Eredivisie - 10° giornata: l'AZ riallunga su Twente e PSV. NEC e Utrecht in aperta crisi.


Un Twente sciupone viene bloccato sul pari all'Euroborg

Huistra conferma l'11 di Almelo nonostante la battuta d'arresto. Hiariej finisce di nuovo in panchina, ormai la scelta di affidarsi a Kappelhof (a dire il vero non impeccabile finora) sull'out di destra sembra essere definitiva.
Ad Adriaanse è piaciuta l'autorità con cui la sua squadra si è imposta in Danimarca, quindi non opera alcun cambio rispetto alll'Odense. La terza panchina consecutiva di Leroy Fer potrebbe creare malumori, ma al momento i risultati danno ragione al tecnico.
E' anche la prima volta in questa Eredivisie (se escludiamo la gara casalinga con l'Excelsior sulla carta poco significativa) che Adriaanse si affida dal 1' a Rosales in una partita importante, solo panchina per Cornelisse.
Un Groningen estremamente aggressivo sin dai primi scambi ha due grosse opportunità ad inizio partita: prima è Texeira a girare sul fondo un preciso fendente di Burnet, quindi Tadic fa tutto da solo convergendo da destra, ma la conclusione non rientra a sufficienza sfiorando soltanto il palo.
Dopo la sfuriata iniziale il Twente riesce a gestire l'incontro a ritmi ad esso più congeniali, cominciando ad affacciarsi con frequenza nella metà campo del Groningen. Il gol del vantaggio è firmato da Ola John che sorprende Van Loo sul primo palo con una conclusione piuttosto fiacca. Purtroppo si tratta dell'ennesimo errore stagionale del portiere olandese, fino alla scorsa stagione riserva di Luciano, ma da quest'anno prima scelta di Huistra poichè di mandrelingua olandese (per diretta ammissione dell'allenatore).
Nella seconda parte della frazione il Groningen torna a fare la partita esplorando con regolarità il binario sinistro dove Tadic e Burnet si rendono protagonisti di buone combinazioni, ma Rosales è sempre particolarmente attento in copertura e Douglas è un vero gladiatore sui cross dal fondo. Sul finire del tempo Wisgerhof si fa male atterrando male da uno stacco aereo. Non tornerà dagli spogliatoi, al suo posto Bengtsson. Non si tratta dell'unico cambio operato da Adriaanse: Bajrami piuttosto evanescente viene sostituito da Janssen, probabilmente anche per arginare le discese di Burnet.
Twente più risoluto ad inizio ripresa. Al 50' Landzaat lancia lungo, De Jong sovrasta Sparv prolungando per Janko che passa davanti a Van Dijk e conclude sul primo palo, vigile Van Loo.
Ma è solamente un'illusione passeggera, i bianco-verdi tornano ad intensificare la spinta presto.
Al 55' azione meravigliosa congegnata dal solito duo: Sparv trova Tadic al limite dell'area di rigore, il serbo serve in profondità Burnet coi giri contati; rasoterra del terzino che attraversa tutta l'area trovando Andersson sul secondo palo, ma l'attaccante forse sorpreso dal mancato intervento di Brama tocca malamente sul fondo a porta praticamente vuota.
Huistra decide di potenziare il reparto offensivo, entra Suk per Bacuna.
Il pressing del Groningen si fa feroce, il Twente non riesce più ad uscire. Il meritato pari giunge al 66'. Tadic serve centralmente Andersson, Texeira anticipa il compagno controllando di uola e incrocia il mancino. Il tiro non è forte ma molto angolato, Mihaylov deve stendersi per respingerlo, ma lo fa sui piedi di Suk che mette in rete.
Adriaanse corre ai ripari inserendo Chadli (a lungo invocato dai suoi tifosi) per Janko, De Jong si sposta in attacco.
Al 70' Brama si inserisce indisturbato sul cross ben calibrato di Rosales, non riesce però a inquadrare lo specchio da pochi passi.
Al 73' altra grande occasione Twente. Rosales chiude Tadic e lancia nello spazio De Jong, il passaggio al centro per Chadli è leggermente lungo.
All'83' Van Loo si fa perdonare l'errore sul gol: Ola John, innescato dal colpo di testa di De Jong sul rilancio del portiere, si presenta a tu per tu davanti alla porta, ma l'estremo difensore è abilissimo ad anticiparne le intenzioni chiudendogli lo specchio.
Trascorre un solo minuto e Kappelhof si fa nuovamente sorprendere. De Jong regala un pallone d'oro a Chadli che però vanifica tutto sparando addosso a Van Loo.
I Tukkers insistono, il Groningen è in palese deficit fisico e perde diversi palloni in zone del campo sanguinose, ma gli ospiti peccano di imprecisione negli ultimi metri.
Al 91' ripartono ancora in tandem Chadli e De Jong. L'ala belga apre sulla sinistra per Landzaat che piazza il tiro sul secondo palo, sventa Van Loo in tuffo.
L'ultima chance è però del Groningen. Sugli sviluppi di un corner Ivens la rispedisce al centro, Texeira insacca di testa, ma l'urlo del gol gli resta strozzato in gola: il guardalinee aveva già sbandierato il fuorigioco dell'uruguagio.

