I talenti del calcio olandese: Kevin Diks, gioiello della difesa del Vitesse


Il 2015 del Vitesse sembrava essere iniziato nel peggiore dei modi. I gialloneri di Arnhem, nel giro di dieci giorni, hanno subito tre pesanti sconfitte tra campionato e Coppa d'Olanda, incassando 9 goal (a cui vanno aggiunti i 5 subiti dall'Anderlecht in amichevole) e raccogliendo tante critiche per il gioco espresso, apparso privo di appeal e carico di lacune. La svolta è arrivata l'1 febbraio, quando al GelreDome i ragazzi di Bosz hanno saputo imporsi sull'Ajax per 1 a 0. Da allora, il Vitesse non ha più sbagliato una partita, vincendo tutti i successivi 5 incontri ed avvicinandosi sensibilmente ai piani alti della classifica di Eredivisie. 


Complice di questi risultati è stata anche la straordinaria tenuta della difesa (2 goal subiti nelle ultime 6 partite) che ha tra i suoi interpreti Kevin Diks, giovane talento olandese, che Bosz ha deciso di schierare da titolare proprio a partire dalla gara contro l'Ajax. 

Nato il 6 ottobre 1996, ad Apeldoorn, Kevin ha mosso i primi passi da calciatore nel VIOS Vaassen, piccolo club amatoriale che si allenava vicino a dove viveva la famiglia Diks. Di lui si inizia a parlare subito bene, tanto che l'AGOVV, il club maggiore della città della Gheldria, lo convince ad entrare nei propri ranghi. Il club dei blauw-wit fallirà ufficialmente di esistere di li a poco, ma il suo nome sopravvive grazie alla fusione tra le accademie giovanili di Vitesse ed AGOVV, unite in una sorta di gemellaggio che permette ai calciatori migliori di approdare tra le aquile giallonere. 

Difensore tatticamente molto bravo, tanto che a guardarlo in campo non si direbbe appena maggiorenne, Diks si è fatto apprezzare dal suo allenatore per saper alternare le proposizioni offensive ad una solidità non indifferente in fase di copertura. Bravissimo in marcatura, il ragazzo di Apeldoorn, che al Vitesse gioca con la casacca numero 40, è fondamentalmente un terzino di spinta, il cui gioco è fatto di spettacolari sgroppate sulla fascia, pur sapendo coprire egregiamente la propria porzione di campo. Le parole ed i consigli di capitan Kashia, suo mentore insieme ad Edward Sturing (coordinatore delle selezioni giovanili del Vitesse), hanno sicuramente aiutato il diciottenne a migliorare la propria fase difensiva.
Bosz gli ha dato fiducia e lui l'ha ripagata con prestazioni al di sopra di ogni aspettativa, finendo col relegare in panchina il più quotato Wallace, brasiliano di proprietà del Chelsea (passato anche per l'Inter, ma senza lasciare il segno). 
Dopo il debutto in prima squadra, è arrivato anche quello con l'Under 19 olandese, selezione allenata da Aaron Winter e che è storicamente ricca di talenti che hanno già un posto in prima squadra in Olanda.

Un punto che è decisamente a favore di Diks, e che lascia ben sperare la dirigenza del Vitesse, è la sua struttura fisica: per avere appena compiuto 18 anni, il ragazzo ha un fisico ben definito e che lo rende già piuttosto difficile da superare. Non è un caso se in tutte le gare che ha giocato, dal suo lato gli avversari hanno toccato pochissimi palloni, costantemente anticipati dall'esplosività di Diks.
L'augurio è che non si ripeta la storia che ha visto protagonista Leerdam, tra i migliori nel suo ruolo lo scorso anno e, durante questa stagione, spesso solo comparsa che si accomoda per lo più in panchina. Stando alle prospettive, il pericolo dovrebbe essere scampato. perchè dopo avergli regalato un posto da titolare, Bosz ha insistito per fargli firmare un rinnovo del contratto fino al 2018. Se la crescita di Diks dovesse proseguire nel migliore dei modi, e se le sue prestazioni dovessero continuare ad essere da applausi, trattenerlo per altri 3 anni ad Arnhem sarà molto difficile.


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