Brasile 2014: tappa d’intramezzo o anno rivoluzionario?

L'Olanda di Van Gaal
Terminate le fasi di qualificazione, superate brillantemente, sembra quasi impossibile non pensare ad una edizione dei Mondiali FIFA esaltante come quella che si terrà nel paese sudamericano.
Nella fattispecie gli accaniti sostenitori degli Oranje si domandano in che condizioni la nazionale olandese arriverà alla Coppa del Mondo? Lo smacco di Euro 2012 è indelebile: 3 partite e 0 punti. I campionati europei giocatesi in Polonia e Ucraina hanno messo fine al ciclo Van Maarwijk. L'ex commissario tecnico della nazionale olandese ha dato a questa nazionale qualcosa che gli Oranje non avevano mai avuto: la concretezza. Purtroppo questa non basta e così, complice il gioco orribile e tedioso giocato dai tulipani nei mondiali in Sud Africa e nei sopracitati campionati europei, il buon van Maarwijk ha rimediato un sacrosanto, quanto liquidante: “ Tot ziens, Bert!” dalla KNVB.
L’era Van Gaal sembra quella della rinascita: finalmente lasciati a casa fossili come Bouma, estirpati terzini di dubbio gusto come Braahfield, l'ex allenatore di Ajax, Barcellona, AZ e Bayern ha dato una sterzata allo spogliatoio e le cose sono tornate a funzionare, laddove la dilaniante disputa fra Ajaced e Rotterdamers lacera la selezione olandese dalla notte dei tempi.
Louis, vecchia volpe, ha osato ed ha avuto ragione su tutti. Dopo una disastrosa amichevole con gli odiati cugini belgi, Van Gaal punta su De Vrij e Martins Indi come coppia centrale, vincendo la scommessa, perchè i due si completano a meraviglia: De Vrij imposta come un centrocampista e Martins Indi è implacabile in copertura (ringraziamo il Portogallo per questo gioiello). Nemmeno i terzini di Bert rappresentavano una garanzia e così fuori van der Wiel, per la sacrosanta regola del “Non giochi, non vieni convocato”, a cui sono subentrati inizialmente van Rhijn e poi un impressionante Janmaat. Tra gli epurati, almeno inizialmente, c'è stato anche Jetro Willems, scalzato sull'out sinistro dalla crescita esponenziale di Daley Blind, ora titolare fisso per quel ruolo, come più volte specificato dallo stesso Van Gaal.
Il selezionatore della nazionale olandese ha architettato una difesa ferrea con doti offensive e di giovane età. 

Il capitolo estremo difensore è ancora in corso: Krul è una sicurezza fra i pali, ma non sa impostare e questa stagione è stato tormentato da infortuni di vario genere. Vermeer, o successivamente Cillessen, è un buon secondo portiere, ma nulla di più. Vorm è invisibile per Van Gaal, ma perchè non dare un’opportunità all’estremo difensore degli Swans?
La disputa si chiude con Stekelenburg (ci sarebbe anche Zoet, ma lo ritengo troppo giovane per essere titolare in nazionale), reduce da una brutta avventura in Serie A prima di trasferirsi al Fulham. Roma ha fatto male a Marteen, il quale, stando a Van Gaal, deve ritrovare se stesso. Forse l’aria londinese potrà fare, ancora una volta, dopo quanto accaduto con Edwin van der Sar, miracoli.
Il centrocampo è ricco di alternative: Strootman è una certezza e, insignito della fascia di capitano, rappresenta il cardine del centrocampo arancione. Il centrocampista della Roma, ha il difetto di essere forse un po’ lento, ma è dotato di un furore agonistico quasi senza eguali. Il compagno di mediana si deve scegliere fra 3 nomi: Nigel de Jong, recuperato dalla lista dei fedelissimi di Van Marwijk, Clasie, buon sinistro e grinta da vendere, o Fer, fisico e geometrie. 
Premettendo che il buon Van Ginkel è tagliato fuori dalla corsa per il brutto infortunio subito recentemente, la scelta dovrebbe ricadere sul milanista De Jong, apparso quasi indispensabile per comporre la linea di rottura insieme a Strootman. Per quanto riguarda le riserve, Fer ha dimostrato eccellenti qualità, ma Clasie lo precede nelle gerarchie e nelle preferenze del ex tecnico del Bayern Monaco. 
Non può essere dimenticato neanche Jonathan De Guzman, che ha conquistato la grazia del tecnico Oranje, giocando spesso da titolare nelle ultime partite dell’arancia meccanica

