L'Ajax pareggia all'esordio in Champions contro il PSG milionario. Schone, su punizione, risponde a Cavani


Guadagna un punto insperato, alla sua prima in Champions League quest'anno, l'Ajax di Frank de Boer, che regge e limita i danni durante la prima ora di gioco prima di pareggiare e rischiare di vincere una gara che il PSG ha gettato via per colpa di tanta imprecisione ed un pizzico di superbia.
All'Amsterdam ArenA, gremita come al solito in queste occasioni, i parigini di Blanc cercano immediatamente di fare loro la partita, cercando di far valere il tasso tecnico superiore e, soprattutto, i tanti milioni di euro investiti negli ultimi anni a fronte delle operazioni low-cost di Overmars, direttore sportivo dei padroni di casa.

Frank de Boer cerca di affidarsi all'esperienza, lasciando in panchina il giovane El Ghazi e Milik, autore di una doppietta nell'ultimo turno di campionato. Al loro posto, dal primo minuto, ci sono Lucas Andersen e Sigthòrsson, a comporre il tridente offensivo insieme a Lasse Schone.

La gara, almeno nella prima frazione, risulta piuttosto bloccata e, se non fosse per un grave errore di Boilesen, che sbaglia un facile disimpegno, si potrebbe andare al riposo a reti inviolate.
Il giovane terzino danese, però, la combina grossa, agevolando Lucas che cerca e trova, al centro dell'area, Zlatan Ibrahimovic, ex di lusso della partita (insieme a Maxwell e van der Wiel). Lo svedese spara a colpo sicuro ma Veltman gli nega la gioia del goal con un intervento in spaccata in extremis. Sulla ribattuta, poi, arriva Edinson Cavani, che trova facilmente la rete dell'1 a 0.


La ripresa inizia con un cambio tra le fila dell'Ajax: fuori Viergever, schierato in mediana, e dentro al suo posto il nuovo arrivato Zimling, chiamato a svolgere il ruolo di filtro a centrocampo meglio del compagno di squadra. Il PSG attacca con decisione e sfiora a più riprese il raddoppio con Ibrahimovic e Lucas.
Ancora una volta, però, il vecchio detto "goal sbagliato, goal subito" si rivela veritiero e beffardo per i parigini, che pagano una indecisione di Sirigu su calcio da fermo dell'oramai sempre più decisivo Lasse Schone. Dalla lunetta, il destro del centrocampista danese è, si, velenoso, ma è macroscopico l'errore dell'estremo difensore italiano in occasione dell'1 a 1 che fa esplodere l'Amsterdam ArenA.
Proprio Schone, pochi minuti dopo, sfiora il colpo grosso con un nuovo calcio da fermo: diversa la modalità di esecuzione (calcio potente) e diverso il palo (stavolta il destro) e, purtroppo per noi tifosi, diverso l'esito, visto che un tocco di Sirigu devia il pallone contro il palo, lasciandoci pieni di rimpianti.

Il risultato, in fin dei conti, può confortare l'animo degli ajacidi. Se i due impegni contro l'APOEL dovessero essere affrontati con la giusta caparbietà, si potrebbero prospettare anche 7 punti al termine della fase a gironi. E se il Barcellona, come nella scorsa edizione di Champions League, dovesse concedere qualcosa in virtù di un vecchio legame di "amicizia", nulla sarebbe scontato.


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