama olandese. L’addio di Marsman ha portato il Twente ad acquisire un nuovo portiere e, nuovamente, i Tukkers hanno optato per un giocatore che militava nella serie cadetta nella passata stagione. Il nome del neo-titolare fra i pali è quello di Jorn Brondeel, estremo difensore belga che ha difesa la porta del NAC Breda nella passata stagione. Brondeel è stato nominato come portiere dal più alto rendimento in Eerste Divisie. 


Nikola Gjorgjev, una delle giovani stelle del Twente.
Interessante l’acquisto di Vuckic, trequartista sloveno con numerose presenze in Championship. Il Twente è chiamato a non sbandare, considerato il valore tecnico degli uomini persi nella attuale finestra di mercato, e conquistare un posto nei Play-Off valevoli per l’Europa. Il compito appare parecchio complicato, soprattutto perché si riparte da giocatori giovani o addirittura esordienti con in Eredivisie. René Hake dovrà trasmettere la giusta fiducia agli esordienti e creare un gruppo solido in grado di affrontare i grandi palcoscenici, poiché, se si vuole conquistare un posto fra le prime sei, è necessario affossare qualche “big”. Il Twente si vuole candidare come possibile outsider per un posto ai Play-Off per l'Europa League, almeno è questo che si augurano i tifosi. Il tutto, ovviamente, virtuale, perché, lo ricordiamo, il Twente è stato anche punito, nel dicembre 2015, dall'esclusione per 3 anni dalle competizioni europee..


L'ALLENATORE: 
RENÉ HAKE 
45 anni







LA FORMAZIONE

Il tecnico Hakè disegna un 4-3-3 (che alle volte può diventare un abile 4-2-3-1) per il suo Twente. In porta Brondeel sarà il titolare con conseguente slittamento in panchina del giovane Drommel. I terzini sono Ter Avest a destra e Trajkovski a sinistra: il primo, olandese classe '97, è uno degli elementi più interessanti di questa rosa. I centrali sono capitan Thesker e Bijen, che si giocherà il posto da titolare con il danese Andersen, alla ricerca di una conferma del proprio potenziale. La linea mediana è formata da Holla, mentre sulla trequarti dovrebbe agire la coppia formata da Laukart, giovane classe '98 arrivato dal Borussia Dortmund, e Fredrik Jensen, talento finlandese classe '97 in rampa di lancio. La punta di riferimento sarà Tom Boere (il suo sostituto sarà Jari Oosterwijk), mentre le ali saranno Kvasina, austriaco-croato classe '96, e Gjorgjev, macedone-svizzero classe '97 in prestito dal Grasshopper. Alla ricerca di un posto da titolare ci sono anche George e Assaidi, con quest'ultimo, ex Liverpool, che è incaricato di dare imprevedibilità alla manovra con la sua velocità e abilità nel dribbling.

OBIETTIVO: Play-Off per l'Europa League

LO STADIO: DE GROLSCH VESTE


Costruito a metà strada tra i centri di Enschede e Hengelo, nella zona dell’Università del Twente, il De Grolsch Veste aprì i battenti il 10 maggio 1998 in sostituzione dello Stadion Het Diekman. Ampliato nel 2007 e poi di nuovo nel 2011, il 7 luglio di quell’anno una parte del tetto crollò sugli operai al lavoro, causando due morti. Ospita fino a 30.205 spettatori ed il suo nome richiama la fortezza (in olandese “veste”) di Groenlo e lo storico birrificio Grolsch, sponsor dell’impianto.



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