Per il posto di trequartista ci sono tanti interrogativi: praticamente fuori dalla lista è Adam Maher, la cui scelta rappresenterebbe un autentico azzardo in quanto, pur trattandosi di un talento cristallino, fiore all’occhiello di questa sfornata di talenti, ma giocarsi un mondiale da titolare a 21 anni è forse un po’ troppo anche per lui. La sicurezza, invece, sembra essere Rafael Van der Vaart, protagonista di buone gare in nazionale e "libero" dai problemi relativi alle vicende extra calcistiche che lo legano all’ex signora Bouhlaroz, perché per sua fortuna Khalid, denominato “Il cannibale” a Stamford Bridge, fa parte degli epurati di Van Gaal. L'ultima ipotesi è quella di Sneijder, che sembra aver perso tutta la classe di tre anni fa, facendosi riconoscere più per i tanti tweet che per le idee o il gioco. La speranza è che un trasferimento al Chelsea, dove troverebbe il vate Mourinho, possa ricondurlo ai fasti del triplete interista. Siem De Jong può essere un’alternativa a partita in corso, ma al momento è chiuso dall'agguerritissima concorrenza e, per lui, sarebbe quasi più facile trovare un posto tra gli attaccanti.

Proprio il capitolo attacco è quello che preoccupa, paradossalmente, di più. Di certo c’è Robin van Persie, cecchino implacabile, sfortunato in Champions, ma mattatore in Premier League. Il sostituto in corso è l’incognita più grande: van Wolfswinkel, acquisto di lusso dei Canaries? Bas Dost, autore di una dignitosa stagione con il Wolfsburg? O il deludente Luuk de Jong? L'infortunio di Huntelaar rischia di fargli saltare il mondiale e, stando così le cose, non è improbabile che il ruolo venga assunto dal sopracitato Siem de Jong, capitano dell'Ajax nonchè unico dei calciatori nella lista ad aver mantenuto una buona media-voto. Probabile che la sua scelta di restare all'Ajax quest'ultima stagione sia stata dettata proprio dal fatto di volersi giocare un posto al mondiale, evitando l'impatto con gli atri campionati accusato dai colleghi.

Chiudiamo con gli esterni, partendo da quelli che sembrano essere i titolari per la competizione brasiliana: Arjen Robben è stato indicato, insieme a Strootman e van Persie, come uno dei tre calciatori che sicuramente saranno in Brasile a partire dal prossimo giugno. Qualche cross in più e qualche accentramento in meno posso fare il bene dei tulipani, anche se Arjen, bollato come “eterno secondo” ed infortuni permettendo, con “la mossa che tutti conoscono”, ma nessuno alla fine riesce a fermare, è pronto a prendersi quella coppa persa, proprio per un suo errore a tu per tu con Casillas, quasi quattro anni fa.
Sull'out opposto, ma pronto a scambiarsi di fascia per fare ammattire gli avversari, dovrebbe esserci Jeremain Lens, rimasto titolare anche dopo il suo trasferimento alla Dinamo Kyev. Kuyt è in nazionale per fare da chioccia e la sua assenza ai mondiali non mi stupirebbe, come non resterei sorpreso di vedere fra le fila dei 23 convocati un “vecchiaccio” come Ruben Schaken, 32 anni, classico giocatore che scopre di essere devastante dopo i 30 anni (vedi Di Natale). Ipotesi suggestiva, anche se piuttosto irrealizzabile, è quella relativa a Memphis Depay, anch'egli troppo giovane per andarsi a giocare una competizione di tale livello. Improbabile, nonostante sia stato convocato per le amichevoli contro Giappone e Colombia, anche l'inserimento di Narsingh tra i 23 della spedizione brasiliana. L'ala del PSV doveva scoppiare questa stagione, ma purtroppo l’ex Heerenveen, dopo una positiva prima parte di stagione, l'anno scorso ha subito un grave infortunio che ne ha minato l'esplosione. 

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