L'Ajax si aggiudica il klassieker in rimonta. Proteste e recriminazioni del Feyenoord per un rigore generoso concesso da Kuipers

La straordinaria coreografia dei tifosi dell'Ajax [fonte: twitter.com]
Come di consueto, da alcuni anni a questa parte, il Klassieker numero 166 della storia del calcio olandese si disputa in presenza dei soli tifosi di casa. L'Amsterdam ArenA, come di consueto in occasioni importanti come questa, è gremita e pronta a sostenere i propri beniamini, chiamati ad inseguire il PSV Eindhoven, vittorioso tre volte su tre, dopo l'inatteso stop contro l'AZ Alkmaar.
Senza Van Rhijn, squalificato dopo l'espulsione ottenuta nel secondo turno di campionato, Frank de Boer affida il ruolo di terzino destro al giovane Ruben Ligeon. Assente giustificato anche Siem de Jong, alle prese con un collasso polmonare ad inizio settimana. In assenza del capitano, il suo ruolo a centrocampo viene ricoperto dal danese Schone, vero e proprio dodicesimo uomo di questa squadra. Bojan e Fischer affiancano Sigthorsson in avanti.
Koeman, dal canto suo, è costretto a schierare sulla fascia destra il diciannovenne Sven Van Beek, chiamato a sostituire Janmaat ed a tenere a bada un cliente scomodo come Viktor Fischer. Al centro della difesa, senza De Vrij, i centrali sono Martins Indi e Mathijsen, con Nelom che viene riproposto titolare sulla fascia sinistra. Abbandonato il 4-3-3, l'allenatore dei Rotterdammers opta per un 4-4-2 più congeniale agli uomini a disposizione, con centrocampo a rombo e Schaken che si avvicina alla porta, affiancando Pellè in attacco. Solo panchina per il neo arrivato Armenteros, giunto in prestito dall'Anderlecht.


La gara si sblocca subito, con Pellè lesto ad approfittare di un pallone che danza a pochi passi dalla porta difesa da Vermeer. Da rivedere la difesa dell'Ajax, che nell'occasione non si preoccupa dell'uomo più pericoloso degli avversari, affidandone la marcatura all'islandese Sigthorsson.
Festeggia, giustamente, l'attaccante italiano, giunto alla sua 43esima rete in 110 gare giocate nel campionato olandese.
Sulle ali dell'entusiasmo, il Feyenoord organizza alcune interessanti azioni offensive, costringendo addirittura Eriksen a ripiegare ed intervenire fallosamente, guadagnandosi un cartellino giallo per un fallo su Schaken. Dal calcio di punizione che ne scaturisce, fotocopia di quello da cui pochi minuti prima era nata la rete del Feyenoord, i Rotterdammers guadagnano un corner i cui sviluppi, però, non sono degni di nota.
Dopo un primo quarto d'ora di difficoltà, durante il quale i biancorossi di Amsterdam accusano la veemenza delle giocate del Feyenoord, la squadra di casa sale in cattedra, riuscendo finalmente ad organizzare il proprio gioco. La prima buona occasione arriva con una conclusione dalla distanza di Alderweireld, che vede il proprio violento destro respinto da Mulder. Sulla ribattuta, il tiro di Schone finisce lontanissimo dallo specchio della porta.
Eriksen e Sigthorsson provano ad impensierire il portiere avversario, ma tra imprecisione e strenua difesa degli avversari, il risultato resta invariato, con il Feyenoord che conduce la gara all'Amsterdam ArenA.
Al 29' l'episodio che cambia, e di molto, l'inerzia del match: Fischer, dalla sinistra, punta il diretto avversario e una volta in area, sull'arrivo irruento di Vormer si lascia cade, facendo si che l'arbitro Kuipers possa solo fischiare il calcio di rigore. A ben guardare, il contatto tra il giocatore del Feyenoord ed il giovane attaccante danese è praticamente inesistente, tanto che, al termine della gara, le polemiche innescate dagli uomini dei Rotterdammers saranno a dir poco piccate.
Dal dischetto si presenta Sigthorsson, la cui esecuzione è perfetta: Mulder spiazzato e risultato che torna in parità. La decisione dell'arbitro innervosisce notevolmente la squadra ospite, che colleziona nell'arco dell'azione incriminata, tra falli e proteste, ben 3 cartellini gialli.
Sei minuti dopo, è ancora l'attaccante islandese, ex AZ Alkmaar, a far esplodere l'Amsterdam Arena con un perentorio colpo di testa, imprendibile per Mulder, su cross dalla destra di Ligeon. Il pallone, indirizzato con potenza verso la porta dall'attaccante dell'Ajax batte violentemente contro la parte inferiore della traversa, prima di insaccarsi alle spalle dell'estremo difensore del Feyenoord. Bastano, allora, pochi minuti all'Ajax per rovesciare l'andamento del match grazie alla doppietta di Sightorsson, terminale offensivo che serviva come il pane ad una squadra che, l'anno scorso, senza di lui, troppo spesso aveva gettato al vento le buone azioni d'attacco prodotte.
C'è tempo anche per un palo colto, al termine di un azione confusa, da Fischer, che prova con violenza a segnare da posizione impossibile dopo aver vinto un paio di rimpalli contro i difensori avversari.
Al termine di una prima frazione che, a dispetto dei tre goal segnati, non verrà certo ricordata come una delle più esaltanti della storia dei klassieker, l'Ajax conduce dopo aver rimontato la rete iniziale di Graziano Pellè.

Nella ripresa l'Ajax prova a controllare il match, rischiando il meno possibile contro un Feyenoord che non offre grandi alternative. De Boer inaugura la girandola di cambi sostituendo l'ancora poco convincente Bojan con Danny Hoesen. Lo imita subito il collega avversario, che manda in campo il nuovo arrivato Armenteros al posto del nervoso, ma affatto incisivo, Immers e, pochi minuti dopo, inserisce Verhoek in luogo di Schaken, cambiando anche lo schieramento, che passa dalle due alle tre punte. Spazio, poi, anche a Serero (per Schone), Te Vrede (per Mathijsen) e Van der Hoorn, che debutta con la maglia dell'Ajax sostituendo Ligeon.
Nel mezzo, un brivido per Vermeer, che nulla potrebbe sul colpo di testa a distanza ravvicinata di Pellè, impreciso quel tanto che basta per far solo sussultare il pubblico di Amsterdam, e una buona parata di Mulder, che dice di no ad Hoesen, arrivato alla conclusione dopo una buona iniziativa dell'ottimo Ligeon.
La gara si chiude, dopo quattro minuti di recupero, con l'intervento di Vermeer, che fa suo il pallone sul calcio di punizione di Vormer nonostante la massiccia presenza di giocatori del Feyenoord nell'area di rigore dell'Ajax.

Il triplice fischio di Kuipers condanna il Feyenoord all'amara realtà: mai, nella sua storia, il club di Rotterdam aveva iniziato così male un campionato. Tre sconfitte su tre sono uno score che deve far seriamente riflettere Koeman ed il suo staff, la cui unica soddisfazione può essere dettata dal netto miglioramento della sua squadra, almeno in termini di prestazioni.
D'altro canto, può sorridere Frank de Boer, che deve rincorrere il PSV, consapevole, però, di aver già affrontato due gare (contro AZ e Feyenoord) decisamente complicate. Le cattive notizie, invece, potrebbero arrivare dall'infermeria: controlli, a fine gara, per Alderweireld, che avrebbe accusato una lesione al timpano dopo uno scontro di gioco.

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