Messi e Neymar affondano l'Ajax. Di Anwar El Ghazi l'unico goal biancorosso nel 3 a 1 finale


In una giornata storica per la Champions League, visto che mai si era segnato tanto in una sola tranche di incontri, l'Ajax al Camp Nou rischia l'imbarcata ma esce, dal tempio blaugrana, con un risultato non troppo pesante.
Il 3 a 1 finale, infatti, è netto e conferma quanto mai si era messo in dubbio: tra le due squadre scese in campo ieri sera, di fatto, c'è un abisso. "Il Barcellona è una squadra composta da tanti campioni, mentre noi siamo una squadra composta da futuri campioni". Frank de Boer ha sintetizzato il concetto così, e nulla gli si può controbattere.


Ajax e Barcellona hanno una storia che si intreccia. Non è un mistero che i blaugrana si siano ispirati, nella loro filosofia (che oggi rappresenta l'essenza del club) al grande Ajax, ma oggi appare chiaro che l'allievo ha superato il maestro. Presentarsi al cospetto di Lionel Messi e compagni non è mai facile, ma lo è ancor di meno quando la media età della formazione iniziale è di 24 anni (destinata ad abbassarsi a 22,7 con gli ingressi di El Ghazi, Riedewald e Milik) e l'uomo con più esperienza si chiama Zimling, che in campionato non è neanche titolare.

Frank de Boer, per la serata di gala al Camp Nou, ha leggermente modificato il 4-3-3 d'ordinanza, schierando i suoi ragazzi con uno schema più simile ad un 4-4-2, con Kishna al fianco di Sigthòrsson e Schone qualche metro più indietro, a dar man forte ai compagni di squadra, nel tentativo (vano) di creare una doppia cerniera per limitare le iniziative dei padroni di casa.
Il centrocampo è stato il reparto che, sin dai primi minuti, più ha sofferto la magnificenza del Barça. In campionato, chi segue l'Ajax ha spesso notato una certa fragilità difensiva, resa, ieri sera, ancora più evidente dallo scarso filtro che la linea mediana ha operato.

Messi, Rakitic, Pedro e Neymar hanno avuto vita fin troppo facile contro i rispettivi avversari, e se il risultato alla mezz'ora era solo sul 2 a 0, grazie alle reti di Neymar e Messi, gli ajacied devono ritenersi fortunati.

Ma se difensivamente l'Ajax è stato totalmente alla mercè degli avversari, per quanto riguarda la fase offensiva i biancorossi sono stati impalpabili per gran parte della partita. Le statistiche parlano di soli 3 tiri (da fuori area) e 2 calci d'angolo nel primo tempo, con Sigthòrsson apparso avulso dal gioco, mentre Kishna è stato oscurato da Piquè e Dani Alves.
Un raggio di luce si è avuto nel secondo tempo, anche grazie all'abbassarsi dei ritmi ed ai cambi operati da De Boer, che ha inserito El Ghazi per Sigthòrsson, Milik per Kishna e Riedewald, in campo per la seconda volta dopo aver esordito contro i dilettanti dello JOS Watergraafsmeer, per il pessimo Zimling. 

I nuovi entrati, infatti, hanno propiziato la rete che ha accorciato momentaneamente le distanze: palla in profondità di Riedewald per Milik, la cui conclusione è stata ribattuta da Ter Stegen, che nulla ha potuto sul tap-in di El Ghazi. 
L'attaccante diciannovenne è stato tra i più propositivi della partita, nonostante i pochi minuti a disposizione. Prima del goal ha servito un bell'assist a Klaassen, mentre pochi minuti dopo ha sfiorato il raddoppio, vedendosi stoppare la palla in extremis da Jordi Alba, abilissimo nel recupero del pallone.

Per la cronaca, proprio quando l'Ajax sembrava crederci di più, il Barcellona ha segnato la rete del 3 a 1 con Sandro, quasi a voler rimettere a posto i ragazzini dell'Ajax, ora sempre più lontano dalla qualificazione al prossimo turno.

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