Calcio violento - il movimento hooligan in Olanda negli anni 80

I tifosi non risparmiavano neanche i giocatori in campo. In foto, un momento di Ajax-PSV del 1982
Gli anni ottanta restano, per definizione, quelli più tristemente memorabili per quanto riguarda la violenza negli stadi.
Le numerose trasferte dei club inglesi nel continente, per via delle coppe europee, coincidono con l'esodo dei tanti fan d'oltremanica nei paesi al di là del canale.
Ovviamente, non viene risparmiata l'Olanda, ancora scioccata per quanto avvenuto a Rotterdam in occasione della finale di Coppa UEFA del 1974.
Nel settembre '81, in occasione del ritorno del Tottenham in Olanda dopo gli incidenti di Rotterdam, avvenuti 7 anni prima. i tifosi degli Spurs arrivarono ad Amsterdam per seguire la propria squadra, impegnata in una gara di Coppa delle Coppe contro i padroni di casa dell'Ajax. La partita, per la cronaca, viene vinta per 3 a 1 dagli inglesi, ma ben altri numeri si contano alla fine della partita.
La gente, in Olanda, pare non aver dimenticato cosa successo in occasione della precedente visita degli Yids del Tottenham e l'F-Side dell'Ajax, per dimostrare di non essere da meno rispetto ai rivali del Feyenoord, dà vita a quella che sembra una guerriglia urbana, alla fine della quale 25 inglesi verranno arrestati e molti altri portati in ospedale per ferite da arma da taglio.


Tafferugli tra tifosi durante un AZ - Ajax nel 1982

Vuoi leggere delle origini della violenza dei tifosi in Olanda? Torna al 1970, leggendo il nostro speciale sul movimento hooligan in Olanda negli anni 70


Attraversando il Mar del Nord, gli inglesi esportano in Olanda anche il loro stile ed influenzano fortemente numerosi gruppi di tifosi: a partire dagli anni 80, infatti, a Rotterdam, Den Haag e Groningen le tifoserie iniziano ad abbracciare la sottocultura skinhead
La rivendicazione delle origini nella classe lavoratrice, oltre ad un reciproco rispetto con i famosi Bushwackers del Millwall o gli Headhunters del Chelsea, inizia a caratterizzare fortemente solo tifosi di alcune città, mentre nessuno sembra rimanere imperturbabile davanti allo stile casual, che attecchisce profondamente tra i supporter dell'intero paese. 

Ma attenzione, perchè se con un occhio gli olandesi guardavano con ammirazione alla vicina Inghilterra, l'altro era fisso su ciò che accadeva in Italia: il trasferimento in Serie A dei più famosi calciatori olandesi, amplifica l'interesse delle varie sides per il calcio italiano.
I gruppi ultras olandesi iniziano ad usare spesso lo "stile di tifo" italiano, caratterizzato dal largo uso di fumogeni e bengala e dalla buona convivenza con lo spettatore "pacifico" e non è raro, ancora oggi, vedere alcuni striscioni, negli stadi di Eredivisie ed Eerstedivisie, esporre la parola "tifosi".  
Anche per quanto riguarda l'abbigliamento, è forte l'influenza italiana sui tifosi olandesi, che indossano sempre più spesso le tute da allenamento delle squadre italiane, soprattutto del Milan di Rijkaard, Van Basten e Gullit.  

L'ondata casual che investe l'Olanda, tuttavia, non attenua la violenza, che infuria sugli spalti di tutti gli stadi. Nella primavera del 1982, a Den Haag, in seguito alla retrocessione dell'FC Den Haag in Eerstedivisie, viene appiccato un incendio nelle tribune dello stadio Zuiderpark, risalenti al lontano 1928. Sono "imprese" come queste a rendere la North Side del Den Haag uno dei gruppi di tifosi più temuti e rispettati dell'intero panorama ultras europeo. Non c'è trasferta che non faccia contare danni o scontri con i rivali, i cui più acerrimi, manco a dirlo, sono a Rotterdam e ad Amsterdam. 
Alla ripresa del campionato, in occasione del primo viaggio verso la vicina Rotterdam, i North-Side si scontrano con la frangia più estrema dei tifosi dell'Excelsior durante la partita di campionato. Il match viene sospeso ed i giocatori sono costretti a rifugiarsi negli spogliatoi. Al termine dei tafferugli, il sindaco della famosa città portuale chiede che ai North-Side venga impedito l'accesso a Rotterdam a tempo indeterminato. 
Se lontani da casa i supporter gialloverdi sembravano non avere freni, niente impediva loro di intimidire le tifoserie avversarie tra le mura amiche!


