Un Vitesse spietato umilia il giovane Psv. Sconfitto 6 a 2, Cocu è sulla graticola


Tutto era da giocare, ma alla fine tutto rimane com'era. Il Vitesse è ancora capolista dopo una pesantissima vittoria col Psv che non riesce a salire nella prima metà della classifica. Ad Eindhoven i padroni di casa umiliati negli ultimi minuti, quando i gialloneri dal 2-3 hanno fatto tre gol in un batter d'occhio.
Determinazione, energia, mentalità e velocità. Queste le parole chiave per il Psv che doveva decisamente uscire dal momento più brutto degli ultimi tre decenni. E questi sono anche i concetti con cui descrivere la prima mezz'ora dei ragazzi di Phillip Cocu, sostenuti da un pubblico più che mai caldo e positivo ma, forse, non pronti ad affrontare una squadra ormai esperta e cattiva come il Vitesse.

Nonostante la pioggia di occasioni per i Boeren, il Vitesse aspetta con pazienza il suo momento giusto.
E' dopo 37 minuti che la squadra di Peter Bosz sfrutta un'ottima azione di ripartenza con l'oramai solito Lucas Piazon che non perdona un errore a Karim Rekik.

Una botta mentale per la giovanissima banda biancorossa, che però reagisce nel modo migliore: Memphis Depay riesce a ristabilire il pari segnando il gol del pareggio dopo un bel dribbling con un tiro da fuori area, quando sta per iniziare il tempo di recupero.

Dopo l'intervallo, al Philips Stadion andranno in scena i diversi atti di una tragedia. Il Psv torna in campo con la sua energia e, mentre meriterebbe forse il vantaggio, ancora una viene infilato da un contropiede del Vitesse. E' di Mike Havenaar il goal del 2 a 1, ma l’attaccante giapponese avrebbe meritato di essere espulso, visto che nel primo tempo, dopo venti minuti, lontano dagli occhi dell'arbitro, aveva colpito duramente Schaars.
Bas Nijhuis, direttore di gara, non ha, però, certamente favorito il Vitesse, negandogli ben tre volte un netto rigore. Eppure gli ospiti sono in grado di raddoppiare il loro vantaggio, stavolta con il suo terzino destro (!) Kelvin Leerdam, che col suo sesto goal stagionale si mostra sempre più bomber. Grosse responsabilità, in occasione del goal del giocatore ex Feyenoord, dell'intera squadra del PSV, che si fa sconfiggere praticamente da sola, concedendo tanti spazi agli avversari, letali nel contropiede.





Nel finale succede di tutto: mancano sette minuti quando Rekik segna di testa la rete che fa tornare la speranza al Philips Stadion, che si spegne però subito dopo: senza l’organizzazione difensiva degli avversari, è Davy Pröpper, uno dei giocatori migliori della partita, ad approfittarne. L'umiliazione diventa totale quando anche Patrick van Aanholt sigla una rete formidabile, prima che ancora Pröpper, trovandosi totalmente libero di fronte al povero portiere Jeroen Zoet, firma la sua doppietta che significa il 6-2, lo stesso risultato che ottenne il Twente ad Eindhoven a marzo del 2012.


Dopo partita i giocatori del Psv, tra cui alcuni in lacrime, vanno sotto la curva per chiedere scusa, regalando tutte le maglie al pubblico in cambio per il più che ottimo sostegno. 
Un’immagine surreale ma tutto sembra okay fra i sostenitori più caldi e gli allievi di Cocu. L’allenatore stesso, ora più che mai a rischio, viene anch’egli applaudito dagli spalti.

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