Pareggio in extremis contro la Turchia e vittoria nell'amichevole di lusso con la Spagna. Qual è la vera Olanda?

E' una nazionale olandese a due facce, quella che si è mostrata, nel giro di pochi giorni, ai suoi tifosi all'Amsterdam ArenA. Già, perchè la squadra di Hiddink, dopo aver ottenuto un misero punticino nella partita contro la Turchia, rimontando (solo nei minuti di recupero) al goal dell'iniziale vantaggio di Burak Yilmaz, ha piegato la Spagna in amichevole, grazie alle reti del laziale De Vrij e di Davy Klaassen.


  • Sono ben 8 i punti persi dall'Olanda nelle ultime 5 gare di qualificazione. Tanti quanti sono stati dilapidati nelle precedenti 31 partite.
  • 6 dei 13 goal segnati nel corso della gestione di Guus Hiddink sono arrivati nell'ultimo quarto d'ora.
  • Wesley Sneijder, giocando contro la Turchia e la Spagna, è diventato il calciatore con più presenze (113) nella storia della nazionale olandese.
  • L'Olanda è l'unica squadra al mondo ad aver battuto due volte la Spagna di Del Bosque.

Vale la pena, allora, chiedersi quale sia la vera identità della nazionale oranje e se la scelta di Guus Hiddink, al suo secondo mandato alla guida dell'Olanda, come commissario tecnico post-Van Gaal sia stata davvero saggia.
Cruijff, dopo l'1 a 1 contro la Turchia, aveva sparato a zero sul gioco espresso dagli olandesi, auspicando un rapido cambiamento di rotta. Le attenuanti si chiamano sfortuna ed assenza di Van Persie e, soprattutto, Robben, ma è pur vero che in tanti, contro la squadra allenata da Terim, hanno steccato la partita che doveva rilanciare gli arancioni in chiave qualificazione. Le parole del leggendario numero 14, oltre ad un logico turn-over, hanno imposto alcuni cambiamenti nelle due formazioni iniziali. Rispetto all'undici che aveva affrontato la Turchia, contro la Spagna Hiddink ha cambiato gli esterni di difesa ed alcune pedine del centrocampo, riposizionando Daley Blind, oramai uno dei capisaldi della nazionale, là dove oggi si esprime al meglio, vale a dire in mediana.
Le novità si chiamano Willems (miglior assist-man dell'Eredivisie), Janmaat, Narsingh e Klaassen, oltre a Vermeer, cui è stato dato giustamente spazio dopo le buone prestazioni in campionato ed Europa League con il Feyenoord.

I numeri parlano chiaro: con il 92% di passaggi andati a buon fine, Blind si dimostra come elemento essenziale nel terzetto di centrocampo, aiutando notevolmente la costruzione del gioco. Guai, però, a tagliare fuori dai piani futuri Nigel de Jong, tra i veterani della selezione arancione e vero e proprio guerriero in mediana. Altro reparto su cui il commissario tecnico dovrà lavorare è quello difensivo. Se le scelte, per quanto riguarda i terzini, sembrano obbligate (Janmaat e, soprattutto, Willems sono il futuro della nazionale), sembra necessario dover affiancare a De Vrij un difensore di maggiore spessore rispetto a Martins Indi. I goal concessi nella fase di qualificazione ai prossimi Europei sono già 6, uno in più rispetto a quanti la nazionale, all'epoca allenata da Van Gaal, ne avesse concessi nell'intera campagna che li ha portati in Brasile. Una fragilità, quella della retroguardia oranje, che ha complicato tante partite e che oggi rischia di compromettere la qualificazione agli Europei del 2016. Le alternative al centrale difensivo del Porto (buon giocatore, per carità, ma forse poco adatto a comporre una cerniera difensiva) non mancano e si chiamano Veltman, Bruma o Rekik, tutti in attesa della loro occasione.


Meno preoccupazioni, invece, desta l'attacco. Huntelaar, giunto alla sua settantunesima presenza in nazionale, si è dimostrato degno di essere titolare, segnando, contro la Turchia, il suo trentanovesimo goal grazie alla fortunata deviazione sul tiro di Sneijder. Detto delle assenze forzate di Van Persie e Robben, hanno brillato ad intermittenza Depay, Narsingh ed Afellay, senza dimenticare Dost, unico esordiente nella seconda gestione di Hiddink.

Con cinque gare ancora da giocare (in casa contro Islanda e Repubblica Ceka, entrambe avanti nel girone, ed in trasferta contro Lettonia, Turchia e Kazakistan) il gap di 6 punti dalla testa del girone non è affatto incolmabile. Occorreranno, però, più prestazioni come quella contro la Spagna, in cui per la seconda volta in meno di un anno, i giocatori olandesi hanno stupito il mondo.


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