Il Feyenoord si piega ad un grande Heerenveen. Quinta vittoria consecutiva per la squadra di Van Basten

Filip Djuricic, protagonista della vittoria dell'Heerenveen sul Feyenoord
Senza Graziano Pellè si interrompono i sogni di gloria del Feyenoord, che nel freddo della Frisia viene battuto da un sorprendente Heerenveen, giunto alla quinta vittoria consecutiva in campionato.
Nella gara più importante del sabato pasquale, i padroni di casa, guidati da Marco van Basten, mettono subito in luce i difetti di un Feyenoord apparso privo di idee e di mordente. Senza Pellè, fuori per squalifica, il piano B di Ronald Koeman prevede lo spostamento di Lex Immers nel ruolo di numero 10, alle spalle del duo Schaken-Boetius. La variante tattica, imposta dall'assenza del proprio attaccante principe, prevede l'avanzamento di Immers in fase di possesso palla, col conseguente allargarsi dei due attaccanti A centrocampo, con l'inserimento di Vormer in mediana, avanza il proprio raggio d'azione il giovane Vilhena. Per il resto, confermatissima la linea difensiva protagonista (Mathijsen escluso), in settimana, delle due gare della nazionale.
L'Heerenveen, mai vincente nelle ultime sei gare contro il Feyenoord, risponde con il classico 4-3-3 che prevede un tridente composto dall'islandese Finnbogason, dal serbo Djuricic e da El Ghanassy.

Supportati da un coloratissimo e chiassoso pubblico dell'Abe Lenstra Stadion, i calciatori dell'Heerenveen prendono subito in mano le redini del match. Un pressing furioso esercitato, oltre che dai tre uomini d'attacco, anche dall'interessante Marten de Roon, costringe a più riprese il Feyenoord a spazzare via il pallone per alleggerire. Sintomatici sono, allora, i due brutti rinvii di cui si rende protagonista l'estremo difensore degli ospiti Mulder, che per poco non regala palla agli avversari.
Nonostante le premesse, l'Heerenveen riesce a rendersi seriamente pericoloso solo al 34', quando Djuricic si incunea tra le linee e prova il sinistro rasoterra che trova Mulder pronto a deviare in calcio d'angolo. 
Con l'Heerenveen padrone assoluto del campo, la situazione peggiora ulteriormente per il Feyenoord, che alla mezz'ora perde Immers, infortunatosi alla caviglia dopo un brutto scontro a centrocampo con Van den Berg. Al suo posto, Koeman inserisce Verhoek, che si defila sulla fascia destra mentre Schaken scala nel ruolo di centravanti. Sotto gli occhi di Van Gaal, seduto in tribuna per assistere al match, lo stesso Schaken spreca una buona opportunità allo scadere del primo tempo, facendosi ipnotizzare dallo svedese Nordfeldt, che fa suo il pallone non senza difficoltà.

Nella ripresa i padroni di casa provano immediatamente a capitalizzare il proprio predominio tattico: è ancora Djuricic a far sussultare i tifosi sugli spalti dell'Abe Lenstra Stadion con un destro, sporcato da Martins Indi, al termine di una interessante combinazione tra il fantasista serbo, El Ghanassy e Finnbogason.
Il serbo è un autentico show: al 60' scappa via sulla sinistra e, con il suo consueto movimento, si accentra al limite dell'area, colpendo a botta sicura di collo destro. Solamente il palo si frappone fra il suo tiro e la gioia dell'ottavo goal in quella che potrebbe essere la sua ultima stagione in Olanda, visto che un suo trasferimento al Benfica viene dato oramai per certo.
Due minuti dopo l'occasionissima, i Frisoni vanno ancora vicinissimi al goal con Finnbogason che, incuneatosi dalla destra, prova il diagonale rasoterra, fuori di un soffio.
Senza Pellè, il Feyenoord sembra brancolare nel buio. Seppur riconoscendo i meriti di un grande Heerenveen, finalmente convincente e protagonista di una splendida serie positiva, non si possono non sottolineare la pochezza e l'arrendevolezza dei Rotterdammers che, a meno di clamorose sorprese, escono dalla lotta per il titolo, riuscendo a confezionare solo delle confuse e fumose azioni offensive, senza mai impensierire seriamente Nordfeldt.
Dopo un quarto d'ora di flessione, durante il quale il Feyenoord prova ad affacciarsi con più insistenza in avanti, l'Heerenveen chiude la gara nei minuti finali. All'84 è fantastica la proiezione offensiva di Jeffrey Gouweleeuw, che al limite dell'area scambia con Finnbogason e permette all'attaccante islandese di anticipare Mulder e segnare il suo ventunesimo goal in campionato, raggiungendo in seconda posizione proprio Pellè, il grande assente della gara.
Con tutto il Feyenoord proiettato in avanti alla ricerca del pareggio, l'Heerenveen è bravo ad approfittare della situazione per bissare il vantaggio tre minuti dopo, con El Ghanassy. Tutto nasce da un fallo laterale, ottenuto con insistenza da Finnobogason, che costringe De Vrij alla chiusura d'emergenza. Lo stesso attaccante islandese si incarica della rimessa, lanciando il velocissimo compagno di squadra che, con una vera e propria autostrada davanti, batte di destro Erwin Mulder, chiudendo la gara e mandando in delirio i tifosi di casa. Secondo goal, in sei presenze (solo 4 da titolare), per l'ala marocchina arrivata in prestito dai belgi del Gent.

Vittoria schiacciante, quindi, per l'orgoglio della Frisia, che finalmente torna a macinare gioco, regalando gioie ai propri tifosi dopo una prima metà di stagione davvero deludente. Marco van Basten, che in estate era arrivato sulla panchina dell'Heerenveen circondato da una certa scetticità, sembra finalmente esser riuscito a dare alla sua squadra un identità, persa dopo il contemporaneo addio di gran parte degli uomini chiave dello scorso anno. 
Talenti del calibro di Djuricic, Finnbogason e Gouweleeuw non rimarranno a lungo ma, finchè può, il pubblico della cittadina all'estremo nord dei Paesi Bassi potrà davvero divertirsi grazie alle loro giocate.
Decisa inversione di marcia, invece, per il Feyenoord, che rimane al palo e rischia di venire sorpassato dal Vitesse, impegnato oggi contro lo Zwolle. Con l'assenza forzata di Graziano Pellè ed l'infortunio, in corso d'opera, di Lex Immers, gli uomini di Koeman hanno pagato la sterilità offensiva mai patita con il centravanti salentino, vicecapocannoniere dell'Eredivisie. A sei gare dalla fine, tre punti lasciati per strada possono davvero risultare fatali.

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