I tifosi dell'Heerenveen all'ingresso dell'Abe Lenstra Stadion |
Nel prepartita, più che sul momento delicato che stanno attraversando le due sfidanti, l’attenzione è concentrata sulle vicende societarie dell’Heerenveen. Nel club frisone è scoppiata una lotta interna, con amministratori, dipendenti, sponsor ed ex icone del club che sono ormai ai ferri corti. Una situazione del tutto nuova per una società che non ha mai vissuto qualcosa del genere in passato, anzi si è sempre distinta per essere un club modello, tranquillo e ben gestito, senza mai andare sopra le righe.
A questa immagine tengono soprattutto i tifosi, che dopo aver chiesto ufficialmente ai membri della società, tramite una lettera aperta, di chiudere il dissidio interno, prima della partita hanno ribadito il concetto con una simbolica marcia silenziosa. I tifosi si sono riuniti in una piazza, precisamente a Gemeenteplein, e tutti insieme hanno marciato fino allo stadio.
Entrambi gli allenatori devono fare i conti un paio di assenze pesanti: a van Basten mancano per squalifica capitan Zomer, e van den Berg, più Kruiswijk infortunato, mentre il suo collega McClaren deve rinunciare a ben due centrocampisti titolari: Brama e Schilder. Per mancanza di alternative, il manager inglese è costretto a lanciare il giovane Joey Pelupessy.
Sospinto
dal proprio pubblico, per l’occasione più caloroso che mai, è l’Heerenveen a portarsi
in vantaggio al quarto d’ora, sfruttando una serie di regali
dei Tukkers: Fer, con un retropassaggio suicida, lancia van La Parra, che entrato
in area però sbaglia completamente il tiro, non riuscendo ad angolarlo e dargli
forza. Mihaylov, incredibilmente, si addormenta, facendosi passare la palla sotto il
corpo.
Il Twente
adesso fatica a reagire, continuando a mostrare enormi difficoltà a creare
occasioni: Tadic è l’unico a tentare di accendere la luce, ma il resto della
squadra continua a capirci poco, e non riesce a seguirlo.
Nell’intervallo
McClaren tenta la mossa della disperazione, adoperando un doppio cambio. Fuori
l’acerbo Pelupessy e Castaignos, come al solito deludente, dentro Bulykin e Hölscher, altro giocatore
proveniente dal settore giovanile. Inizialmente il cambio produce gli effetti
sperati: al 53’, su cross di Rosales, è vincente il colpo di testa proprio del neo
entrato Bulykin, che ristabilisce la parità.
Si tratta però di un fuoco di paglia, visto che il Twente non sfrutta il momento psicologico a favore che deriva dal gol marcato. I ragazzi di McClaren fanno vedere qualcosa in più rispetto al primo tempo, ma niente di realmente degno di una squadra d’alta classifica.
La migliore occasione arriva in contropiede al 75’, quando Tadic lancia Hölscher, che rientra sul destro e lascia partire un tiro potentissimo che finisce fuori di un soffio. Poco dopo, al 78’ i padroni di casa si riportano in vantaggio: van La Parra va via a Braafheid e crossa in mezzo, dove Finnbogason di testa schiaccia in rete. E' il goal del definitivo 2 a 1 per i frisoni.
Nei restanti minuti da segnalare solo l’espulsione di Braafheid, che corona una prestazione disastrosa beccandosi il secondo cartellino giallo per un fallo su van La Parra. Davvero incredibile la parabola discendente di questo giocatore, fino ad un anno e mezzo fa era in pianta fissa tra i convocati della nazionale olandese, mentre adesso, alla luce di prestazioni sempre deludenti, non sembra nemmeno adatto a giocare un club di Eredivisie che lotta per il titolo.
Il Twente
continua a rimanere a secco di vittorie nel 2013: in sei partite sono
arrivati solo quattro miseri punti, frutto di due sconfitte e quattro pareggi.
Numeri impietosi per una squadra che dovrebbe lottare per il titolo e che aveva
chiuso il girone di andata al primo posto. Con questa nuova sconfitta McClaren
torna a rischiare l’esonero: martedì scorso, nonostante i tifosi chiedessero la
sua testa, aveva ricevuto la conferma dal presidente Munsterman, che però
adesso potrebbe cambiare idea.Si tratta però di un fuoco di paglia, visto che il Twente non sfrutta il momento psicologico a favore che deriva dal gol marcato. I ragazzi di McClaren fanno vedere qualcosa in più rispetto al primo tempo, ma niente di realmente degno di una squadra d’alta classifica.
La migliore occasione arriva in contropiede al 75’, quando Tadic lancia Hölscher, che rientra sul destro e lascia partire un tiro potentissimo che finisce fuori di un soffio. Poco dopo, al 78’ i padroni di casa si riportano in vantaggio: van La Parra va via a Braafheid e crossa in mezzo, dove Finnbogason di testa schiaccia in rete. E' il goal del definitivo 2 a 1 per i frisoni.
Nei restanti minuti da segnalare solo l’espulsione di Braafheid, che corona una prestazione disastrosa beccandosi il secondo cartellino giallo per un fallo su van La Parra. Davvero incredibile la parabola discendente di questo giocatore, fino ad un anno e mezzo fa era in pianta fissa tra i convocati della nazionale olandese, mentre adesso, alla luce di prestazioni sempre deludenti, non sembra nemmeno adatto a giocare un club di Eredivisie che lotta per il titolo.
Per van Basten e i suoi, invece, potrebbe essere un nuovo inizio: questi tre punti sono serviti a staccare la zona retrocessione di quattro punti e se la squadra riesce a trovare un po’ di continuità, la salvezza potrebbe arrivare presto.
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