I protagonisti del calcio olandese - Willem Frederik Hesselink


Il nome di Willem Frederik Hesselink potrebbe, specie per i lettori più giovani, non dire nulla, ma c'è da giurare che la storia di questo calciatore ha i suoi spunti d'interesse.
Nato ad Arnhem l'8 febbraio 1878, Hesselink è stato, insieme al fratello maggiore Hermaned ad alcuni amici, socio (a soli 14 anni anni) fondatore del Vitesse, nel 1892.


Gli appassionati di calcio olandese, però, non lo ricordano solo per l'importante ruolo svolto nella nascita del club giallonero, ma anche per le numerose imprese che caratterizzarono la sua vita.
Hesselink, detto het kanon, non giocò solo nella cittadina del Basso Reno, ma anche a Den Haag, con la maglia dell'HVV, il club olandese più vincente negli anni che precedettero la prima guerra mondiale.

Il calcio, non ancora professionistico in quegli anni, non garantiva un adeguato sostentamento e così, nel 1903, l'allora venticinquenne Willem Frederik si trasferì a Monaco di Baviera per studiare filosofia. 
Gli amori passati, però, non furono dimenticati e così il giovane Hesselink tornò presto al calcio giocato, stavolta vestendo la maglia del Bayern Munich. 
La sua classe era tale che in tre anni, da stella della squadra, ne diventò prima allenatore (unico altro olandese oltre a Louis Van Gaal) e poi addirittura presidente. 
Per intenderci, l'unica altra persona al mondo che, fino ad oggi, è riuscita a ricoprire le tre funzioni nel club bavarese è un certo Franz Beckenbauer. Il quale, però, non potrà mai raccontare, a differenza di Willem Hesselink, di essere stato contemporaneamente capo, guida ed uomo di punta del club Stern des Südens. 


Con la maglia del Vitesse, che vestì dopo essere tornato dalla Germania, vinse per tre anni consecutivi il titolo di campione regionale, ma non fu mai capace di raggiungere quello nazionale, venendo sopravanzato dal "suo" HVV, prima, e dallo Sparta Rotterdam poi. 
Quando, nel 1915, decise di ritirarsi a 37 anni, il Vitesse andò incontro ad una profonda crisi, finendo addirittura col retrocedere. Hesselink, però, non lasciò del tutto il club, di cui divenne presidente dal 1917 al 1922. 
Ad oggi, insieme al portiere Just Göbel ed al presidente Chris Engelberts, è una delle figure storiche dei gialloneri di Arnhem.


Fortunato con le squadre da club, Hesselink lo fu meno con la nazionale olandese. 
Nel 1905 giocò la seconda partita assoluta dell'Olanda contro la selezione belga: l'allora appena nata squadra che vestiva la maglia arancione, ben lontana dalle meraviglie del calcio totale, vinse per 4 a 0 contro i malcapitati cugini belgi.
Alcuni studiosi attribuiscono persino un goal al protagonista della nostra storia, ma della segnatura non esistono tracce ufficiali. Incredibilmente, quella fu la prima ed ultima gara di Hesselink con la maglia Oranje. Il perchè resta un mistero.


Oltre a primeggiare nel calcio, Hesselink era anche un asso nell'atletica: insieme ai suoi fratelli, divenne campione nazionale di tiro alla fune, mentre collezionò titoli nella corsa e record su record nel salto in lungo, stabilendo, con un salto di 6 metri e 10 centimetri, un primato rimasto imbattuto per anni.
Il segno distintivo era il suo cappello di lana, che non toglieva mai. Di giorno e di notte, d'estate e d'inverno. 

Conosciuto come het kanon, il cannone, per via del suo tiro funambolico, Hesselink veniva anche indicato come "il dottore", in virtù del suo dottorato in Chimica.
Durante gli anni si creò un variopinto curriculum che includeva, appunto, dottorati in chimica e filosofia, ma anche diventando direttore del Keuringsdienst van Waren, partecipando da esperto in medicina a vari studi su omicidi commessi, fondando un laboratorio e scrivendo vari libri di medicina. Come se non bastasse, Hesselink era anche un appassionato di vino: le sue tesi sui segreti del Porto invecchiato sul Duero hanno resistito nel tempo e tutt'oggi vengono citate dagli esperti. 

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