Il presunto complotto dietro il rinvio di Heerenveen-PSV

La straordinaria ondata di gelo che ha colpito l'Olanda negli ultimi giorni del 2009 è stata la causa principale del rinvio di alcune partite dell'ultima giornata di campionato, di fatto disputata a metà, nonchè di una partita di coppa, quella tra Heerenveen e PSV (leggi qui il post).
Il ghiaccio sugli spalti ed il grande quantitativo di neve sul tetto dello stadio sono state indicate, dalla KNVB, come causa principale dell'alt imposto alle due squadre, che dovranno a questo attendere metà gennaio per sfidarsi. La decisione della federazione è stata presa dopo che la protezione civile e la polizia hanno verificato l'alto rischio per l'incolumità degli spettatori, minacciati da grandi cumuli di neve che avrebbero potuto far crollare i pannelli del tetto.
Le proteste da parte dei dirigenti del PSV non si sono fatte attendere: Jan Reker, direttore generale della squadra di Eindhoven pronto a lasciare la Brabante settentrionale a fine anno, non ha ottenuto valide risposte sul perchè la partita sia stata rinviata all'ultimo minuto, costringendo la squadra a tornare alla base dopo un lungo e faticoso viaggio in autobus attraverso tutta l'Olanda.

I media olandesi, soprattutto quelli minori e più vicini alla squadra sponsorizzata Philips, non hanno perso occasione di parlare di complotto, un pò come è accaduto in Italia per la partita Genoa-Bari.
L'Heerenveen, in effetti, aveva molte ragioni per essere interessata al rinvio del match. I frisoni, a mio avviso, vanno considerati come una squadra in convalescenza, uscita da una lunga malattia che ha portato solo 17 punti in altrettante partite. Il 17, numero sfortunato per antonomasia, perseguita gli uomini di de Jonge, capaci si segnare in media un goal a partita, che in totale significa 17 goal fatti
(a fronte di 30 subiti). Il postporre la partita di coppa d'Olanda, allora, può garantire ai biancoblu di raggiungere uno stato di forma migliore. Un esempio? Il rientro di Vayrynen (nella foto, con la maglia della nazionale finlandese), vero e proprio faro della squadra con un passato proprio tra le fila del PSV, ha comportato un netto miglioramento del gioco dell'Heerenveen, cui però ancora non sono seguiti i risultati. La sua creatività può essere di grande aiuto nel cercare di proseguire il cammino in Coppa d'Olanda.
Disputare la gara a gennaio significa anche dare più tempo a Jan de Jonge, che ha sostituito Trond Sollied sulla panchina dell'Heerenveen ad agosto, per fissare nelle menti dei giocatori i suoi schemi. La prima parte di campionato, infatti, è stata molto caotica e piena di impegni. I giocatori hanno sofferto il cambio di panchina ed una serie di sconfitte sfortunate li ha fatti cadere in una crisi psicologica che può essere guarita solo dal tempo ed, ovviamente, dai risultati. De Jonge, quindi, potrà avere anche più tempo per lavorare sulla psiche di giocatori come Paulo Henrique o Tarik Elyounoussi , apparsi bloccati ed incapaci di ricambiare la fiducia datagli dalla società.


Ma l'aver rinviato la partita a metà gennaio significa anche avere la possibilità di aspettare il mercato invernale. In quindici giorni, infatti, non è da escludere l'arrivo di rinforzi in casa Heerenveen (si parla di un probabile arrivo di Wielaert e Simons, rispettivamente da Ajax e PSV, mentre pare fatto l'acquisto di Haglund, ventiduenne centrocampista svedese del Brommapojkarna) così come possono giungere allettanti proposte al PSV per i gioielli Afellay e Dzsudzsàk, la cui partenza significherebbe un netto indebolimento per gli uomini di Rutten.


Le argomentazioni, quindi, per credere in questa teoria del complotto, che vedrebbe tra i protagonisti la dirigenza dell'Heerenveen, la municipalità della cittadina della Frisia e la protezione civile olandese, sono queste. A voi il giudizio.

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