Pellè ribalta il vantaggio iniziale di Lens: 2-1 Feyenoord e campionato riaperto!


Sul tragitto che porta alla conquista della ventiduesima Eredivisie della sua storia, il Psv era atteso a Rotterdam da una trasferta insidiosa. Quella di Koeman è squadra umorale e incostante, che viene da una clamorosa sconfitta a Zwolle, dove ha permesso ai derelitti padroni di casa di prendersi i tre punti e di risollevare una classifica quanto meno deficitaria.
Rispetto al 2-3 esterno l’unico cambio è il ritorno nel tridente di Schaken per Verhoek. Advocaat invece opta per uno schema molto più accorto, lasciando come unica punta Matavz e arretrando Hijemark a centrocampo rispetto alla squadra vittoriosa per 2-1 con l’Utrecht. Nell’ottica campionato sembrerebbe che anche un punto su un campo così ostico possa andare bene ai Boeren.I primi minuti scorrono alle prese con un comprensibile tatticismo, dettato anche dall’abbondante nevicata che s’abbatte sul De Kuip ( anche se il campo regge splendidamente). 


Al 27esimo la partita, che resta spigolosa, perde uno dei protagonisti più attesi:  Martins Indi resta a terra dopo uno scontro di gioco ed esce dal campo in barella. Per il terzino della nazionale Orange entra l’ex Excelsior Nelom, che avrà un impatto sicuramente meno positivo.
Boetius è la spina nel fianco per la difesa del Psv e si mostra di nuovo pericoloso al minuto numero trentuno, quando lascia un incerto Marcelo sul posto e crossa sul primo palo, coinvolgendo Waterman all’ennesima smanacciata. 
Ma come nei migliori gialli, il colpo di scena è dietro l’angolo: al 33’ il Psv passa.
Il contropiede parte da una scellerata disattenzione di Clasie, Matavz davanti a Mulder ha la freddezza di aspettare l’uscita del portiere e piazzarla dietro per l’accorrente Lens, che può festeggiare il più comodo dei suoi sigilli stagionali. Il primo tempo va in archivio con  l’atteggiamento “difensivista” e “catenacciaro” del Psv (in)giustamente premiato.

Nella ripresa, il Feyenoord alza decisamente il volume della radio, dopo che nel primo tempo si era limitato al compitino su possesso palla: dopo sessanta secondi tackle a due di Mathijsen e Clasie su Mertens, il secondo serve con una splendida palla in velocità Schaken che anticipando Marcelo batte Waterman per il pareggio.
Psv stordito dal goal, ma che avrebbe la chance di passare in vantaggio con lo stesso Mertens, ma il suo tiro è deviato in estensione da Mulder con un intervento se non  stilisticamente perfetto, efficace.
Ma il Feyenoord ha bisogno del suo giocatore più importante che nel primo tempo ha aspettato invano.
Pellè sembra aver iniziato con maggiore determinazione e da Godot si trasforma in Re Mida al minuto numero 69: si gira in un fazzoletto e fuori aria lascia partire un bel tiro a giro, piazzando la palla del 2-1.
Gol numero venti quest’anno, per il maggior bomber italiano in circolazione nei campionati europei per la stagione 2012/2013. Chi si aspetta una reazione del Psv rimane deluso: nei restanti minuti è invece il Feyenoord a legittimare il risultato, rischiando di rendere passivo per i ragazzi di Advocaat ancora più pesante.

I nervi saltano decisamente nello spogliatoio, dove al triplice fischio si scatena una baraonda che con il calcio a poco a che vedere e che vede Lens nel ruolo di  giustiziere. Le minacce restano sulla carta, i 3 punti che rimettono in corsa il Feyenoord: finchè Pellè giocherà così, non ci saranno sogni di gloria impossibili per i ragazzi di Koeman

(direttamente dal De Kuyp, il gol di Pellè che è valso la vittoria al Feyenoord)
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