Ruben Schaken, da Cambuur alla nazionale olandese!

L’ Eredivisie si distingue come un campionato “fatto” per i giovani, tant'è che ogni anno le squadre olandesi mettono in luce numerosi talenti. Di conseguenza gli articoli dedicati ai nuovi astri nascenti in salsa Oraje. Questa volta vogliamo parlarvi di uno dei “vecchietti” dell’ Eredivisie: Ruben Schaken. La sua storia è abbastanza atipica, avendo passato una carriera anonima in giro tra piccoli club, esordendo in Eredivisie soltanto a 27 anni. Ma adesso che ne ha 30, è arrivato addirittura a giocare (e segnare) con la nazionale maggiore!
Classe 1982, Schaken è un esterno d’ attacco bravo nel dribbling e soprattutto molto rapido, ma in carriera non ha mai avuto una grande confidenza con il gol. Muove i primi passi nel calcio professionistico nel Cambuur, club che milita in Eerste Divisie(la serie cadetta olandese), dove esordisce nella stagione 2002/03. Nella squadra della capitale frisone giocherà per 3 stagioni, segnando solo 4 gol in 75 presenze, prima di trasferirsi al Veendam, rimanendo dunque al freddo gelido dell’Olanda del nord.
 Pur giocando in una squadra che milita nelle zone basse dell’Eerste Divisie, comincia finalmente a mettersi in luce. Nella terza - ed ultima – stagione con i gialloneri, infatti viene eletto miglior giocatore del campionato. Per Schaken si tratta della prima svolta della carriera: viene ingaggiato dal VVV Venlo, una delle big che mira alla promozione in Eredivisie, con cui firma un contratto della durata di due anni. Sarà proprio Ruben Schaken, in tandem con il nipponico Keisuke Honda, a trascinare la squadra alla vittoria finale del campionato e, dunque, alla promozione nella massima serie. Per il ventisettenne Schaken, dopo tanta gavetta, finalmente si aprono le porte dell'Eredivisie. Il giocatore non risente del salto di categoria, disputando un grande campionato, confermandosi ai livelli degli anni passati anche contro avversari più blasonati. Sono sempre Schaken e Honda le stelle indiscusse dei Venlose trots: i due trascinano la squadra ad uno splendido dodicesimo posto, e dunque ad una tranquilla salvezza, evitando di disputare le insidie della Nacompetitie(i play out).
Scaduto il contratto con il VVV Venlo, per Schaken arriva l’occasione della vita: per la stagione 2010/2011 viene ingaggiato dal Feyenoord, una delle grandi storiche del calcio olandese. La società crede molto in lui, egli fa firmare un biennale con clausola rescissoria fissata ad un milione. Schaken si vede assegnare la maglia numero 7 e, sopratutto, inizia la stagione da titolare. Ma questa volta il salto è troppo grande, si dimostra inadeguato per giocare a quei livelli, e le prestazioni sono molto deludenti. Ben presto perde il posto da titolare e finisce del dimenticatoio. L’anno successivo difatti non sembra esserci posto per lui: la maglia numero 7 gli viene tolta e, quasi a confermare la poca considerazione che ha di  lui il tecnico Mario Been, gli viene data la casacca numero 27.
In pieno ritiro precampionato, però, arriva la svolta inaspettata: Mario Been, resosi conto di non avere più la fiducia dei giocatori, si dimette, e la società al suo posto ingaggia Ronald Koeman. Con il nuovo tecnico le cose cambieranno totalmente. Per noti problemi economici, l’organico è ridotto all’osso dalle numerose cessioni e il nuovo allenatore non può fare di certo lo schizzinoso, dovendo trarre il massimo da ogni elemento in rosa. Tutti avranno la loro chance e così anche Schaken rientra in gioco.

Il giocatore si rivelerà l’ autentica sorpresa del campionato, non da subito però, ma lentamente si guadagna un posto da titolare nel tridente, diventando nell’arco della stagione una pedina fondamentale nello scacchiere di Koeman. Segna anche i suoi primi gol con la casacca del Feyenoord: a fine stagione saranno 6 in 32 presenze, non male per un giocatore che, in passato, aveva sempre segnato pochissimo. La società si affretta a rinnovargli il contratto (in scadenza) per altri due anni ed anche a rimuovere la clausola rescissoria.
Quest’anno Schaken si sta riconfermando ai livelli dell’anno scorso. Sembra essersene accorto anche il CT Louis van Gaal, che lo ha inserito tra i convocati per le gare contro Andorra e Romania. Nella gara di ieri, contro Andorra, l'esterno destro parte addirittura titolare al posto di Narsingh, in panchina in vista della sfida contro la Romania. Per lui sarà una serata da ricordare, siglando la rete, ad inizio ripresa, del definitivo 3 a 0, nel suo stadio e davanti ai suoi tifosi. Un giusto premio per un calciatore arrivato troppo tardi nel calcio che conta, e dunque per questo motivo probabilmente non rivivrà più una serata così con la casacca Oranje.


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