Tifosi in marcia, scortati dalla Politie, a Den Haag
Alcuni anni dopo l'incendio dello Zuiderpark, nel 1987 la partita tra i padroni di casa dell'ADO e l'Ajax viene interrotta a causa di una furibonda rissa sugli spalti. Quasi 50 feriti, alcuni dei quali in gravissime condizioni, determinano l'intervento col pugno di ferro delle autorità: l'ingresso del pubblico al settore Nord dello stadio Zuiderpark verrà bandito per un lungo periodo.  
Per la prima volta, in Olanda, si decide di utilizzare quella che possiamo definire come l'antenata della tessera del tifoso. Il governo olandese decise di investire soldi e risorse per installare dei tornelli computerizzati allo Zuiderpark, di modo da poter controllare l'accesso all'impianto. Il tentativo, però, va a vuoto, perchè i tifosi dell'ADO non gradiscono il fatto di essere controllati e distrggono i nuovi tornelli, ripetendo gli atti di vandalismo a più riprese, tanto da rendere inutile il provvedimento delle autorità. 

Le intemperanze non accennarono a placarsi neanche a Rotterdam, dove si assiste, sette anni dopo la finale di Coppa Uefa, a violentissimi scontri in occasione del match Feyenoord-Tottenham. Per via di un errore (voluto? Forse...) i Vak-S e parte del pubblico inglese si ritrovano nello stesso settore dello stadio. Armati di coltelli e bottiglie, gli olandesi sono intenzionati a vendicarsi per quanto accaduto nel precedente incontro di Coppa UEFA e lo fanno nella maniera più atroce, ferendo oltre cento persone. Alcuni spettatori inglesi vengono addirittura scaraventati giù dal secondo anello del Feyenoord Stadion. 
Le immagini degli scontri sugli spalti di Rotterdam fanno il giro del mondo e presentano gli hooligan del Feyenoord come tra i più feroci dell'intero continente, capaci addirittura di sopraffare gli inglesi, reputati "maestri" di questa "arte" fino ad allora. 

Anni dopo i deplorevoli fatti di Rotterdam, i tifosi olandesi si scatenarono nuovamente, costringendo l'UEFA a prendere seri provvedimenti. Stavolta il teatro delle violenze fu lo stadio De Meer di Amsterdam, che nel settembre del 1989 ospitava la gara tra i padroni di casa dell'Ajax e l'Austria Vienna, decisiva per salvare le sorti di una stagione disastrosa per i Lancieri. Stiamo parlando della famosa partita della sbarra di ferro (clicca per leggere di più) che colpì il portiere avversario, Roland Wohlfahrt, colpevole solo di difendere la porta davanti al settore occupato dall'F-Side.

Wohlfahrt, portiere dell'Austria Vienna, colpito dalla sbarra di ferro,resta dolorante  a terra. Fonte: kentudezenog.nl
Dopo le bombe artigianali lanciate sul campo durante AZ 67 - Feyenoord nel 1982 e quelle esplose sugli spalti durante un sanguinoso Den Haag - Ajax, una nuova esplosione si ebbe a Rotterdam, durante una gara di qualificazione della nazionale olandese all'Europeo, poi vinto dagli Oranje, contro Cipro.
L'ordigno scoppiò a pochi metri dal portiere della squadra ospite, con il risultato sull'1-0 per gli Oranje. L'estremo difensore cipriota, Charitou, fu costretto ad uscire in barella, ma la gara continuò regolarmente e venne vinta per 8 a 0 dalla nazionale olandese.
A bocce ferme, però, la federcalcio cipriota fece ricorso ottenendo, in primo grado, il 3-0 a tavolino che, di fatto, avrebbe eliminato l'Olanda. La sentenza di appello della Federcalcio olandese, però, sovvertì parzialmente quella di primo grado e così l'Olanda ottenne la ripetizione della gara, vinta poi 4-0, staccando il biglietto per le fasi finali di quell'Europeo tintosi di arancione grazie allo storico goal di Marco van Basten contro l'Unione Sovietica.


Segue: Il movimento hooligan in Olanda negli anni 90

Fonti:
www.ultras-tifo.net 
www.ohwhenthespurs.co.uk
idealionline.altervista.org/il_benelux.htm


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