Groningen 1-1 Twente - 20' John, 65' Suk (G).
Groningen (4-2-3-1): Van Loo 5.5; Kappelhof 5.5, Van Dijk 6, Ivens 6, Burnet 7; Kieftenbeld 6.5, Sparv 6.5; Bacuna 5 (56' Suk 6), Andersson 5.5 (77' Hiariej 6), Tadic 7; Texeira 6.
Panchina: Luciano, Johansson, Holla, Jones, Bos. All. Pieter Huistra 6.5.
Twente (4-3-3): Mihaylov 6; Rosales 6.5, Wisgerhof 6 (46' Bengtsson 6), Douglas 7, Tiendalli 6; Landzaat 5.5, Brama 6.5, De Jong 6.5; Bajrami 5.5 (46' Janssen 6), Janko 5.5 (67' Chadli 6), John 6.
Panchina: Marsman, Bengtsson, Cornelisse, Leugers, Fer, Janssen, Chadli. Co Adriaanse 6.5.
Migliore in campo: Lorenzo Burnet


AZ a vele spiegate

La capolista AZ ospita il Roda rinfrancato dalle recenti vittorie con cui si è allontanato dalle zone calde della classifica. Al 9' Altidore può sbloccare già l'incontro. Servito da Marcellis in profondità, l'attaccante americano viene mollato da Biemans che confidava nella posizione irregolare dell'ex Villareal (effettiva seppur non riscontrata dal guardalinee), ma da posizione defilata non riesce a centrare la porta.
Partita avara di emozioni nel primo tempo. L'AZ cerca di rendersi pericoloso con traversoni dalla trequarti, i quali si rivelano spesso innocui per l'attenta retroguardia di casa.
Proteste vibranti al 36' quando su una sponda aerea di Maher, Altidore ingaggia un corpo a corpo con Wielaert che si aiuta un po' troppo col fisico spingendo giù l'avversario. L'arbitro lascia proseguire.
La prima conclusione pericolosa del Roda arriva al 46' quando Poulsen respinge sui piedi di Donald la sponda di Junker, il tiro potente dell'ex Ajax sfila però sul fondo.
Al 50' Beerens riceve palla sulla sinistra, converge al centro superando Ramzi, finta il tiro eludendo anche l'opposizione di Vormer e chiude con un tiro secco sul primo palo, Kieszek ci mette i guantoni e devia in corner.
Sulla bandierina si porta Elm. Il centrocampista svedese batte solitamente in modo molto tagliato, cercando la testa di Wernbloom sul primo palo. Questa volta disegna una traiettoria più alta valutata in maniera errata da Kieszek che si lascia scavalcare, il pallone viene apparentemente salvato da Hempte appostato sulla linea. Il terzino in realtà spazza il pallone quando questo ha già abbondantemente varcato la riga. L'arbitro convalida la rete dopo il consulto col guardalinee, mostrando anche il secondo giallo (e quindi il rosso) a Fledderus per le reiterate proteste del centrocampista.
Al 64' Beerens può chiudere i conti servito in verticale da Maher, ma è costretto ad allargarsi per evitare il portiere e non riesce a tenere basso il tiro.
Pochi minuti più tardi Maher regala un'altra palla d'oro, questa volta è Altidore a non approfittarne, anche se provvidenziale è il salvataggio di Wielaert sulla linea di porta.
Il giovanissimo centrocampista prova allora a fare tutto da solo. Dal limite dell'area intercetta una corta respinta della difesa, indirizza col destro all'angolino, ma Kieszek si allunga arrivando sulla sfera con le punte delle dita.
Incredibile come l'AZ, pur dominando la gara, non riesca a segnare il secondo gol. All'80' vi riesce Altidore che corregge in rete un tiro di Elm su assist di Beerens, ma il gol dopo essere stato in un primo momento accordato, viene annullato su segnalazione del guardalinee che ravvisa l'off-side del centravanti. Resta il dubbio sulla decisione della terna, visto che Vormer sembra tenere in gioco tutti.
Poco male, l'AZ riesce comunque a condurre in porto la vittoria senza particolari patemi. La truppa di Verbeek si riporta a +4 sulle più immediate inseguitrici Twente e PSV, con la possibilità di distaccarle ulteriormente nella prossima giornata visto lo scontro diretto che le vedrà impegnate.


