Una doppietta di Siem de Jong piega l'AZ e l'Ajax mantiene la vetta

Siem de Jong, autore di una doppietta contro l'AZ
L'Ajax, chiamato alla vittoria dopo i facili tre punti conquistati dal PSV nel tardo pomeriggio di sabato, vince col brivido all'AFAS Stadion di Alkmaar, piegando un AZ che quest'anno è stato la vera e propria bestia nera dei ragazzi di Frank de Boer.
Senza più alcuna distrazione, i biancorossi di Amsterdam hanno l'obbligo di confermarsi campioni per la terza volta consecutiva: riuscendo nell'impresa di vincere la competizione per la terza volta, Frank de Boer eguaglierebbe il record di un mostro sacro del calibro di Guus Hiddink, che tra il 1987 ed il 1989, sedendosi per la prima volta sulla panchina del PSV, portò il club di Eindhoven a vincere tre Eredivisie consecutive.
I padroni di casa dell'AZ, dal canto loro, sono alla ricerca di una vittoria per tirarsi fuori dalla zona caldissima. La sconfitta dell'RKC, proprio contro il PSV, garantirebbe, in caso di vittoria, di mettersi alle spalle i gialloblu e respirare un pò, distanziandosi dalle sabbie mobili della Nacompetitie. Per contrastare l'Ajax, Verbeek si affida ad una linea difensiva composta dal finlandese Lam e Viergever come centrali, mentre Marcellis e Giliano Wijnaldum agiscono sugli esterni. Il duo scandinavo Viktor Elm - Henriksen funge da cerniera del centrocampo, in copertura a Maher, nel consueto ruolo di trequartista. Berghuis e Beerens, insieme all'irrinunciabile Altidore, compongono il tridente offensivo.
L'Ajax risponde con quella che oramai possiamo definire la formazione titolare. Inamovibile il reparto difensivo, composto da Van Rhijn, Alderweireld, Moisander e Blind, schierati davanti a Vermeer. A centrocampo, insieme a Poulsen, al momento irrinunciabile, agiscono Siem de Jong ed Eriksen, mentre in attacco è confermato Schone sulla destra, insieme a Fischer e Sigthorsson.

In tribuna siede Luis van Gaal, commissario tecnico della nazionale olandese, nella veste di spettatore d'eccezione della gara nello stadio che lo vide diventare campione d'Olanda sedendo sulla panchina dell'AZ.
Dopo un primo brivido causato da Berghuis, l'Ajax sembra impadronirsi del pallino del gioco: l'abbassarsi di Poulsen sulla linea dei difensori, consente a van Rhijn e Blind di avanzare il loro baricentro di circa venti metri, andando a rinforzare il già nutrito reparto offensivo ajacide. Ne risulta un forte possesso palla degli uomini di De Boer, che costringono l'AZ a rintanarsi nella propria trequarti. Il predominio territoriale dell'Ajax porta i suoi frutti già al 20', quando Siem de Jong viene imbeccato in profondità da un preciso passaggio rasoterra di Alderweireld e batte Alvarado con un potente destro dall'interno dell'area di rigore.
Passano due minuti e l'Ajax raddoppia. Daley Blind sale sulla sinistra e riceve palla da Sigthorsson, abbassatosi per compiere il consueto lavoro di sponda. Il tocco dell'islandese permette a Blind, neo convocato nella nazionale olandese, di avanzare e, dopo un fortunoso rimpallo, sparare un secco destro che si infila sul primo palo, là dove Alvarado avrebbe dovuto coprire meglio.
I break di Siem de Jong risultano micidiali per l'AZ: il numero 10 ajacide, partendo da posizione più arretrata, sfrutta il movimento di Schone per incunearsi nella linea difensiva dei padroni di casa, arrivando in più occasioni al tiro. Al 41', ad esempio, è solo il palo a salvare il risultato, già sul 2 a 0 per la squadra ospite.

Nella ripresa l'AZ parte deciso a voler quantomeno dimostrare di essere in campo e cercare di rovinare la festa all'Ajax. Ci pensa il giovane centrocampista norvegese Markus Henriksen a suonare la carica, infilando, di testa, Vermeer sugli sviluppi di un calcio d'angolo ingenuamente concesso dall'Ajax agli avversari.
La rete dell'improvviso 2 a 1 sembra scuotere tremendamente l'Ajax, che accusa il colpo e mette in luce quella fragilità che più volte nel corso della stagione è costata cara alla squadra allenata da Frank de Boer. La scossa, ai lancieri, la dà Danny Hoesen, subentrato dopo nemmeno un ora di gioco ad un fischiatissimo Sigthorsson, non perdonato dai suoi ex tifosi per aver scelto di trasferirsi ad una rivale. L'impatto del giovane attaccante è davvero buono ma, ancora una volta, la rete che gela l'AFAS Stadion porta la firma di Siem de Jong. Complice una deviazione di Berghuis, posizionato in barriera, un suo calcio di punizione da posizione defilata beffa Esteban Alvarado e si insacca, assicurando la vittoria all'Ajax.
La premiata ditta Maher-Altidore, unici a salvarsi in una stagione quasi disastrosa per l'AZ, provano a riaprire la partita ad un quarto d'ora dal termine, ma la rete dell'attaccante statunitense (la diciottesima in questa Eredivisie) non influisce sul risultato finale.

L'Ajax si conferma, così, una macchina quasi impossibile da fermare. Con l'arrivo della primavera, dal 2010 ad oggi, i biancorossi di Amsterdam hanno raccolto uno score pauroso: 31 vittorie ed un pareggio su 32 incontri giocati. Di questo passo, il terzo titolo consecutivo sembra più vicino.


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