Olanda - Estonia 3 a 0. Gli Oranje risolvono la gara nel secondo tempo



Per la prima delle due sfide ravvicinate, valide per la qualificazione ai mondiali di Brasile 2014, Louis van Gaal opta per una squadra composta in larga parte da calciatori che militano in Eredivisie: nell'undici iniziale, infatti, si contano ben 7 uomini di proprietà di Feyenoord, Ajax e PSV Eindhoven.
Come preannunciato, in assenza di Krul, che sembra essere diventato il titolare, tra i pali gioca Vermeer, che la spunta su Stekelenburg e Vorm per il ruolo di estremo difensore. La retroguardia Oranje è composta da un terzetto di Rotterdammers (da destra verso sinistra Janmaat, De Vrij, Martins Indi), cui si aggiunge Daley Blind, confermato sull'out mancino dopo l'esordio in amichevole contro l'Italia.
A centrocampo, visto e considerato che il commissario tecnico Van Gaal sembra aver accantonato la possibilità di far scendere in campo contemporaneamente Sneijder e Van der Vaart, viene schierato il centrocampista del Galatasaray, appoggiato da Strootman e Jonathan de Guzman, mentre in attacco, al fianco di Robin van Persie, agiscono Robben e Lens, con il consueto compito di scambiarsi posizione sugli esterni per non dare alcun riferimento agli avversari.
Con la leadership del girone D largamente nelle proprie mani, l'Olanda scende in campo all'Amsterdam Arena per fare la propria partita: da tenere d'occhio, tra le fila dell'Estonia, ci sono l'attaccante Ojamaa ed il centrocampista Vassilijev, vero e proprio cervello del centrocampo della nazionale baltica.

Nell'ultimo scontro diretto, risalente al 2001, l'Olanda si impose per 5 reti a 0 e, forse, anche per questo, sin dai primi minuti l'impressione è che la squadra di Ruutli voglia evitare di fare la parte della vittima sacrificale.
L'andamento della gara è subito chiaro: gli Oranje fanno il gioco e gli avversari restano chiusi, nel tentativo di ribattere le sortite offensive olandesi e limitarsi a qualche tentativo di contropiede.
La densità creata nella propria metà campo dalla squadra estone, che di fatto si difende con 8 uomini, lasciando Ojamaa ed Oper leggermente più avanzati, rende farraginosa la manovra offensiva dell'Olanda: se la prima conclusione arriva al 5', con Sneijder che da fuori area calcia alto, prima della mezz'ora (goal annullato, giustamente, a Van Persie per fuorigioco) la nazionale di casa sembra non riuscire a sfondare la barricata estone.
Robben, individuato a ragione tra gli uomini più pericolosi da Ruutli, viene costantemente raddoppiato dagli esterni difensivi in maglia blu. Proprio l'ala del Bayern Monaco, però, si rende pericolosissimo al 33', quando penetra in area dalla sinistra e calcia un rasoterra che si spegne sul fondo di un soffio.
Poco prima dell'intervallo arriva la prima sostituzione tra le fila arancioni: Wesley Sneijder, infatti, è costretto ad uscire per un leggero infortunio scaturito in occasione di un intervento in ritardo di un avversario. Niente di grave per lui, ma saggiamente van Gaal decide di sostituirlo con Rafael van der Vaart.

Proprio il trequartista dell'Amburgo, due minuti dopo l'inizio del secondo tempo, sblocca il risultato, andando a guadagnare punti con l'opinione pubblica nella sfida con Sneijder per il ruolo di numero 10. L'azione si sviluppa sulla fascia destra, dove Janmaat spinge con costanza e serve, di piatto, van der Vaart il quale, con un rapido movimento, quasi da cestista, controlla e si gira, battendo con un tiro sporco Sergei Pareiko.
Dieci minuti dopo, ancora Janmaat, dalla destra, serve a Van Persie la palla del possibile 2 a 0. L'attaccante dello United, però, calcia troppo alto e, così, il risultato resta invariato.
Al 72', sullo stesso asse Janmaat-Van Persie, nasce la rete del raddoppio olandese. Con l'Estonia totalmente schiacciata dai padroni di casa, il terzino destro del Feyenoord è libero di salire sull'out destro e pennellare un cross per il numero 9 che, al volo, trafigge l'estremo difensore estone.
Sul 2 a 0, spazio anche per Ruben Schaken, che sostituisce Lens nel ruolo di esterno destro nel tridente offensivo. Con l'ingresso dell'ala del Feyenoord, il numero di giocatori del club di Rotterdam sale a 4 (ma crescerà ulteriormente all'86', quando Clasie prenderà il posto di De Guzman) ed è festa particolare quando, a poco più di cinque minuti dal termine, il numero 17 riceve palla da posizione defilata e, in tutta calma, batte Pareiko, andando a siglare il goal numero 1500 della nazionale olandese in competizioni ufficiali.
Finisce, così, 3 a 0 una partita decisamente poco brillante, da parte degli arancioni, che fanno valere il tasso tecnico superiore pur avendo faticato a sbloccare il risultato. Luci ed ombre, quindi, che non pesano troppo, considerato il contemporaneo pareggio tra Ungheria e Romania, ovvero le due squadre che inseguono, in classifica, l'Olanda di Van Gaal, chiamata, già martedì 26 marzo, alla sfida contro la Romania.

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