AZ 1-0 Roda - 51' Elm.
AZ (4-3-3): Alvarado; Marcellis, Moisander, Viergever, Poulsen (78' Klavan); Elm, Wernbloom, Maher; Beerens, Altidore (90' Benschop), Gudmundsson (67' Ortiz).
Panchina: Heijblok, Reijnen, Holland, Lewis. All. Gertjan Verbeek.
Roda (4-3-1-2): Kieszek; Monteyne, Biemans, Wielaert, Hempte; Ramzi (83' Sutchuin), Vormer, Fledderus; Donald; Junker (65' De Beule), Malki.
Panchina: Prus, Broekhof, Vukovic, Lebedynski, Pluim. All. Harm van Veldhoven.
Migliore in campo: Adam Maher


Il ciclo infernale dell'Utrecht post Koeman inizia con una sconfitta.

Ad Utrecht l'ambiente è stato agitato dalla non tanto sorprendente decisione di Koeman di lasciare il club. Il tecnico ha chiesto la risoluzione del proprio contratto a causa di divergenze insanabili con lo staff dirigenziale. Ci sono state diverse discussioni con il management, ma la posizione di Koeman è parsa irremovibile di fronte a "condizioni lavorative che non incontravano le esigenze e le richieste dell'allenatore". Contrariamente a quanto riportato erroneamente da diversi organi di informazione non olandesi, il motivo del contendere non sarebbero gli arcinoti dissapori con il direttore tecnico (ricorderete tutti l'affaire Rodney Sneijder), ma il complesso sportivo di Zoudenbalch. Il centro di allenamento dell'Utrecht infatti secondo Koeman non detiene quei requisiti minimi per dirsi soddisfacente (opinione tra l'altro piuttosto diffusa nello spogliatoio). Per la gara interna con l'Heerenveen è l'ex assistente Jan Wouters (già vice di Du Chatinier) a guidare la squadra, decisione che dovrebbe essere definitiva, almeno fino al termine della stagione.
Wouters non opera stravolgimenti nell'11 iniziale confermando il 4-3-3 di Koeman con l'inserimento tra i pali del finalmente arruolabile Roberto Fernandez. Ron Jans invece spedisce in panchina El-Akchaoui dopo la dormita sul gol di De Leeuw che è costata due punti nella scorsa giornata: nell'inedito ruolo di laterale di sinistra c'è il centrale difensivo (destro naturale) Breuer.
Nel primo tempo un Utrecht piuttosto timido si rende pericoloso solamente in contropiede. L'Heerenveen, pur non tenendo il pallino del gioco, crea sempre dei pericoli alla retroguardia di casa quando decide di spingere sull'acceleratore. Tuttavia l'eccessivo egoismo dei due calciatori di maggior talento, Assaidi e Narsingh, rischia di risultare controproducente. In particolare l'attaccante marocchino si intestardisce in più di un'occasione in prolungate azioni solitarie, forzando improbabili conclusioni malgrado lo smarcamento dei compagni di squadra.
Non è un caso se i primi tre gol giungono azioni corali in cui non è presente l'ex De Graafschap.
Nell'Utrecht Martensson e Sneijder svolgono un grande lavoro in fase difensiva recuperando diversi palloni, ma non riescono a ribaltare l'azione con celerità a causa di un attacco piuttosto abulico che di rado accorcia sui centrocampisti per aiutarli. Di fatti il ruolo di attaccante "boa" in questa squadra è rivestito da Demouge o Gerndt, ma il primo è costretto ad uscire dopo appena 7 minuti a causa di un problema muscolare, mentre lo svedese è indisponibile già da diverso tempo per un infortunio alla caviglia. Dopo l'ingresso di Duplan è Mulenga ad agire da riferimento centrale, con esiti poco convincenti.
L'unica chance degna di nota nel primo tempo giunge al 7' con un'ottima chiusura di Martensson che innesca Asare in transizione, il centrocampista ghanese ha lo spiraglio per il tiro, ma trova solamente il palo.
