Ad Eindhoven l'Ajax doma il PSV. Boeren KO ma con 11 punti di vantaggio in classifica


La grande sfida non è andata come ci si aspettava. Il PSV Eindhoven, padrone assoluto del campionato, inciampa tra le mura amiche contro un Ajax letteralmente rinato dopo le scialbe prestazioni delle scorse settimane.
Frank de Boer lascia Schone in panchina, preferendo al danese i più dinamici El Ghazi e Kishna. A centrocampo, il consueto trio è formato da Klaassen, Serero e Bazoer, giovane che l'Ajax ha strappato al PSV al termine di una chiacchierata operazione di mercato. Non a caso, il centrocampista classe 1996 è tra i più fischiati dal pubblico del Philips Stadion.
I padroni di casa, chiamati a confermare la vittoria nel girone d'andata, quando si imposero per 3 a 1 in rimonta, giocano con i favori del pronostico e supportati dall'intero stadio. Cocu non ha Rekik a disposizione e, perciò, schiera il francese Isimat-Mirin a far coppia con Bruma con lo speciale compito di tener d'occhio Milik, autore di 4 goal nelle ultime 3 partite.

Come era logico aspettarsi, i boeren provano subito a fare il proprio gioco, fatto di tanta intensità e cercando di trovare i tagli di Depay e Narsingh. Negli ultimi venti metri, Luuk de Jong, calato a meraviglia nel ruolo di pivot, fa a sportellate con Viergever ed il ritrovato Veltman, chiamati spesso ad intervenire duramente per frenare l'impeto degli avversari.
Ne esce fuori una partita tosta, giocata ad un ritmo alto che l'Ajax sembra non poter reggere a lungo. Cillessen è sicuro nei propri interventi e gli uomini della retroguardia ajacide fanno un buon lavoro per limitare gli attaccanti del PSV e, quando necessario, non esitano a spazzare via il pallone.
Nel momento più buio della propria gara, l'Ajax trova il goal che cambia il destino del match: El Ghazi sfrutta la scarsa propensione a difendere di Willems e calibra un cross che Kishna, fuori dal match fino ad allora, deve solo mettere in rete.

Il goal cambia, ovviamente, volto alla gara. Dalla mezz'ora fino all'intervallo, forte del proprio vantaggio l'Ajax cerca di addormentare il match, evitando di far prendere il pallino del gioco al PSV. Depay, l'uomo più atteso, prova a risolvere da solo la partita, svariando su tutta la trequarti e dimostrandosi completo anche nell'occupare, intelligentemente e proficuamente, zone del campo che non gli competono.
Nonostante ciò, il vantaggio dell'Ajax resiste anche nel corso di gran parte della ripresa, tanto che Frank de Boer prova a non cambiare nulla della sua squadra per paura che possa influenzare il risultato finale. Il PSV attacca in maniera costante ma infruttuosa, perchè stavolta la cintura difensiva composta da Bazoer e Serero riesce a tamponare le lacune della retroguardia.

La sfortuna, però, si mette di mezzo tra l'Ajax e la vittoria, costringendo Milik ad abbandonare il campo anzitempo: per lui un infortunio al bicipite femorale, la cui entità si scoprirà domani. Naturale, allora, l'ingresso in campo di Schone, il grande escluso dalla formazione titolare. Il danese si rende subito protagonista con una punizione da manuale che impatta contro la parte bassa della traversa a Zoet battuto. Il pallone rimbalza al di qua della linea e grazia i padroni di casa, che sull'immediato contropiede trovano il goal del pareggio con Luuk de Jong, arrivato alla quindicesima rete in campionato (insieme al compagno Depay).
L'equilibrio, però, dura poco, perchè è ancora Schone, cinque minuti dopo e sempre su punizione, a portare l'Ajax nuovamente in vantaggio, prima del definitivo 3 a 1 firmato da El Ghazi a tempo scaduto. In mezzo, l'occasionissima per il pareggio capitata sulla testa di Wijnaldum, che si vede evitare il goal da Bazoer, appostato sulla linea di porta.

Seppur inferiore rispetto al PSV durante tutta la stagione, l'Ajax ha dimostrato oggi che gli 11 punti in classifica di distacco dai boeren non sono del tutto meritati. La squadra di Cocu, che già l'anno scorso ha buttato al vento uno splendido inizio di stagione, ha senza dubbio un gruppo più forte sulla carta, ma forse arrivato al suo picco: Wijnaldum e, soprattutto, Depay, lasceranno l'Olanda quest'estate, mentre Rekik e Guardado sono arrivati in prestito e difficilmente faranno parte della rosa nella stagione 2015/16. Ad Amsterdam, invece, i tifosi possono dormire sonni tranquilli. De Boer ha confermato di voler rimanere ancora un anno, in modo tale da poter guidare una squadra con destinata a crescere in maniera esponenziale e, soprattutto, senza calciatori insostituibili ed in odor di addio.

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