Euro 2012 - La nazionale Oranje vittima di cori razzisti

Ancora prima di esordire ad Euro 2012, la nazionale olandese si trova ad avere alcuni problemi: cori razzisti, infatti, sono stati intonati durante la sessione di allenamento che i giocatori stavano tenendo allo Stadio Miejski, struttura dove abitualmente gioca il Wisla Cracovia. 
Tra gli oltre venticinquemila spettatori sugli spalti, infatti, si sono annidati alcuni sparuti gruppi di persone che, durante il giro di riscaldamento della squadra, hanno indirizzato fischi, insulti e "buuh" razzisti ai giocatori. Mark van Bommel, il capitano che guidava il gruppo durante la corsetta, ha deciso, dopo due giri e due, conseguenti, passaggi sotto la tribuna, di spostare la sessione dall'altro lato del campo.
"Ora sappiamo cosa ci dobbiamo aspettare", ha detto Van Marwijk, con pesante cinismo, parlando di "un pubblico molto caldo".
"E' una brutta sensazione. Siamo appena tornati da Auschwitz (mercoledi c'è stata la visita della squadra al campo di concentramento, qui le foto), ed è triste doversi confrontare con problemi del genere. Prepareremo un esposto alla Uefa e, se dovesse succedere di nuovo,durante una gara, chiederemo all'arbitro di sospendere la partita", ha invece dichiarato lo stesso Van Bommel, particolarmente stizzito quando, al riguardo, un giornalista gli ha fatto notare che non tutti sembrano aver sentito i cori ingiuriosi nei confronti, probabilmente, di Gregory Van der Wiel, Ibrahim Afellay, Luciano Narsingh, Jetro Willems e Nigel de Jong: "Basta aprire le orecchie", ha detto il capitano della nazionale ed ex giocatore del Milan, passato al PSV Eindhoven "Se senti questi fischi e fai finta di non sentirli, o non vuoi sentirli, è ancora peggio".
La Polonia ha avviato una dura lotta contro la piaga del razzismo. Il primo ministro Donald Tusk, di recente, proprio per dimostrare i grandi passi avanti fatti dal paese nell'accettare le diversità culturali e razziali, ha cenato, a Lodz, con John Godson, primo parlamentare nero del paese, e famiglia. La mossa, dai tratti mediatici molto spiccati, rientra in un piano di linea dura contro la discriminazione razziale, adottato a pieno anche dalla Uefa.
Proprio la federazione continentale, a riguardo dei fatti di Cracovia, ha voluto minimizzare, parlando di incidenti isolati, quasi negando l'accaduto. Dopo aver dichiarato che nessuna indagine sarà avviata rispetto ai fatti dello stadio Miejski, e che la nazionale olandese non farà un presenterà, almeno per ora, un reclamo, la spiegazione ufficiale dei fatti, data da un rappresentante della massima organizzazione calcistica continentale, narrerebbe di una piccola parte della folla arrabbiata perchè Cracovia non sarebbe rientrata tra le città ospitanti la manifestazione. Altre voci, apparse sui giornali polacchi, additano gli ultras del Wisla, risentiti per il fatto che un altra squadra stesse utilizzando il campo dei loro beniamini e, quindi, apertamente in contestazione con la nazionale olandese.

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