Le maggiori difficoltà dei padroni di casa si palesano quando perdono palla in fase offensiva. Gli attaccanti sono poco reattivi nel pressing immediato, esponendo la squadra al facile contropiede ospite. Da sottolineare la prova del difensore dell'under 21 Gouweleeuw, tempestivo nelle uscite difensive, veloce ed autoritario nel portare su il pallone.
Al 18' un suo disimpegno spacca in due l'Utrecht. Sulla sponda di Dost, Kums si inserisce centralmente ma si allunga il pallone favorendo la chiusura di Zullo. L'incauto disimpegno del terzino si trasforma in una carambola con Kums che termina beffardamente alle spalle di Fernandez.
Nella ripresa l'Utrecht crea maggiori grattacapi alla difesa ospite. Prima è Duplan a calciare malamente sul fondo un ottimo pallone vagante, quindi Oar è poco incisivo nella deviazione sotto porta sul buon rifornimento dalla destra di Mulenga.
L'Heerenveen al contrario è letale quando avanza con tutti i suoi effettivi. Al 60' Djuricic allarga su Narsingh il cui tiro-cross si trasforma in un pallone d'oro per Dost sul secondo palo.
Per l'Utrecht non è giornata. Al 72' Bovenberg centra la traversa sulla punizione di Sneijder, portando a due il numero di legni colpiti nel match.
I frisoni sono pienamente rispettosi della più antica regola del calcio e non perdonano realizzando il terzo gol al 74': Djuricic si muove tra le linee, combina con Dost che gli restituisce palla col tacco, esterno destro nell'angolino e Fernandez nuovamente battuto. Incredibile il lassismo della difesa di casa troppo statica e permissiva nei confronti degli attaccanti avversari.
Sneijder all'81 con un violento sinistro da fuori riaccende una fiammella di speranza. La spegne prontamente Assaidi con la rete del 4-1. L'attaccante marocchino si invola sul lungolinea di Janmaat, Schut in velocità non può tenerlo, tocco vincente a superare Fernandez.
Dopo un inizi sofferto l'Heerenveen sembra ormai risollevatosi, anche nelle prestazioni. Con il successo di sabato sono 12 punti nelle ultime 6 partite. E' il settimo risultato utile consecutivo che vale l'ottava posizione in classifica.
L'Utrecht incappa nella terza sconfitta in quattro gare. Se il dodicesimo posto in classifica non è allarmante agli occhi degli osservatori meno attenti, preoccupante è il livello delle prestazioni offerte dalla squadra e il modesto numero di punti messi assieme contro avversarie dalle ambizioni inferiori testimonia il pessimismo che si avverte su questa stagione. Il furbo Erwin Koeman ha fiutato l'incipiente fallimento e ha deciso di lasciare alla vigilia del periodo più delicato, conservando statistiche non ancora disastrose (1.33 la sua media punti). L'Utrecht infatti è stata la squadra che finora ha probabilmente beneficiato del calendario migliore. Nella seconda metà del girone d'andata la attendono sfide contro Ajax, AZ, Twente, Feyenoord e Groningen. Urge un cambio di rotta.

Utrecht 1-4 Heerenveen - 18' Kums, 60' Dost, 74' Djuricic, 81' Sneijder (U), 82' Assaidi.
Utrecht (4-3-3): Fernandez 5.5; Bovenberg 7, Vorstermans 5.5, Schut 5, Zullo 5.5; Martensson 6, Sneijder 7, Asare 5.5; Mulenga 5, Demouge sv (Duplan 5), Oar 5.5.
Panchina: Van Dijk, Bulthuis, Heerings, Sarota, Kali. All. Jan Wouters 5.5
Heerenveen (4-3-3): Vandenbussche 6; Janmaat 6.5, Gouweleeuw 7, Zomer 6, Breuer 6; Kums 6.5, Elm 6.5, Djuricic 7; Narsingh 6.5, Dost 7, Assaidi 6.
Panchina: Steppe, Schmidt, El-Akchaoui, Svec. All. Ron Jans 7.
Migliore in campo: Jeffrey Gouweleeuw


Bony risponde a Matavz. Vitesse e PSV non riescono a superarsi.

