Van Marwijk e la sua Olanda vengono fermati dalla Svezia

Il gruppo E si chiude con una sconfitta per l'Olanda, imbattuta fino all'ultima giornata e con l'occhio (e probabilmente, la testa) già alla fase finale degli Europei che si giocheranno in Polonia ed Ucraina. Mentre la sfida con la Svezia rappresenta per la truppa di Van Marwijk poco più di un occasione per allungare la loro striscia di vittorie, per gli uomini del commissario tecnico Hamren si tratta di un dentro o fuori, visto che la vittoria può garantire la qualificazione come migliore seconda, ma la sconfitta può rappresentare un serio rischio di mancato passaggio alla fase finale della manifestazione continentale, considerato il rischio play-off di novembre. Senza Ibrahimovic, gli scandinavi partono subito bene, trovando il vantaggio con un calcio di punizione magistralmente trasformato da Kallstrom, che di sinistro insacca all'incrocio dei pali battendo un incolpevole Vorm. Che la sfida, storicamente, non fosse delle più agevoli per l'Olanda lo si sapeva già: per la nazionale Oranje, sconfitta sonoramente nel passato dai gialloblu (4-1 (1919), 6-2 (1929), 4-1 (1950) e 6-1 (1954), la gioia della vittoria in terra svedese è merce rara. Solo una vittoria, infatti, ha caratterizzato le trasferte in Svezia degli olandesi: il 5-1 imposto da una nazionale targata Knobel in un periodo, il post-Rinus Michels, durante il quale lo spogliatoio olandese era in pieno conflitto.
Tornando alla cronaca, va detto che la reazione olandese non tarda ad arrivare, ancora una volta con Huntelaar, sempre più prolifico con la maglia arancione. Suo il goal del pareggio, meno di dieci minuti dopo, arrivato con un gran colpo di testa ad incrociare su cross dalla sinistra di Pieters, uno dei più convincenti.
Il secondo tempo è subito di marca olandese: Van Persie, liberato egregiamente da un Van der Vaart, prova una spettacolare volèe per beffare Isaksson, ma il portiere di proprietà del PSV si oppone come può, respingendo il pallone all'altezza del dischetto. Sulla palla vagante si avventa Kuijt, che di testa trova il goal del vantaggio olandese. Come da statistica, anche la partita del Rasundastadion di Solna si conferma ricca di goal, come spesso accade quando le due nazionali si affrontano. La rete del pareggio svedese arriva grazie ad un calcio di rigore fischiato dall'arbitro turco Cakir per fallo di mano di Mathijsen su giocata di Elmander. Sul dischetto si presenta Sebastian Larsson che, freddamente, spiazza Vorm. Passa solo un minuto ed una disattenzione della retroguardia olandese, disattenta su di una rimessa laterale, fa si che Elmander possa arrivare sulla linea di fondo e mettere un pericoloso pallone in mezzo all'area di rigore olandese. Sul goffo tentativo di spazzata di Van Bommel, si avventa Toivonen che trova, di sinistro, la rete del 3-2 che, al dispetto delle occasionissime per Huntelaar ed Elm, risulterà definitivo. Qualificazione certa, quindi, per la nazionale svedese, migliore seconda classificata nelle qualificazioni ed imbattibilità olandese spezzata per il rammarico di Bert Van Marwijk.
Molto duro, nell'intervista post-partita, il commissario tecnico olandese : "Abbiamo tenuto il pallino del gioco per larghi tratti, ma appena loro hanno avuto un occasione, ci hanno punito. La nazionale svedese è stata molto più cinica di noi e questo non va bene. Non possiamo distrarci, nè in una amichevole, nè in una finale dei mondiali. Voglio vincere ogni partita e non mi va di buttare al vento il lavoro fatto per trenta secondi di disattenzione". Maggiore indiziato delle critiche sui giornali è Jeffrey Bruma, schierato al posto dell'infortunato Heitinga al centro della difesa e protagonista di una gara davvero negativa. Insufficiente, ad avviso di chi scrive, anche la prestazione di Van der Vaart, che al di là del bell'assist per Van Persie in occasione del goal del 2-1 olandese, si è dimostrato ancora incapace di sostituire Sneijder, palesando una difficoltà a dettare l'ultimo passaggio che si è riflettuta sul gioco di tutta la squadra.

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