Il PSV si ferma al Gelredome dopo 6 vittorie stagionali consecutive consolidando le ambizioni europee di un Vitesse mai domo. Il club di Arnhem, nonostante l'importante assenza per infortunio della giovane stella Giorgi Chanturia, è riuscito a venire a capo di una gara complicatasi oltre modo dopo l'errore al 18' di Buttner che spianava la strada a Labyad per servire a Matavz la comoda palla dell'1-0.
Il Vitesse aveva iniziato meglio sfiorando subito il vantaggio al 2' con Van der Struijk che sfuggiva alla guardia di Mertens per involarsi alle spalle della difesa solo davanti al portiere, tempestivo Isaksson nel chiuderlo in uscita bassa. La squadra di Van den Brom sarà insidiosa per tutta la gara sulle corsie laterali, specie a destra con van der Struijk. D'altronde in un modulo come quello sorprendentemente presentato dall'ex tecnico dell'ADO è necessaria la spinta dei terzini per sostenere la manovra. Il Vitesse infatti, complice l'assenza dell'ala destra georgiana, ha accantonato il solito 4-3-3 per un 4-3-1-2 con centrocampo a rombo, con l'inserimento di Annan davanti alla difesa e di Pedersen in attacco al fianco di Bony.
La posizione sempre molto avanzata di Van der Struijk ha creato non pochi grattacapi alla retroguardia ospite, visto che Mertens non eccelle nel ripiego difensivo e Tamata troppo spesso stringeva in mezzo per assorbire i continui inserimenti di Van Ginkel.
Tuttavia i gialloneri non offrono la consueta velocità e imprevedibilità nel gioco offensivo, venendo a mancare negli ultimi metri i due attaccanti esterni che puntano l'uomo creando la superiorità numerica. Senza la variante costituita dalla sovrapposizione dei terzini, la chiave tattica dei padroni di casa è costituita dalla continua ricerca, anche con scomodi palloni lunghi, di Wilfried Bony, abile nel proteggere il pallone e smistarlo per i compagni. Ovviamente le attenzioni dei Boeren vengono poste quasi esclusivamente sull'ivoriano, sgravando Pedersen ed Hofs, spesso liberi di ricevere il pallone tra le linee. Se nel primo tempo la prova dei due è poco convincente, nella seconda frazione con il ritorno al 4-3-3 la prestazione di entrambi sale di livello. Come detto, Van den Brom abbandona il diamante di centrocampo, allargando Hofs a sinistra, con Pedersen che assume una posizione assai defilata sulla destra.
Il PSV nei secondi 45' accusa maggiormente la stanchezza post impegno europeo, andando in difficoltà sul pressing degli avversari. Al 58' Hofs penetra centralmente allungandosi il pallone, Tamata non si avvede dell'arrivo di Pedersen alle proprie spalle e se lo fa soffiare. Van Ginkel serve nuovamente il norvegese in profondità, palla dietro per l'accorrente Bony che batte col piattone Isaksson.
A questo punto il Vitesse insiste per ottenere i 3 punti. Isaksson (su un errato colpo di testa di Marcelo) e un incredibile Bouma sono costretti agli straordinari. L'ex terzino dell'Aston Villa si rende protagonista di una prestazione super, dovendo fronteggiare le difficoltà degli svagati compagni di reparto.
Col passare dei minuti però i ritmi della gara si affievoliscono. Il Vitesse non vuole esporsi troppo al contropiede, mentre il PSV valuta positivamente il pari in trasferta. L'atteggiamento oculato è testimoniato dal cambio Pedersen/Yasuda (un difensore). Nel finale però la partita sembra rianimarsi, anche se non vi saranno grosse opportunità per segnare.
Probabilmente il PSV avrebbe dovuto osare di più vista la situazione in classifica e il prossimo incontro di campionato (con il Twente ad Enschede), ma sono mancate letteralmente le forze. Palese il calo di alcuni calciatori nel secondo tempo, su tutti Wijnaldum partito bene, ma che ha perso nel corso della gara lucidità e precisione nelle giocate. Escludendo il sempre affidabile Strootman e Tim Matavz (meglio rispetto alle ultime apparizioni, ma troppo isolato), è mancato l'apporto di Mertens e Toivonen. L'ala belga sembra stia rifiatando dopo l'incredibile inizio di stagione, mentre lo spilungone svedese dovrebbe imparare a farsi coinvolgere di più nel gioco.
Da segnalare Labyad titolare al posto di Lens per scelta tecnica e il debutto (che segue la prima convocazione contro l'Hapoel) del giovanissimo Jetro Willems, visto ai recenti Europei e mondiali under 17. A questo proposito Rutten deve lavorare ad una soluzione alternativa poichè Tamata, autore di pessime prestazioni da quando sostituisce Pieters (e per giunta infortunatosi a sua volta), non dà alcuna garanzia nella posizione di terzino sinistro, nè un ragazzino classe 94 potrebbe risolvere la questione. Magari sarebbe il caso di rispolverare Derijck, con lo spostamento di Bouma nel ruolo che ha ricoperto per quasi tutta la carriera. Si avvicina la partita col Twente e il PSV non può permettersi un altro stop.

Vitesse 1-1 PSV - 18' Matavz, 58' Bony (V).
Vitesse (4-3-1-2): Velthuizen 6; Van der Struijk 6.5, Kashia 7, Kalas 6, Buttner 5.5; Van Ginkel 6, Annan 6, Van der Heijden 6.5; Hofs 5.5; Pedersen 5.5 (77' Yasuda sv), Bony 7.
Panchina: Room, Drost, Vink, Propper, Davila, Ibarra. All. John Van den Brom 5.5.
PSV (4-3-3): Isaksson 6.5; Manolev 6, Marcelo 5, Bouma 7, Tamata 5 (67' Willems 5.5); Wijnaldum 6, Strootman 6.5, Toivonen 5.5; Labyad 6 (84' Lens sv), Matavz 6.5, Mertens 5.
Panchina: Sinouh, Derijck, Ojo, Ibrahim, Ritzmaier. All. Fred Rutten 5.5.
Migliore in campo: Guram Kashia


L'ADO inguaia Pastoor. NEC alla sesta sconfitta di fila.

Continua la marcia dell'ADO che vuole risalire la china dopo la falsa partenza. Al Kyocera Stadion decide il gol di John Verhoek al 25'.
La rete del vantaggio nasce da una pregevole giocata di Jens Toornstra. Il numero 10 controlla a centrocampo liberandosi di Koolwijk con un tocco di fino, serve in profondità John Verhoek il quale rientra sul destro eludendo i due centrali e chiude sul primo palo.
Gli ospiti sono vivi e si fanno notare con due conclusioni da fuori di Platje. Dall'altra parte Verhoek junior ha la possibilità di realizzare a più riprese il raddoppio senza riuscirvi. Sul cross al bacio di Toornstra John manca clamorosamente il pallone da due passi a porta sguarnita. I gol facili non sono la sua specialità e lo conferma al 63' quando manda sul fondo il tap-in sulla corta respinta del portiere (altro mirabile pallone di Toornstra per Wesley Verhoek nell'occasione).
Le recriminazioni dei padroni di casa aumentano con il palo esterno colpito da Chery con un bel sinistro a giro.
Il NEC risponde con due ghiotte opportunità. Prima Platje calcia sull'esterno della rete da posizione favorevole, quindi Nijland chiude un triangolo strepitoso con lo stesso Platje, ma colpisce malissimo il pallone sul fondo.
Sul ribaltamento di fronte John Verhoek non inquadra lo specchio da un metro mandando alto un cross perfetto di Wesley. Il miracolo di Babos sulla botta da fuori di Radosavljevic lascia presagire il pari nel finale. All'ultimo minuto mischione in area sulla punizione di Nijland, ma nessuno riesce a spedire in rete la sfera che minacciosamente stazionava nell'area piccola e la tanto temuta beffa non si concretizza.
L'ADO Den Haag porta a casa la terza vittoria nelle ultime quattro gare puntando decisamente alla zona Europa League. La crisi del NEC invece sembra non conoscere fine: sesta sconfitta di fila e terzultimo posto, scavalcato anche dal Graafschap. La panchina di Pastoor inizia a traballare.

ADO Den Haag 1-0 NEC - 25' John Verhoek.
ADO Den Haag (4-3-3): Coutinho; Leeuwin, Morec, Kum, Supusepa; Immers, Radosavljevic, Toornstra; W. Verhoek, J. Verhoek, Chery.
All. Maurice Steijn.
NEC (4-3-3): Babos; Cmovs, Van Eijden, Nuytinck, Grootfaam; Vadócz, Koolwijk, Schöne; George, Platje, Nijland.
All. Alex Pastoor.
Migliore in campo: Jens Toornstra


De Graafschap e VVV-Venlo vincono gli scontri salvezza, Heracles a -1 dall'Ajax.

Nelle partite serali del sabato l'Heracles vince agevolmente a Rotterdam contro un Excelsior sempre più fanalino di coda. Eppure al 38' De Graaf ha sui piedi la palla dell'1-0 ma si divora il gol con un controllo orribile solo davanti a Pasveer. L'Heracles in contropiede non perdona e conquista il corner sui cui sviluppi Scheimann fortuitamente infila la propria porta cercando di anticipare Everton. Al 77' giunge il raddoppio: il nuovo entrato Luis Pedro si isola sulla sinistra, palla dietro per Overtoom che ha tutto il tempo per prendere la mira e trovare l'angolino.
Il VVV-Venlo privo di Musa ridimensiona i sogni dell'RKC, infliddengogli la terza sconfitta consecutiva.
Il primo tempo della gara si chiude sul 2-0 grazie al colpo di testa di Yoshida sulla punizione di Linssen e alla fuga solitaria di Wildschut chiusa con un preciso tiro sotto il sette.
Nel secondo tempo la gara continua ad essere a senso unico con il VVV che spreca diverse occasioni, complice anche l'egoismo sotto porta di Uchebo. Braber rischia di riaprirla al 65' inventandosi un gol dal nulla. Il centrocampista offensivo pescato da un lancio dalle retrovie di Van Peppen lobba con un tocco dolcissimo De Vogt.
L'estremo difensore del VVV smorza gli entusiasmi degli ospiti salvando sul destro potente di Sno. Completa l'opera Linssen che al 72' fa tutto il campo seminando l'intera retroguardia, un rimpallo premia Nwofor che ha seguito l'azione e scaraventa in rete per il 3-1.
Passano 5 minuti e il centrocampista numero 11, nettamente man of the match, trova anche la gloria personale su assist di Wildschut, nelle ormai sperdute praterie della metà campo ospite.
De Graafschap torna a vincere battendo nell'anticipo il NAC Breda nello scontro salvezza. Gli uomini guidati da Ulderink non ottenevano i tre punti dalla quinta giornata contro il NEC. Grazie al successo scavalcano in classifica proprio il club di Nimega, portandosi fuori dalla zona di "Nacompetitie". Allo Stadion de Vijverberg apre le marcature Van den Pavert abile a correggere in rete un tiro ciabattato da Rose. Al 56' Schilder rimette in piedi il match spiazzando De Winter con un preciso tiro di sinistro, ma la gioia è passeggera. Trascorre infatti solamente un minuto e i SuperBoeren si riportano avanti grazie alla deviazione in due tempi di Kujala su corner di Sreckovic. Al 76' ci pensa Poepon a scrivere la parola fine sulla partita con un imperioso colpo di testa su preciso cross di Rose.

De Graafschap 3-1 NAC Breda - 29' Van de Pavert, 56' Schilder, 57' Kujala, 76' Poepon.
VVV-Venlo 4-1 RKC Waalwijk - 16' Yoshida, 40' Wildschut, 65' Braber (R), 72' Nwofor, 77' Linssen.
Excelsior 0-2 Heracles - 40' Scheimann (og), 77' Overtoom.


Elftal van de week (team of the week)

Kieszek
(Roda JC)

Leerdam Gouweleeuw Douglas Burnet
(Feyenoord) (Heerenveen) (Twente) (Groningen)

Clasie
(Feyenoord)
Toornstra Djuricic
(ADO) (Heer)

Linssen Bony Schaken
(VVV) (Vitesse) (Feyen)



Speler van de week (Footballer of the week): Jordy Clasie (Feyenoord).


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